Ranieri ammette: “Cera un rigore per il Catania”

Ranieri ammette: “Cera un rigore per il Catania”

«Era rigore». Claudio Ranieri non si nasconde e ai microfoni di Sky ammette il tocco di mano di Marchionni in area bianconera. Un colpetto non visto da Morganti quando Catania-Juve era.

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«Era rigore». Claudio Ranieri non si nasconde e ai microfoni di Sky ammette il tocco di mano di Marchionni in area bianconera. Un colpetto non visto da Morganti quando Catania-Juve era ferma sull1-1: «Larbitro può dare il rigore – ha precisato il ct bianconero – ma forse non lha visto. Era impallato da un giocatore. Volontario? Non lo so ma non credo, perchè forse Marchionni cercava la coordinazione. Ma ha aperto troppo il braccio, è vero. Era rigore, ma dalla panchina non lavevo visto». Unammissione, quella di Ranieri, che precede una piccola polemica: «Ma è inutile venire qui e recriminare. Bisogna accettare sempre e serenamente quello che dice larbitro – ha aggiunto Ranieri – perché episodi contro o a favore ci sono tutte le domeniche. Situazioni dubbie ci sono sempre. Così non si fa il bene del calcio». Per quanto riguarda lespulsione un po ingenua rimediata da Iaquinta al 12° del primo tempo, Ranieri commenta così: «Il secondo cartellino ci sta tutto, non vanno prese le ammonizioni per esultare dopo un gol – ha detto il tecnico della Juve, a Sky – Non vale fare gol per poi lasciarci in dieci. Si è scusato e deve cercare di rimanere più sereno». Il tecnico bianconero ha negato che quella di Catania fosse da considerare lultima chiamata per la corsa scudetto: «No, non la vedevo così: cercavo di ritrovare la squadra, nelle ultime partite avevamo perso la quadratura consueta che ci aveva permesso di fare bene. Oggi abbiamo fatto una buona partita, in 10 contro 11 contro un Catania che non si è mai arreso». L’allenatore della Juventus Claudio Ranieri ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky, nel post partita di Catania-Juventus. Questa partita era l’ultima chiamata per restare in corsa per lo Scudetto? No, io non la vedevo così questa partita. Cercavo di ritrovare la squadra, nelle ultime partite avevamo perso la quadratura consueta che ci aveva permesso di fare bene. Oggi abbiamo fatto una buona partita, in 10 contro 11 contro un Catania che non si è mai arreso. La prova di Poulsen: per lui un gol molto importante… Sta recuperando, aveva già fatto bene contro il Napoli in Coppa Italia. Ho voluto dare dei minuti anche a Tiago, che ha fatto un’ottima partita. Con l’uscita di scena di Zanetti adesso abbiamo 4 centrocampisti. La doppia ammonizione di Iaquinta e la conseguente espulsione… Il secondo cartellino ci sta tutto, non vanno prese le ammonizioni per esultare dopo un gol. Non vale fare gol per poi lasciarci in dieci. Si è scusato e deve cercare di rimanere più sereno. La scelta di tenere in panchina Trezeguet e Del Piero… Trezeguet rientra dall’infortunio e quindi devo dargli dei minuti, aveva già giocato un’ora contro il Napoli in Coppa Italia. Del Piero aveva fatto due ottime partite, mi sembrava giusto dare spazio a Iaquinta che sta ritrovando la condizione. Il fallo di mano di Marchionni e il rigore negato al Catania… L’arbitro può darlo, forse non l’ha visto per niente perché era impallato. Non so se era volontario, però è evidente che Marchionni allarga il braccio. Non facciamo, però, il bene del calcio se tutte le volte stiamo a sottolineare gli episodi. Dobbiamo prendere la buona fede nelle decisioni arbitrali, anche a noi è successo di subire degli episodi e non sono venuto a lamentarmi. Nel bene e nel male, gli episodi si accettano e si guarda avanti. Amauri non segna da fine dicembre…c’è un problema di gol? Il nostro problema non è il gol, oggi ad Amauri bisogna fare un monumento per come ha tenuto la partita viva fino all’ultimo. Il problema della Juventus sono i gol subiti troppo generosamente e la compattezza di squadra che a volta è mancata. Poi i gol, prima o poi, li faremo.

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