MONDIALE SUDAFRICA 2010 Il giorno dellItalia è arrivato, adesso tocca a noi

MONDIALE SUDAFRICA 2010 Il giorno dellItalia è arrivato, adesso tocca a noi

Meglio tardi che mai. Ci sono volute otto partite per vedere una squadra (e una partita) “da mondiale”. Dopo tanta noia, gol con il contagocce e papere alla Gialappas, cè voluta la.

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Meglio tardi che mai. Ci sono volute otto partite per vedere una squadra (e una partita) “da mondiale”. Dopo tanta noia, gol con il contagocce e papere alla Gialappas, cè voluta la Germania giovanissima, multietnica e sperimentale del silenzioso e pragmatico Loew per ammirare finalmente qualcosa che somigli al gioco del calcio: belle manovre, gioco offensivo e spregiudicato, gol, occasioni a raffica e tanta qualità. Nei piedi e nella testa. Non è stato un grande inizio per la kermesse sudafricana, con sette gare consecutive da “under”, le grandi che steccano o balbettano e un livello di gioco assolutamente non allaltezza delle attese. A prima vista (e aspettando il resto delle squadre) Germania ed Argentina sono le due squadre che finora hanno mostrato le cose migliori. La squadra di Maradona ha una rosa da film di fantascienza. Magie di Messi a parte, è davvero un bellandare potersi permettere il lusso di tenere in panchina gente come Milito, Aguero, Pastore e Maxi Rodriguez. I sudamericani hanno mostrato sprazzi di classe abbaglianti, e solo la fantastica prova del portiere della Nigeria ha impedito che l”albiceleste” imitasse la goleada dei tedeschi contro lAustralia. Così così invece lInghilterra di don Fabio Capello, che (papera di Green a parte) non è riuscita a mettere sotto i coriacei e volonterosi calciatori a stelle e strisce. Limpressione è che la nazionale dei tre leoni sia troppo Rooney-dipendente. Se il talento dello United non riesce a trovare la via del gol, gli altri attaccanti non sembrano in grado di perforare difese attente e determinate come quelle degli Usa. A proposito, non male questi americani: sono simpatici, bravi e audaci e infatti la fortuna li aiuta. Quattro anni fa la papera di Zaccardo, questanno quella di Green. Malissimo la Francia, che paga oltremodo le tensioni interne al gruppo e leccesso di protagonismo di alcuni “senatori”. E nel loro girone i transalpini rischiano davvero la clamorosa eliminazione, vista la solidità dellUruguay e la freschezza atletica di Sudafrica e Messico, protagonisti di una delle poche partite guardabili. E mentre Algeria, Grecia e Australia sembrano già destinate a chiudere presto la loro avventura sudafricana, vittorie preziose (ancorchè avventurose) mettono Corea del Sud, Slovenia e Ghana in buona posizione per il passaggio del turno. Discorso a parte merita la Serbia: a leggere la formazione della squadra slava ci si lecca i baffi, a vederla giocare si rivolta lo stomaco. Segno evidente che undici talenti non bastano per fare una squadra vincente. Due parole le merita anche lo scandaloso pallone confezionato dallo sponsor per questo mondiale. Sui difetti dello Jabulani si erano già pronunciati tutti, soprattutto i portieri. E dopo tre giorni di partite possiamo affermare con certezza che le loro lamentele erano fondatissime. Il pallone non solo sembra un ufo incontrollabile per i poveri estremi difensori, ma anche per i giocatori, che infatti hanno collezionato magre figure a raffica, sbagliando passaggi anche di diversi metri. Assumendo che i giocatori non possono essere diventati brocchi tutti insieme, sentiti complimenti ai genialoidi che hanno fabbricato questa autentica schifezza! Stasera (finalmente) tocca a noi. Nel freddo piovoso di Città del Capo, gli azzurri di Lippi inizieranno la loro avventura di “defending champions” contro il Paraguay. E stato (ma in Italia è sempre così) un cammino di avvicinamento tormentato e accidentato. Costellato da polemiche che hanno lasciato imperturbabile il solo Lippi, che anche ieri si è detto convinto e sicuro del suo gruppo e delle sue scelte. La formazione che scenderà in campo stasera è ancora un rebus per noi, ma a quanto pare non per il nostro ct. Cè da capire se gli equivoci tecnici e tattici di una squadra incompleta e male assortita verranno nascosti e superati dalla forza mentale che lItalia storicamente sa tirar fuori in queste manifestazioni. La nostra storia calcistica è spesso stata questa: arrivare tra le pernacchie e tornare con la coppa in mano. Solo due volte, in Germania nel 1974 e in Messico nel 1986, lItalia ha deluso profondamente, e naturalmente nessuno di noi si augura che questo accada. Cè da verificare la forma mentale ed atletica di molti azzurri, reduci da una stagione lunga e stressante, ma soprattutto cè da difendere il blasone del nostro calcio. LItalia è infatti reduce, a livello di Nazionale, da un europeo scadente e da una Confederation Cup che ha mostrato limiti tecnici e caratteriali evidenti rispetto alle altre grandi potenze mondiali. Prova ne sia che negli ultimi due incontri con il Brasile, gli azzurri ne sono usciti con le ossa rotte. Non conta assolutamente nulla la vittoria dellInter a livello di Champions League, visto che la squadra nerazzurra di italiano ha solo il presidente. Il Paraguay che ci attende stasera è lavversario giusto per saggiare le nostre ambizioni. Squadra ostica, coriacea e ricca di talento, la selezione “albiroja” ha messo sotto nel girone di qualificazione sudamericano sia il Brasile sia lArgentina. Ha una batteria di attaccanti degna di una postazione missilistica e tanta voglia di stupire. Sta agli azzurri onorare il loro titolo di campioni in carica. La speranza è che gli sportivi italiani, al fischio dinizio si concentrino solo sulle sorti degli azzurri e non sulle polemiche. Si va in scena amici, finalmente sarà il campo a parlare. Lunico vero giudice di tutte le scelte e lunico vero fulcro di tutte le passioni. Grande Italia, il tuo mondiale comincia ora!

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