VOLA IL PALERMO DI IACHINI TRAPANI TRAVOLTO CON SUPER BELOTTI

VOLA IL PALERMO DI IACHINI TRAPANI TRAVOLTO CON SUPER BELOTTI

di Leandro Ficarra Beppe Iachini aveva stimato in circa tre mesi il lasso di tempo necessario a conferire una fisionomia precisa ed un impianto di gioco credibile al suo Palermo. Assistendo alla.

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di Leandro Ficarra Beppe Iachini aveva stimato in circa tre mesi il lasso di tempo necessario a conferire una fisionomia precisa ed un impianto di gioco credibile al suo Palermo. Assistendo alla gara odierna contro il Trapani, viene da pensare che sia davvero avanti con il lavoro rispetto alla sua tabella previsionale. La squadra che ha travolto i granata ha sempre più le sembianze del suo tecnico. Un Palermo concreto, solido tatticamente e mentalmente, intenso e volitivo, ha disposto di un avversario ostico ed organizzato che ha retto l’urto dei rosa nella prima frazione con applicazione e disciplina nella fase difensiva. La compagine di Iachini ha fatto suo questo inedito derby cadetto interpretando perfettamente la gara sul piano strategico e motivazionale, senza mai smarrire ritmo ed equilibrio, non lesinando corsa e furore agonistico, con la personalità della squadra di rango,consapevole che prima o poi avrebbe piazzato la stoccata decisiva. I rosa non hanno ceduto al nervosismo quando, seppur gestendo il pallino del gioco, non sono riusciti a sfondare, ed hanno affondato i rivali grazie alla freschezza ed al talento della stellina Andrea Belotti, il quale, subentrato al solito evanescente Dybala, ha spaccato il match con le giocate decisive. Prima firmando gli assist per i gol di Lafferty e Barreto, quindi chiudendo i conti con una splendida prodezza balistica da più venti metri. Lo show del gioiello dell’under 21 è stato un concentrato di tecnica, rapidità ed esplosività. Belotti è risultato un vero e proprio fattore di questo derby , attaccante completo nel suo bagaglio di soluzioni, impressiona per la capacità di impattare la gara con quella ferocia mentale propria dei predestinati. L’autostima del gruppo cresce in proporzione ai numeri: sette risultati utili consecutivi, diciassette punti conquistati e solo tre gol subiti nell’era Iachini, irruzione veemente nella parte nobile della classifica con l’aggancio al secondo posto. Non possiamo che celebrare ulteriormente la qualità del lavoro svolto fin qui dal tecnico, artefice di correttivi tattici ed alcune felici intuizioni che hanno consentito ad una squadra, che resta lacunosa e correggibile nella sua struttura, di trarre il massimo profitto. Il merito principale di Iachini è stato quello di focalizzare istantaneamente i vizi di questo organico, costruire una solidità in fase di non possesso che lo rendesse impermeabile, sopperendo con automatismi e coralità al deficit individuale penalizzante in alcuni ruoli. Chapeau per l’identità acquisita, ma soprattutto per l’anima indomita e battagliera che è prerogativa imprescindibile in categoria. Non sarà il derby siciliano per antonomasia, ma questo interessante incrocio, tra Palermo e Trapani regala un bel colpo d’occhio sugli spalti del “Barbera”. L’atmosfera è elettrica il giusto, la tensione agonistica è quella delle gare che contano. Iachini ripropone l’undici che ha vinto e convinto al “Partenio” conferma il 3-5-2 con Bacinovic in cabina di regia rinunciando alla tentazione di schierare il trequartista. Out Terzi, Milanovic, Munoz ed Andelkovic compongono la linea difensiva. Corsie laterali presidiate da Pisano e Daprelà, Barreto e Bolzoni scudieri di Bacinovic in zona nevralgica, Lafferty e Dybala formano il tandem offensivo. Il Trapani risponde con una sorta di 3-4- 2 -1 molto elastico, con gli esterni, Garufo e Rizzato, che scalano a turno in fase di non possesso creando una linea difensiva a quattro. Granata solidi e manovrieri, tatticamente organizzati, armoniosi nell’esecuzione degli automatismi senza palla. La partita cerca comunque di farla il Palermo che appare tonico ed aggressivo ma scolastico e prevedibile nello sviluppo delle trame offensive. Bacinovic, deputato a dettare tempi e tracce della manovra, alterna cose buone a lunghe pause. L’interno sloveno cerca di premiare i tentativi di sovrapposizione degli esterni e di verticalizzare quando possibile sui movimenti del duo offensivo. La compagine di Boscaglia legge bene le direttrici di passaggio e francobolla gli avanti rosa coprendo bene gli spazi senza concedere profondità. Il Palermo resta corto e compatto cercando di aggredire alti i granata. Barreto e Bolzoni, schierati intermedi, svolgono il doppio lavoro pressando sulla trequarti trapanese e cercando l’inserimento senza fortuna. Tuttavia, Nordi non corre grossi pericoli. Su azione susseguente a corner, Munoz alza troppo la mira con il sinistro. I guantoni dell’estremo difensore granata si sporcano per deviare un destro da fuori di Barreto e bloccare a terra un tentativo velleitario di Dybala dal limite. Prima frazione di assoluta serenità per Sorrentino che svolge l’ordinaria amministrazione e vede infrangere sul muro difensivo rosa ogni ripartenza degli uomini di Boscaglia. La più pericolosa la innesca Garufo che cerca di servire il solissimo Abate, ma Munoz sporca provvidenzialmente l’imbucata del granata. Dybala prende una botta che lo costringe a lasciare il campo. Belotti lo rileva, sarà la svolta della gara. La ripresa vede il Palermo subito arrembante. L’ex albinoleffe, con una percussione in dribbling sul versante sinistro, brucia il dispositivo granata ed offre al sempre pronto Lafferty la palla del vantaggio. “Il Barbera” ritrova i decibel dei tempi belli e l’entusiasmo a tinte rosanero accende il derby. La formazione di Boscaglia tenta di reagire e prova la conclusione con Nizzetto che per due volte va vicino al bersaglio. Quindi è il palermitano Gambino che, ben servito da una sponda, chiude troppo il diagonale appena dentro l’area di rigore. Verre rileva Bacinovic e la qualità della manovra del Palermo ne beneficia sensibilmente. Splendidi un paio di cambi di fronte del talento scuola Roma, che sciorina fregi balistici in mezzo al campo. Il piede sapiente del centrocampista, classe 94, innesca ripartenze potenzialmente letali. Belotti e Troianiello, subentrato a Lafferty, divorano il raddoppio a stretto giro di posta. Raddoppio che arriverà come una liberazione poco dopo: Belotti gestisce al meglio una palla al limite, la imbuca per Barreto che in spaccata anticipa Nordi e mette in ghiaccio il risultato. Giusto premio all’ennesima prova di fatica e sagacia del capitano rosanero. Gli ingressi di DJuric e Basso non regalano a Boscaglia la zampata in grado di riaprire il match. Anzi, è Super Belotti che con l’ennesima giocata di categoria superiore consacra il suo magic moment: il numero trenta rosa converge da sinistra verso il centro con progressione dirompente e scarica un destro che s’insacca imparabilmente alla sinistra di Nordi. Il”Barbera” gongola ed elegge di fatto un nuovo idolo, prima di riservare all’intera truppa di Iachini il meritato tributo di consenso ed entusiasmo.

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