Toni: “A Firenze e Palermo giocavano tutti per me”

Toni: “A Firenze e Palermo giocavano tutti per me”

Intervistato da “Il Secolo XIX”, lattaccante del Genoa Luca Toni racconta la propria scelta nellessere approdato in rossoblù, lasciando trasparire anche qualche aspetto del suo essere.

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Intervistato da “Il Secolo XIX”, lattaccante del Genoa Luca Toni racconta la propria scelta nellessere approdato in rossoblù, lasciando trasparire anche qualche aspetto del suo essere extra-calcistico. Di seguito l’intervista integrale. Signor Toni, lei è fidanzato con Marta Cecchetto da 12 anni. Non sarò arrivato il momento di sposarsi? “Mi spiego: anche se fosse venuto il momento non lo dirò mai sui giornali. Noi siamo fatti così e forse è per questo che ci vogliamo bene da tanti anni. Quando ci sposeremo lo faremo sapere ai nostri amici: niente tv, robe del genere. Noi siamo fatti così”. Sembrate la reclàme della felicità. Possibile sia tutto vero? “Possibile non essere felici con la vita che faccio? Sto bene, ho una famiglia, amici veri e faccio il lavoro più bello del mondo. Certo, guadagno anche tanto, tantissimo se si pensa a quello che accade intorno a noi. Ma i soldi non sono tutto: non faccio il figo, dico sul serio”. Si mette un attimo in porta? “Prego?”. Ci sarebbe un colpo basso da parare: che risponde a chi dice che ha scelto Genova per lingaggio? “Balle, non sono mica pazzo: non mi sarei certo rimesso in gioco in una piazza importante come il Genoa. Se fossi venuto qui per lingaggio mi sarei bruciato. Se fosse stato per i soldi potevo andare con Fabio, Cannavaro, negli Emirati. Sono qui per segnare, mica per svernare. Genova, i genoani, non li freghi”. E perché non li freghi? “Perché vivono il calcio in un modo diverso dagli altri. Sono coinvolgenti, viscerali, sarà che hanno sofferto tanto. Come dicono a Genova?”. Mugugnano? “Ecco, ma poi sanno regalarti un entusiasmo contagioso. Questa squadra ha bisogno di entusiasmo”. Tocca a voi. “Lo sappiamo e lo vogliamo”. A che punto siamo? “Ci siamo, la squadra sta crescendo, creiamo tante occasioni, quasi più in trasferta che in casa, ma limeremo anche questo aspetto. Siamo sulla strada giusta”. E lei come sta? “Ora bene. Oh, sta anche arrivando il mio solito letto e il divano”. Scusi? “Me li porto sempre dietro, letto e divano, ce li avevo anche a Monaco. Stanno arrivando a Genova, questione di ore. Lappartamento era arredato, ma letto e divano voglio i miei”. Appartamento arredato? Marta sarà disperata…. “Vero, a Firenze aveva fatto tutto lei, ha una passione per larredamento. Diciamo che qui ha avuto più tempo per visitare la città. Lei lha trovata bellissima, ora tocca a me”. Casa a Quarto o Arenzano? “Corso Italia, vista mare e a due passi dal Centro”. Gran scelta. Torniamo al campo: con il 3-4-3 lei ha scoperto un nuovo modulo? “Vero, a Firenze giocavano tutti per me: Jorgensen da una parte, Fiore dallaltra. Arrivavano molti cross, anche chi sta alle mie spalle giocava per me. A Palermo idem. Ma a me piace imparare cose nuove, mi pagano anche per questo. E non è mai una questione di moduli: noi si va ad attaccare sempre con tanti uomini, il gioco è spettacolare e allo stesso tempo equilibrato. Ripeto: ci siamo”. Gasperini è? “Vuole vincere, meglio se 5-4 che 1-0. Per uno come me questa mentalità è musica per le orecchie”.

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