Sirigu jr: parla resp. settore giovanile Ascoli

Sirigu jr: parla resp. settore giovanile Ascoli

Il Palermo sta perfezionando il tesseramento di Giampaolo Sirigu, difensore laterale classe ’94 fratello del portiere rosanero Salvatore. Il ragazzo a Gennaio è stato in prova.

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Il Palermo sta perfezionando il tesseramento di Giampaolo Sirigu, difensore laterale classe ’94 fratello del portiere rosanero Salvatore. Il ragazzo a Gennaio è stato in prova all’Ascoli che aveva trovato un accordo di massima con la società giovanile sarda per il trasferimento del giovane nelle Marche in vista della prossima stagione. Per saperne di più la redazione di “Mediagol.it” ha rintracciato in esclusiva il responsabile del Settore Giovanile dell’Ascoli Calcio, Silvio Argenio. “Noi siamo stati i primi a notare il ragazzo – racconta – il nostro direttore Antonelli è stato per un periodo in Sardegna ed è andato a vedere dei raduni di una società giovanile (la Polisportiva Budoni, ndr) e ha subito notato due ragazzi, proprio il giovane Sirigu e un altro, tale Messina. Così mi ha chiamato e mi ha detto di contattare i ragazzi per farli venire ad Ascoli. Il fratello del portiere del Palermo è stato da noi per quattro giorni e ho avuto modo di seguirlo con attenzione. E’ un ragazzo del ’94 che secondo noi ha ancora ampi margini di miglioramento, dal fisico importante. Mancino di piede e terzino di fascia sinistra. Ha leve lunghe ma ha caratteristiche più difensive, per intenderci non è uno di quelli rapidi che saltano con facilità l’uomo. Ha bisogno di campo per sfruttare il suo bel piede sinistro. Noi l’abbiamo provato da laterale sinistro ma siamo convinti che possa anche fare il difensore centrale perché ha una struttura fisica importante. Poi è un ragazzo molto serio che arriva da una famiglia di sani principi e ha tutto per lavorare nel miglior modo possibile e non dimentichiamo che buon sangue non mente (riferendosi a Salvatore Sirigu, ndr)”. Argenio ha raccontato anche degli ulteriori aneddoti su Sirigu jr. “Come vi dicevo è stato qui per circa quattro giorni e poi è tornato al Budoni – ha spiegato – siccome la sua volontà era quella di avvicinarsi chiaramente al fratello perché magari sa di avere un sostegno maggiore e invece di vivere in convitto potrà stare a casa con suo fratello, è nata questa soluzione Palermo, visti anche gli ottimi rapporti tra il nostro direttore e la dirigenza rosanero. Di sicuro noi abbiamo perso un ragazzo che poteva farci comodo”.

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