PESCARA: “Quella trasferta amara alla Favorita”

PESCARA: “Quella trasferta amara alla Favorita”

Mediagol.it vi riporta il testo integrale di un articolo pubblicato oggi sul sito ufficiale del Pescara, nel ricordo di un Palermo-Pescara di ventidue anni fa. “Domenica 20 ottobre 1991 il Pescara.

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Mediagol.it vi riporta il testo integrale di un articolo pubblicato oggi sul sito ufficiale del Pescara, nel ricordo di un Palermo-Pescara di ventidue anni fa. “Domenica 20 ottobre 1991 il Pescara sbarca in Sicilia per vedersela con il Palermo. Dopo sette giornate del campionato cadetto 1991 – ‘92, l’armata di Galeone è sola in testa con 11 punti, frutto di cinque vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. In città si respira già profumo di promozione e, per carità non si snobba, però si guarda con ottimismo al match contro i rosanero, una neopromossa, penultima in classifica con quattro punti. Davvero tutto sembra propendere a favore dei biancazzurri, mentre agli isolani non resta che sperare nella tradizione che vede un nuovo allenatore, subentrato a stagione in corso, riuscire ad ottenere un risultato positivo all’esordio. La società palermitana, infatti, dopo l’ultima batosta di Pisa per 2 – 0 della settimana precedente, ha deciso di allontanare Ferrari e di sostituirlo con Di Marzio, tecnico esperto e carismatico. Inoltre, mentre gli ospiti sono in formazione tipo, in cui spiccano l’esperienza e le qualità tecniche di gente come Camplone, Di Cara, Righetti, Pagano, Allegri, Bivi e Massara, i padroni di casa soffrono le assenze di due pedine fondamentali come l’esterno Paolucci ed il regista Modica, anche se possono contare sui guizzi di Rizzolo, centravanti – ala, un ex capace di segnare con gli adriatici 6 goal in 32 presenze nella serie B 1989 – ’90, la sua stagione migliore fino a quel momento. Così, il pronostico scontato a favore del Pescara sembra materializzarsi già dopo 12 minuti, quando il mediano Gelsi, ben imbeccato da un lancio di Ferretti, si inserisce perfettamente in area e colpisce al volo stampando il pallone sul palo. L’occasione mancata ha l’effetto di cancellare dalla scena gli abruzzesi, mentre i siciliani crescono notevolmente, aggredendo gli avversari soprattutto a centrocampo. Appena dieci minuti ed il conto dei legni è pareggiato: è Bresciani ad impattare il montante approfittando dell’estrema staticità della retroguardia del Delfino. Che, oltre ad essere povero di idee, si fa anche male da solo: non è da Allegri perdere banalmente un pallone sulla trequarti, mentre è da squadra di Di Marzio approfittare delle pecche avversarie per capovolgere alla velocità della luce il fronte d’attacco, creare superiorità numerica e presentarsi pericolosamente al tiro: il tutto si materializza al 26’, dopo l’erroraccio dell’attuale allenatore del Milan, grazie alla ripartenza di Bresciani, all’assist perfetto di Cecconi che mette fuori causa il portiere biancoazzurro Savorani ed alla conseguente facile realizzazione a porta vuota di Rizzolo. Nel secondo tempo, il Delfino sembra reagire: Allegri prova a riscattarsi ed impegna severamente Tagliatela che alza in corner. Ma, come era successo nei primi 45 minuti, è l’unica debole scossa del Pescara di fronte al ciclone Palermo. Di Marzio sembra un grillino in piazza per un comizio: camicia con le maniche arrotolate e nodo della cravatta allentato anche per consentire la necessaria massima dilatazione alle corde vocali. E la sua squadra, nonostante Galeone in quanto ad urla e seccature di giornata non sia da meno emotivamente, interpreta alla lettera ciò che le viene chiesto dal proprio tecnico: pressing, reparti corti, palloni rubati e rovesciati in attacco a tutto spiano prosciugano un Delfino già smorzato di suo. L’epilogo del meritato secondo goal del Palermo diviene realtà al 62’, inevitabilmente: Centofanti verticalizza per Incarbona che crossa perfettamente per il colpo di testa vincente di Rizzolo. I 22.000 della “Favorita”, mai teneri con la propria squadra fino alla domenica precedente, si alzano addirittura tutti in piedi al fischio finale per tributare una standing ovation al termine di una partita praticamente perfetta, con molti meriti di Di Marzio. Negli spogliatoi, mentre la polizia è costretta fuori dello stadio a sedare qualche scaramuccia tra i tifosi, Rizzolo rivela di essere semplicemente soddisfatto per aver dato due punti preziosissimi alla propria squadra grazie alla sua doppietta personale, dribblando anche, con estrema diplomazia, domande su una sua personale, eventuale, rivincita contro il Pescara che forse non aveva creduto in lui abbastanza. Una parentesi amara, quella di Palermo, fortunatamente chiusa in fretta dal Delfino che, al termine di quella stagione, volerà in serie A, mentre i siciliani non confermeranno quanto di buono dimostrato sul campo quel 20 ottobre di 22 anni fa e, nonostante anche le 11 marcature di Rizzolo, retrocederanno in C1”.

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