Mondiali: Muntari come Anelka, insulta tecnico e..

Mondiali: Muntari come Anelka, insulta tecnico e..

Nervi a fior di pelle anche in casa del Ghana: è Sulley Muntari a far esplodere un nuovo caso e a rischiare di essere brutalmente cacciato dal Mondiale sudafricano, emulando il collega.

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Nervi a fior di pelle anche in casa del Ghana: è Sulley Muntari a far esplodere un nuovo caso e a rischiare di essere brutalmente cacciato dal Mondiale sudafricano, emulando il collega francese Nicolas Anelka. Muntari non ha proprio digerito la performance della sua squadra contro lAustralia e si è lasciato andato a una reazione esagerata e inconsulta. Il Ghana – con un atteggiamento in parte supponente – non è infatti riuscito a superare i Socceroos che hanno giocato in dieci per oltre unora. E così il dopopartita si è fatto infuocato e Sulley – a quanto hanno raccontato quattro compagni di squadra a patto di restare coperti dallanonimato – ha iniziato a lanciare insulti pesantissimi, a sbattere le porte dellarmadietto, a offendere il tecnico serbo Milovan Rajevac. La sceneggiata è andata avanti anche sul pullman della nazionale ghanese dove si è sfiorato lo scontro fisico. Muntari se lè presa con i più giovani e la squadra ha persino minacciato di ammutinarsi in caso di permanenza del centrocampista neroazzurro nel gruppo. Per questo è stata convocata urgentemente una riunione di crisi dello staff tecnico che alla fine ha formalizzato la richiesta di allontanare Muntari: a questo punto è intervenuta la Federazione ghanese e ha invitato Muntari a porgere le sue scuse, scuse che sono arrivate a stretto giro dopo una durissima reprimenda. Pace fatta (sulla carta) e forma salvata ma i rapporti sono rimasti tesi allinterno dello spogliatoio dove Muntari è losservato speciale. Un altro passo falso potrebbe costargli caro anche perchè Rajevac è uno che non scherza e Muntari ne sa qualcosa. Non fu infatti convocato per la Coppa dAfrica 2010 per punizione: il 18 novembre 2009 infatti il giocatore non rispose a una chiamata dellallenatore in vista di una partita amichevole perchè riteneva preminenti i suoi impegni con lInter.

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