ROSSI: “Un passato nel cuore…un futuro rosa”

ROSSI: “Un passato nel cuore…un futuro rosa”

L’allenatore del Palermo Delio Rossi, ha rilasciato un intervista a Radio Sei, parlando del suo passato laziale ad un anno esatto dal suo divorzio con la squadra capitolina. Mediagol.it ha.

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L’allenatore del Palermo Delio Rossi, ha rilasciato un intervista a Radio Sei, parlando del suo passato laziale ad un anno esatto dal suo divorzio con la squadra capitolina. Mediagol.it ha evidenziato le dichiarazioni del mister. Atalanta-Roma, la partita che vide la sua squadra retrocedere qualche anno fa, è tra le partite più chiacchierate di Calciopoli (intercettazione Pradè-Mazzini, ndr): “Ho vissuto sulla mia pelle quegli episodi. Forse tuttora sono lunico che credeva che il calcio fosse frutto di quello che si faceva in campo, invece dopo tanto tempo mi accorgo che non era cosi. Mi dispiace soprattutto per la gente di Bergamo e per i ragazzi che ho allenato” Cè preoccupazione per la situazione di Radu? La Lazio sembra immobile? “Sono valutazioni che possiamo fare noi, ma dipende dalla società. Credo che ognuno faccia le proprie strategie ma non è detto che alla lunga siano vincenti. Radu ha fatto un campionato ottimo nonostante lannata disastrosa della Lazio. Con Floccari è stato il migliore. Lho preso io in quello scambio con la dinamo Bucarest dopo il problema con stendardo, è migliorato molto in Italia ed è stato una nota lieta..Più che centrale è un terzo difensore per me, si adatta meglio li, in una difesa a 3. In uno schieramento a 4, al centro bisogna essere anche capaci di guidare la difesa. Non avevo il dominante, mi sono battuto per tanti anni. Mi serviva un giocatore più attento. Sapendo delle sue qualità, lho fatto giocare a sinistra, quando volevo essere più bloccato con i terzini”. Anche questanno le strategie di mercato lasciano perplessi i tifosi laziali. Pure negli anni in cui è stato alla Lazio cera qualcosa che non andava? “Non posso giudicare dal di fuori, non lho fatto da dentro, è una questione di correttezza. Ma il tempo darà le sue risposte, poi ognuno si farà la propria idea. Non mi sembra giusto parlare male ora che non sono più alla Lazio. Ho grande rispetto per la gente che è molto intelligente, sa valutare con distacco le situazioni, non solo col cuore”. Ballardini, però, si è trovato daccordo con lei sullincompatibilità della coppia Zàrate-Rocchi. Lei pensa davvero siano incompatibili? “Non è che sono incompatibili, sono 2 giocatori che giocano con tempi diversi . Zarate ha bisogno di un tempo in più, difficilmente va senza palla anche se con me è migliorato molto. Rocchi gioca molto sul filo del fuorigioco. Bisogna solamente lavorarci su, non credo siano incompatibili, anche perché con me giocavano a 3. Limportante è che si mettano al servizio luno dellaltro. Zarate è più anarchico , non gli puoi chiedere troppi discorsi di ripiego e sacrificio. Non è che non lo vuole fare, o lo fa con cattiveria, non ci riesce proprio, se ci prova lo fa in maniera goffa. Gli altri dovrebbero mettersi a disposizione e capire”. Un giudizio su Reja… “Lho conosciuto perché mi ha telefonato, prima non lo conoscevo. Onestamente parlandoci mi è sembrata una persona di buon senso, avevo questa sensazione, si è confermata. Il campo ha detto che ha fatto un ottimo lavoro. Non era facile venirne fuori, se non hai personalità non ne esce dai guai, anche se i valori dicono che una squadra come la Lazio può arrivare a lottare per la Champions. Penso sia giusto ripartire da lui e metterlo nelle condizioni per lavorare al meglio”. Questione Lotito… “Di Lotito non voglio parlare, fa parte del passato, la Lazio non potrà mai fare parte del passato. Mi rimarranno sempre dentro questi 4 anni, non me li porterà mai via di certo Lotito”. Pandev è campione dEuropa “Ci sono allenatori-gestori che vincono anche di più. Ma la soddisfazione di un allenatore è anche vedere il miglioramento di un ragazzo, vederlo a quei livelli internazionali è motivo dorgoglio per me. Avevo quella sensazione, se ricordate lo dicevo, è entrato nel gotha del calcio internazionale e sono fiero di questo. Goran (Pandev, ndr) mi ha ringraziato, ci sono rimasto male per la sua storia alla Lazio. E un ragazzo a posto, non meritava quel trattamento. Mi fa piacere vederlo alzare dei trofei che sono il massimo per un giocatore di calcio”.

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