Un gioco e un’anima in trasferta come in casa Il regalo da trovare sotto l’albero

Un gioco e un’anima in trasferta come in casa Il regalo da trovare sotto l’albero

di Basilio Milatos 1-2-3-4-5 tocchi tutti di prima, tutti corti con movimenti armoniosi e “sincronici” di più giocatori in maglia rosa, fino ad arrivare alla conclusione verso la.

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di Basilio Milatos 1-2-3-4-5 tocchi tutti di prima, tutti corti con movimenti armoniosi e “sincronici” di più giocatori in maglia rosa, fino ad arrivare alla conclusione verso la porta avversaria. A tratti sembrava la Playstation. Invece non è calcio virtuale, è realtà. Una realtà non ancora costante e continua, ma che col passare del tempo sta crescendo pure da questo punto di vista e che infatti ora si manifesta non solo contro le Big ma anche contro avversarie medio-piccole. Le percussioni centrali con fraseggi palla a terra, oppure veloci “sventagliate” sulle fasce per le continue discese dei due terzini. Raramente un pallone a casaccio, quasi sempre lidea di una squadra che gioca a memoria, che ha un modo di stare in campo perfettamente definito. Il marchio di fabbrica è chiaro e preciso: è il Palermo di Davide Ballardini. O almeno è il Palermo di Davide Ballardini versione casalinga. Perché in campo esterno le cose non vanno esattamente nella stessa maniera. Adesso è il momento di spiccare il volo verso determinate ambizioni, e per farlo bisogna trovare la stessa identità, la stessa affidabilità anche fuori dalle mura amiche. Dove per la verità, finora, a parte l’entusiasmante ma estemporanea vittoria con la Juve, si è raccolto veramente poco: un paio di punticini agguantati in rimonta in zona Cesarini (Lecce e Bologna). Dal punto di vista della mentalità, forse solo a Napoli si è vista la squadra che vuole Ballardini, con personalità e possesso palla per tutto l’incontro. Il risultato non premiò il Palermo, in quella circostanza, ma forse è proprio da lì che si deve ripartire per crescere anche in trasferta. La partita con la Lazio è un test più che attendibile: compagine temibile, con grandi attaccanti e che gioca molto bene in casa. In più, una diretta concorrente, dato che la Lazio appartiene alla stessa fascia del Palermo, insieme a Udinese, Genoa, Napoli, la stessa Sampdoria se si riprende, ossia la fascia di chi vuol competere per l’Europa. Non la Champion’s forse, ma la Uefa sicuramente si. D’altra parte, domenica scorsa sono arrivate già un certo tipo di risposte che si chiedevano alla squadra. Si era detto e scritto che a questa squadra mancavano le conferme di certi standard di gioco con squadre non di primo piano, che magari giocano chiuse e non lasciano spazi. In più si temeva che lassenza di Miccoli privasse lattacco del suo giocatore di maggior fantasia e che la squadra potesse risentire delle scorie di una settimana, quella del dopo Cagliari, fatta più di polemiche arbitrali e questioni extracalcistiche che non di discorsi tecnici. Invece, domenica il Palermo ha dimostrato che evidentemente ormai ha un gioco e ha un’anima ben definite. Adesso, serve regalarsi un bel Natale andando a proporre questo gioco e quest’anima anche a Roma. Soprattutto, far risultato servirebbe a rilanciare le ambizioni che questa squadra può e deve avere. Il caso vuole che anche lo scorso anno prima della sosta natalizia il Palermo incrociasse la Lazio, in quel caso al Barbera. Quella partita per certi versi segnò l’inizio della fine dei sogni di gloria: la squadra, fresca di cambio in panchina con l’ennesimo ritorno di Guidolin, veniva da due vittorie consecutive e un ulteriore successo l’avrebbe lanciata verso posizioni di rilievo in classifica. Sembrava andare tutto per il verso giusto, i rosa erano avanti 2-0 e a un certo punto ebbero il rigore per chiudere la partita. Amauri invece sbagliò dal dischetto e finì 2-2. Di contro, le ultime due trasferte in casa laziale hanno visto entrambe il Palermo vittorioso per 2-1, con grandi protagonisti in un caso Agliardi e nell’altro Amauri. Adesso l’auspicio è che la partita contro la Lazio dia la spinta e la convinzione che serve alla squadra per disputare un campionato importante. E’ un peccato che non possa esserci un uomo determinante come Moris Carrozzieri, che in campo fa sentire tutti i suoi cm e tutta la sua personalità. Sarà un ulteriore banco di prova per Simon Kjaer, finora più che brillante tutte le volte che è stato chiamato in causa, e forse anche per lo stesso Cesare Bovo, che dovrà guidare il reparto. Ma è soprattutto a centrocampo che –come sempre- si deciderà la partita e del resto è quello il reparto considerato probabilmente il punto forte della squadra. Fabio Liverani, grande ex della partita e Antonio Nocerino sono in grande crescita, insieme a Mark Bresciano e Fabio Simplicio possono garantire qualità e quantità, pronti a innescare il rientrante –e scalpitante- Fabrizio Miccoli e Matador Cavani. Sempre che il tecnico romagnolo non riservi qualche sorpresa, che però, alla luce di quanto visto finora, appare improbabile: se Ballardini ha a disposizione gli uomini che lui ritiene più idonei per il suo gioco, difficilmente vi rinuncia. Nonostante ci sia gente dietro, come Davide Succi, che probabilmente meriterebbe qualche chanche in più. Dopo la Lazio, e dopo le feste, sarà mercato. Come ampiamente dibattuto, al Palermo non serve tantissimo. In entrata, due-tre elementi giusti nei ruoli giusti, soprattutto per dare all’allenatore maggiori alternative in certi ruoli. In uscita, dare la possibilità a chi è obiettivamente chiuso di trovare spazio altrove, togliendo al contempo potenziali occasioni di attrito dentro lo spogliatoio, dove chi si sente ai margini inevitabilmente prima o poi può finire col creare problemi. Ci sono in ballo mille sondaggi, mille nomi, mille ipotesi. Certo è che arrivarci dopo un grande risultato a Roma darebbe a tutto l’ambiente un entusiasmo diverso. Babbo Natale porterà bei doni da mettere sotto l’albero dalla Capitale??

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