PALERMO, NUOVO CAOS NELLARIA? Zamparini e Sogliano ai ferri corti…

PALERMO, NUOVO CAOS NELLARIA? Zamparini e Sogliano ai ferri corti…

di Sarah Castellana Nuove nubi sembrano addensarsi dalle parti di viale del Fante: dopo il KO di misura contro l’Udinese, infatti, in casa Palermo comincia a respirarsi un clima tutt’altro.

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di Sarah Castellana Nuove nubi sembrano addensarsi dalle parti di viale del Fante: dopo il KO di misura contro l’Udinese, infatti, in casa Palermo comincia a respirarsi un clima tutt’altro che il sereno dopo un periodo di (relativa) tranquillità. L’aria ha cominciato a essere pesante nei minuti immediatamente successivi al match del “Friuli”, quando è stato deciso un silenzio stampa che ha coinvolto l’intera rosa, escludendo, però, il tecnico Devis Mangia, che ha continuato a parlare con i giornalisti. Ieri, invece, il presidente Maurizio Zamparini ha preso atto della difficile situazione, di fatto confermando il blackout mediatico, mentre oggi il patron è tornato a rilasciare dichiarazioni, soffermandosi anche sul suo rapporto con il ds Sean Sogliano, la cui assenza in panchina nella partita contro la squadra di Guidolin, al fianco del suo “delfino” Mangia, non era di certo passata inosservata. Già in mattinata alcuni organi di stampa avevano sottolineato le frizioni tra il numero uno della società rosanero e il suo primo collaboratore: la “Gazzetta”, ad esempio, aveva parlato di un acceso confronto prima del match di domenica in merito ad argomenti squisitamente tattici su cui i due avevano manifestato posizioni nettamente divergenti. Per oggi era previsto anche un incontro che, invece, ancora a tarda serata non sembra esserci stato: anzi, nel pomeriggio, Zamparini ha rilasciato dichiarazioni emblematiche a “Radio Radio”, affermando senza molti giri di parole e con un pizzico d’ironia che “io e Sogliano abbiamo tutti e due dei caratteri forti, solo che io ho il carattere forte e sono il capo e lui ha il carattere forte ed è il sottomesso. Se lui vuole fare il capo ha sbagliato società, se lui vuole fare invece il collaboratore allora lha indovinata”. Parole che al di là del tono del patron sembrano decisamente significative e alimentano le voci di una nuova frizione con Sogliano, la seconda da quando l’ex ds del Varese è approdato in Sicilia, cioè dopo i dissapori risalenti all’ultimo giorno di mercato, in cui passò la linea del direttore sportivo e arrivò Devis Mangia in panchina, direttamente dalla guida della formazione Primavera rosa. Da allora l’eclettico e simpatico mister ha confezionato una serie di successi all’interno delle mura amiche, battendo Inter, Cagliari, Siena e Lecce e uscendo sconfitto, però, fuori casa contro Atalanta, Milan, Roma e Udinese dopo aver precedentemente guadagnato un pareggio a reti inviolate alla Lazio all’ “Olimpico”. Proprio questo ruolino di marcia estremamente negativo in trasferta aveva già creato le premesse per una situazione non ideale per l’allenatore, pupillo di Sogliano, che già sabato alle 18 al “Barbera” contro il Bologna potrebbe giocarsi una grossa fetta del suo futuro. A rendere più difficoltosa la situazione, inoltre, sono arrivati anche gli errori dell’arbitro Giannoccaro a Udine. Proprio su questi è tornato oggi Zamparini dichiarando che “Io sono molto preoccupato perché ho un video con tutti i torti che ci hanno penalizzato la scorsa stagione e pensavo che questa nuova stagione fosse cominciata in modo diverso e invece la partita di Udine mi ha traumatizzato. Era successo anche a Roma, con un fallo fischiato a Migliaccio che non cera. A Udine oltre allepisodio del rigore ci sono state altre occasioni e così non è possibile. Spero però, che non ricomincino. Lanno scorso ho gridato e mi hanno dato sempre contro. Quello che va ad incidere negativamente – ha raccontato il patron rosanero dalle parole raccolte da Mediagol.it – è il morale della squadra. Mi dicono “ci risiamo come lanno scorso”! Lanno scorso ne sono successe di tutti i colori, ero contento per come era cominciata”. Diverse vedute con Sogliano, una squadra che lontano dal capoluogo siciliano stenta a fare punti davanti ad avversari comunque importanti e gol (la casella di quelli realizzati mostra ancora un mesto zero…), il ritorno di palesi errori arbitrali: sono questi i nodi cruciali su cui si è soffermato e, sicuramente, ritornerà con il pensiero, nelle prossime ore, Zamparini in un giorno in cui la società che il presidente ha portato al suo massimo splendore compie 111 anni. In questo momento, quindi, oltre ai sentiti auguri di rito, un altro augurio appare necessario: che si scelga la strada della continuità, considerando che il Palermo ha 13 punti in classifica, un risultato che neanche le più feroci Cassandre di inizio campionato avrebbero prefigurato a questo punto della stagione, che vede i rosa in settima posizione a sei punti dalla vetta occupata dalla Juventus e dalla terzultima piazza in cui risiede il Novara. Rimanendo all’Antica Grecia, l’esempio da accostare potrebbe essere anche quello di Eracle, che dovette superare ben dodici fatiche prima di arrivare alla completa redenzione: come accadde al figlio di Zeus, grandi difficoltà attendono la squadra di Zamparini, che deve ancora disputare poco meno di trenta gare prima di poter vedere la luce all’interno di un percorso che sin dall’inizio è stato traumatico con l’esonero di Pioli e l’addio di molti senatori e che si spera abbia un finale migliore rispetto alla sorte dell’eroe del mito greco, morto avvelenato a causa della moglie Deianira. Una presenza malefica che a Palermo potrebbe essere personificata da un’ennesima rivoluzione a livello dirigenziale e in panchina, e di cui, francamente, non sembra esserci proprio bisogno, per non farsi male da soli.

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