TROIANIELLO: “MIO SEGRETO È NON ABBATTERMI; NON SONO SECONDA PUNTA MA MI ADATTO. E SUL LATINA…”

TROIANIELLO: “MIO SEGRETO È NON ABBATTERMI; NON SONO SECONDA PUNTA MA MI ADATTO. E SUL LATINA…”

di Claudio Scaglione Il calcio è come una donna: hai poche carte a disposizione e limitate possibilità per convincerla appieno che tu sei quello giusto. Così, se ciò che.

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di Claudio Scaglione Il calcio è come una donna: hai poche carte a disposizione e limitate possibilità per convincerla appieno che tu sei quello giusto. Così, se ciò che desideri è conquistarla, non ti resta che cogliere le occasioni che il destino concede per sovvertire le gerarchie sentimentali nella sua mente. Nel calcio, la questione è più complicata: coloro che devono essere convinti sono allenatore, dirigenza e tifosi. Il corteggiatore ha, dunque, vita più dura, soprattutto se il suo mister gli concede un numero ristretto di opportunità. Il trequartista del Palermo, Gennaro Troianiello, le ha colte al volo queste possibilità, adattandosi anche a ciò che pretendeva il tecnico Iachini: a lui interessa solamente giocare. Non è così, Gennaro? “Per me l’importante è giocare: le occasioni si hanno sempre. Contro la Reggina era la mia possibilità, me la dovevo giocare per forza bene, così sono molto contento di aver disputato una buona partita. Certo, se non giochi mai e sei collocato proprio fuori è dura. Mi rende felice essere tenuto in considerazione, anche se il mister non sposa il mio modulo mi fa entrare, anche per pochi minuti, si vede che mi sto allenando bene, ma quando vinci tutto diventa più bello, vivi meglio la situazione e la città, quando vinci è unaltra cosa”. Le direttive che dà Iachini tu le esegui senza alcun patema d’animo. Ti ci vedi da seconda punta? “Qualche volta quando stavamo perdendo ho giocato come seconda punta, ma mai da titolare in tutta la mia carriera. Col Sassuolo a volte quando entravo mi facevano giocare in attacco, ma non è il mio ruolo. Per me è lo stesso, basta che gioco. Se questa deve essere la mia collocazione, per me va bene, limportante è che gioco”. Nel settore d’attacco ne hai parecchia di concorrenza: sono tutti giocatori molto giovani. Chi ti ha sorpreso di più? “Dire Belotti è troppo facile; quanto a Dybala, ha avuto un problema, ma se si sblocca può fare grandi cose, mi ha impressionato tanto. Anche Lores che non sta trovando spazio è un bel giocatore, come Stevanovic”. Nel Palermo un po’ tutti i giocatori sono riusciti a fare la differenza. Secondo te il motivo è da ricercare nel livello della Serie B? “No, il livello di questo campionato secondo me è buono, cè equilibrio. Mi hanno impressionato Pescara ed Empoli, due squadre che ho visto molto organizzate. Il Pescara è stata anche molto sfortunata. LEmpoli probabilmente sarà la nostra avversaria fino allultimo, anche lanno scorso il Sassuolo era una squadra molto organizzata e noi siamo usciti fuori in un campionato molto equilibrato”. Un campionato equilibrato anche se è innegabile che ogni squadra contro il Palermo decide di difendersi e ripartire in contropiede … “Chi affronta il Palermo si difenderà sempre, quando becchi una grande squadra è normale che si pensi prima alla difesa. Il Latina verrà qui a giocare in maniera un po chiusa”. A proposito del Latina, che squadra ti aspetti? “Sul Latina dico che è una squadra molto competitiva, hanno dei bei giocatori. Però so bene che personalmente ho poche possibilità di giocare quando rientreranno i nazionali. Non penso che possa giocare io quando ci saranno attaccanti di ruolo, nonostante la prestazione”. Ti sei chiesto come mai queste tue difficoltà ad essere titolare? “A volte è stata colpa degli infortuni che ho giocato poco, anche lanno scorso mi sono rotto la caviglia, a Siena furono problemi personali, a Sassuolo mi ero fatto la nomina che entravo e spaccavo le partite”. E a gennaio cosa succederà dato che si apre la sessione di mercato? “A gennaio parlerò col mio procuratore e con la società. Bisogna capire se preferiscono mandarmi via o tenermi. Mi fa piacere stare qui, non mi è mai capitato di essere in una realtà del genere, con tutti questi giornalisti e queste telecamere. È una realtà importante, fa piacere vedere la gente che ti riconosce. Però io voglio giocare, non posso fare la comparsa. Vorrei essere protagonista”.

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