QUANDO IL PALERMO PERSE LA CHAMPIONS PER IL RIGORE DATO DAL GUARDALINEE COPELLI Spunta laudio di unintercettazione in cui Martino disse: “E uno dei pochi al di fuori di ogni sospetto”

QUANDO IL PALERMO PERSE LA CHAMPIONS PER IL RIGORE DATO DAL GUARDALINEE COPELLI Spunta laudio di unintercettazione in cui Martino disse: “E uno dei pochi al di fuori di ogni sospetto”

Lintercettazione era già venuta a galla anni fa e pubblicata anche sul “Libro nero del calcio 2” de LEspresso, ma a sentirla fa tutto un altro effetto. Era la sera del 14 aprile del 2005, il.

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Lintercettazione era già venuta a galla anni fa e pubblicata anche sul “Libro nero del calcio 2” de LEspresso, ma a sentirla fa tutto un altro effetto. Era la sera del 14 aprile del 2005, il Palermo era impegnato in trasferta con la Sampdoria per una sorta di spareggio per la Champions, quando al novantesimo il guardalinee Copelli in modo clamoroso alzò la bandierina e fece assegnare il rigore allarbitro Rodomonti per un fallo inesistente di Grosso. Il rosanero, mentre era girato, venne colpito a un braccio dal tiro di Flachi. Il dopo gara fu infuocato, con lallora direttore sportivo del Palermo Rino Foschi che ne disse di tutti i colori contro il guardalinee e un amareggiatissimo Guidolin. Le polemiche non si fermarono e il messaggio fu recepito anche dai designatori degli arbitri che si arrabbiarono moltissimo per lerrore dellassistente. Magra consolazione per i posteri, Copelli venne duramente ripreso dai suoi dirigenti e il fatto fu oggetto di discussione anche nei giorni successivi. Il 20 aprile 2005, sei giorni dopo Sampdoria-Palermo, durante una telefonata tra Manfredi Martino, segretario della CAN, e Leonardo Meani allora addetto agli arbitri del Milan, Martino disse: “Paolo (il designatore Bergamo, ndr) è incazzato nero, ma incazzato nero eh… Dice che questo probabilmente è stato sopravvalutato. Adesso si mantiene con termini abbastanza tranquilli, ma tra domenica sera e lunedì mattina, se lo sentivi parlare di Copelli… Ne ha dette di tutti i colori: che è un coglione, che come si fa, che è una testa di cazzo, che ancora sta dietro a Reggina-Juve, come si fa a dare un rigore del genere… Vuol dire che allora veramente non hai capito un caz*o. E’ stato sopravvalutato e tutte ‘ste cose”. Poi Meani si propone per far calmare le acque: “Adesso faccio passare un po’ di tempo, poi lo chiamo (Bergamo, ndr), gli dico che Galliani non vuole che Copelli venga punito perché è un ragazzo bravo, capace”. Risponde Martino: “Fa parte di quella piccola, e sottolineo piccola, cerchia di assistenti al di fuori di ogni sospetto”. Ascolta laudio pubblicato dal giornale on line Ju29ro.com http://www.ju29ro.com/farsopoli/2576-milanphone2-meani-a-martino-mandamelo-ancora-ambrosino.html Proprio lex dirigente del Milan aveva parlato il giorno prima con Copelli. Il guardalinee lo aveva chiamato per lamentarsi delle accuse di Rino Foschi e per avere rassicurazioni dopo il suo errore e Meani gliele aveva date: “Tu stai tranquillo! Adesso ci penso io… Io, appena passa la partita con il Chievo mercoledì, io parlo con Galliani, lui lo sa Galliani, gli dico: senta questo qui è un nostro uomo, gli dico io… qui quel pirla del Palermo…” Inquietante lintercettazione della telefonata tra Meani e Alessandro Stagnoli, assistente della CAN di A e B appartenente alla sezione AIA di Bologna, che parlano di Zamparini e di possibili favoritismi verso il Palermo per via della carica che ricopriva il presidente del club rosanero, allora vice presidente di Lega. I due interlocutori “sullepisodio accaduto allassistente Copelli in Sampdoria-Palermo – si legge sul “Libro nero del calcio 2” – concordano entrambi che sicuramente le polemiche si sono scatenate visto limportante incarico ricoperto dal presidente rosanero Zamparini allinterno della Lega Nazionale Professionisti (vice presidente, ndr) e per cui… “e adesso il Palermo va, va a vista loro, va tutelato, scusa – dice Meani – Io adesso non voglio fare il maligno, come adesso vedrai come tutelano la Fiorentina, ne!!!”. Zamparini poco dopo, invece, avrebbe lasciato la carica di vice presidente di Lega proprio per dare un segnale, lennesimo, contro il “sistema”.

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