PALERMO, SCONFITTA A TESTA ALTA Bianconeri battono i rosa e sorpassano il Milan. La squadra di Mutti mette lorgoglio ma non basta

PALERMO, SCONFITTA A TESTA ALTA Bianconeri battono i rosa e sorpassano il Milan. La squadra di Mutti mette lorgoglio ma non basta

di Fabio Corrao Cronaca di una sconfitta annunciata. Perché di questo si può parlare, analizzando lo 0-2 che la Juventus ha inflitto ad un Palermo quanto meno sperimentale. Mutti ha.

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di Fabio Corrao Cronaca di una sconfitta annunciata. Perché di questo si può parlare, analizzando lo 0-2 che la Juventus ha inflitto ad un Palermo quanto meno sperimentale. Mutti ha dovuto inventarsi undici giocatori da opporre ad una squadra in grande periodo di forma, che oltretutto aveva motivazioni moltiplicate dallinopinata sconfitta interna del Milan; ha dovuto quasi costringere i degenti Migliaccio e Pisano a stringere i denti, disegnare un centrocampo inedito e privo di fosforo, schierare in difesa tre under 21. Di fatto il Palermo non ha quasi mai superato la metà campo, cercando di contenere i bianconeri con ordine e copertura ossessiva degli spazi. La retroguardia verde ha retto abbastanza bene, sorretta da una mediana attentissima in raddoppio. Il problema è che nelle gare impostate in siffatto modo, il gol prima o poi lo si prende, anche casualmente. Quando lavversario tiene la palla per più di trenta minuti più di te, è facile che basti poco, un soffio di vento, una deviazione, per far saltare in aria tutti i piani preordinati. E lì vengon fuori tutti i limiti di un match pensato unicamente in chiave linea Maginot. Come detto, il tecnico bergamasco doveva fare i conti con ciò che aveva a disposizione, ma riteniamo che sarebbe forse stato più opportuno inserire nellundici iniziale Igor Budan, che, con una mediana capace solamente di spazzar via, sarebbe stato quanto mai utile per far salire la squadra e proteggere il pallone. E questa lunica “colpa” che si può imputare a Mutti, e non è detto che le cose sarebbero andate diversamente. A voler cogliere qualche aspetto positivo, Milanovic e Labrin si stanno dimostrando sempre più ragazzi di buonissime prospettive: non hanno mai tremato di fronte ad avversari celebrati, e il serbo ha perfino giocato gran parte della gara con il naso rotto senza mai tirarsi indietro, evidenziando coraggio e temperamento. Non era questa la gara da vincere. Troppe condizioni avverse, troppe defezioni di primissimo piano, e un avversario enormemente più motivato. Adesso si vola a sfidare un passato dai ricordi dolci, si va a Firenze contro i viola di Amauri e Delio Rossi, corsari a San Siro con una grande prova e gol decisivo dellex attaccante rosanero. Il Palermo ritroverà almeno quattro dei suoi sei titolari assenti stasera, e lauspicio è che il campionato non sia finito a Bologna.

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