Prestia: “Non volevo far calciatore,a Brescia smisi”

Prestia: “Non volevo far calciatore,a Brescia smisi”

Nel corso di un’interessante intervista concessa al “Corriere dello Sport” il difensore del Palermo Giuseppe Prestia ha raccontato come è iniziata la sua carriera. Ecco quanto.

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Nel corso di un’interessante intervista concessa al “Corriere dello Sport” il difensore del Palermo Giuseppe Prestia ha raccontato come è iniziata la sua carriera. Ecco quanto evidenziato da Mediagol.it “La mia per la verità è una storia un po’ strana, nel senso che non volevo fare il calciatore da bambino. Mi piaceva nuotare e seguivo il basket. Per motivi familiari tra i 5 e i 10 anni mi sono trasferito al Nord, a Brescia. Mio papà aveva un’attività lì e ci trasferimmo tutti. Così mio padre mi iscrisse alla scuola calcio del Brescia, ci sono stato tre-quattro mesi ma poi andai da mio padre e gli dissi ‘papà, non mi piace e non voglio continuare’ – ricorda il baby centrale palermitano – Cosa è cambiato poi? Quando sono arrivato a Palermo ho sempre vissuto ai cantieri navali e lì c’è una squadra storica (Fincantieri, ndr). Il responsabile del vivaio era mio zio e i miei cugini Amedeo e Luigi Silvestri. Mi convinsero a seguirlo e ho ricominciato col calcio e stavolta mi piaceva. Cosa c’era di diverso stavolta? Il fatto di stare in famiglia e poi eravamo un bel gruppo, battevamo anche il Palermo con gli esordienti e così quattro anni fa chiamarono sia me che i miei cugini. Rimasi una settimana lì e poi si fece tutto, ai tempi nel Palermo c’era ancora Giovanni Pecoraro. Da quella Fincantieri partimmo in tanti. Oltre noi Savasta e Leonardo andarono al Vicenza e Cusumano al Padova”.

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