S. Alfano: “Il Palermo difende l’indifendibile”

S. Alfano: “Il Palermo difende l’indifendibile”

“Da una società che ha ospitato sui propri voli personaggi vicini alle cosche mafiose tutto ci saremmo aspettati tranne che una levata di scudi, per difendere l’indifendibile, contro chi gli.

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“Da una società che ha ospitato sui propri voli personaggi vicini alle cosche mafiose tutto ci saremmo aspettati tranne che una levata di scudi, per difendere l’indifendibile, contro chi gli muove critiche sensate e circostanziate”. Lo ha dichiarato Sonia Alfano, presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, dopo la risposta del Palermo Calcio ad una nota dell’associazione inviata nei giorni scorsi, nella quale si chiedeva una presa di posizione netta da parte della società calcistica palermitana in merito alle violenze ad opera di alcuni tifosi nei confronti di sei appartenenti all’Arma dei Carabinieri, ha rincarato la dose replicando ancora al club rosanero. “Ma c’è di peggio – continua l’Alfano – La società del Palermo Calcio risponde alle accuse mossegli in maniera grossolana, poco attenta e fuorviante e ci preme sottolineare che, al contrario di quanto si lascia intendere nella nota della società, nessun membro di questa associazione ha mai usato il termine “mafia” in merito agli scontri succedutisi in questi anni ma quel termine è stato usato solo ed esclusivamente in relazione allo striscione “Uniti contro il 41 bis, Berlusconi dimentica la Sicilia”. Sappiamo bene che la tifoseria palermitana è formata da gente per bene e che chi crea scontri ed espone striscioni contro il 41 bis è solo una minoranza. Ed è proprio per rispetto alla tanta gente onesta che forma la tifoseria del Palermo che la società calcistica in questione dovrebbe prendere provvedimenti per isolare i tifosi violenti. “Ci rammarica – si legge in conclusione di nota – constatare come ancora una volta nessun dirigente di quella società si sia preoccupato di spendere qualche parola per i sei carabinieri feriti e di assumersi la responsabilità per non aver in questi anni saputo isolare quella parte di tifoseria violenta mettendo a repentaglio l’incolumità della tifoseria sana e dei tanti onesti padri di famiglia appartenenti alle forze dell’ordine che rischiano la propria incolumità per una partita di calcio e la cui divisa viene costantemente offesa da volgari cori e da immotivate violenze”

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