Voglio andare a vivere in campagna Eremiti rosa in Toscana per meditare

Voglio andare a vivere in campagna Eremiti rosa in Toscana per meditare

di Fabio Giacalone TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE… in ritiro. Il Palermo si rifugia nelle terre toscane per andare a lavare i panni in Arno, dopo lonta che ha unto le maglie del derby perso in.

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di Fabio Giacalone TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE… in ritiro. Il Palermo si rifugia nelle terre toscane per andare a lavare i panni in Arno, dopo lonta che ha unto le maglie del derby perso in casa fragorosamente e prima di affrontare la prova Viola in trasferta, lontano dal Barbera…oggi potrebbe essere un vantaggio. Lex regno dorato degli uomini di Ballardini da due gare è diventato un luogo da incubo: zero punti zero contro Juve e Catania, sei gol subiti, zero realizzati. I numeri cominciano ad essere inquietanti. Perché le gare senza reti rosanero salgono a tre consecutive: anche a Reggio lattacco era stato asfittico. Si può certo recriminare sulla bravura dei portieri altrui (ieri Bizzarri è stato come e meglio di Buffon), o sugli scherzi della sorte che mette pali e traverse nel posto giusto al momento sbagliato (specie contro i bianconeri). Ma è indubbio che, al di là delle cabale, un attacco che si rispetti almeno un golletto lo avrebbe dovuto racimolare, specie se si considera la mole di occasioni avute pur nella cattiva sorte di risultati avversi. LATTACCO NON ATTACCA Il presidente Zamparini lamenta (lo aveva già fatto dopo la gara persa in trasferta contro la Roma) linadeguatezza della difesa: non per qualità di uomini, ma per modo di stare in campo. Il patron friulano vorrebbe vedere schierato un trio arretrato: dice di ripeterlo da inizio anno. Ma anche lattacco merita attenzione. Ieri il più pericoloso è stato di gran lunga Giulio Migliaccio che attaccante propriamente non è, ma che – con i chiari di luna attuali di Edinson Cavani – vale quanto un centravanti. Avrebbe meritato il gol il campano per la forza e la determinazione con cui si è catapultato su tutti i palloni utili a infilare Bizzarri: il portiere rosso-azzurro ha risposto alla grande, ma ha anche dovuto sfoderare su di lui gli interventi migliori. Più gestibili le parate sulle conclusioni di Cavani: un tiro ravvicinato ma defilato nel primo tempo, con un angolo di sparo totalmente coperto dalla figura dellestremo difensore catanese; un tiro ravvicinato ma centrale in semi rovesciata nel secondo tempo, più agevolmente sventato dallargentino. Quello che manca alluruguagio è la cattiveria, quella tipica dei bomber di razza. La sua preparazione, nelle azioni che potrebbero condurre al gol, è infatti encomiabile e stilisticamente apprezzabile: la stoccata finale, invece, dà spesso la sensazione di qualcosa di strozzato, timoroso, raramente convinto. Che il problema di Edi sia psicologico, più che balistico, lo si nota chiaramente. Delle bocche di fuoco annacquate di Ballardini, Fabrizio Miccoli è indubbiamente quello maggiormente in debito con la sorte: lui la stoccata la sa mettere e la mette sempre. Ultimamente, però, qualche strana forza astrale sembra fortemente intenzionata a non concedergliene nessuna buona. Tuttaltra storia per i gemelli diversi Simplicio e Bresciano. Due giocatori che per caratteristiche potrebbero e dovrebbero essere i veri crac di questo Palermo – centrocampisti ibridi, in grado di difendere, costruire concludere inserendosi dalle retrovie, due che farebbero gola ad un amante dellassenza di punti di riferimento come Luciano Spalletti. Due che però vanno decisamente a corrente alternata in chiave realizzativa e se fanno doppietta una domenica, poi li si ritrova al gol dopo quattro turni: in mezzo possono capitare prestazioni svagate o eccessivamente nervose come quella di ieri dellaustraliano. AMNESIE DIFENSIVE Peraltro Bresciano ha sulla coscienza anche la mancata copertura su Ledesma nellazione del primo gol. Ricordate la dinamica dellazione? Lancio in area per Morimoto, smarcamento del nipponico su Kjaer, cross in mezzo arretrato a tagliare fuori la linea difensiva e colpo di testa dellindisturbato argentino, mentre alle sue spalle si nota una pelata in colpevole ritardo di marcatura. Allora si comprende che qui non è più questione di difesa, come vorrebbe Zamparini, ma di fase difensiva o di applicazione dei singoli al proprio ruolo da difensori. Nel primo caso il correttivo dovrebbe venire dal tecnico. Nel secondo dovrebbero darsi una svegliata i giocatori. Dirlo allindomani del derby di ieri sembra facile e scontato. In realtà il Palermo esce da un trittico di gare in cui ha racimolato un solo punto, per di più contro lavversario tecnicamente più dismesso. Il punto prezioso conquistato a Reggio, che a questo punto diventa doro puro visti i successivi risultati, la dice lunga su quanto questa sia davvero una stagione di transizione per la squadra, dove fra quattro punti si raggiungerà la fatidica quota salvezza, ma ciò che verrà dopo è veramente difficile da decifrare sin dora. In seno a tale transizione generale, inoltre, si sta vivendo questo periodo di piccola transizione critica. Laugurio è che lo si superi quanto prima, se non si vuole far la fine degli eremiti.

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