MALCONTENTO A PALERMO Perché aumentano gli “ingrati” anti-Zampariniani?

MALCONTENTO A PALERMO Perché aumentano gli “ingrati” anti-Zampariniani?

Di Mariano Calò La Palermo rosanero è ormai divisa tra Zampariniani e anti-Zampariniani. Dall’anno della prima storica qualificazione in Coppa Uefa, momento in cui la fiducia in.

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Di Mariano Calò La Palermo rosanero è ormai divisa tra Zampariniani e anti-Zampariniani. Dall’anno della prima storica qualificazione in Coppa Uefa, momento in cui la fiducia in Zamparini in città era simile a un culto religioso, ad oggi il seguito del presidente rosanero si è sempre più scremato e sono cominciate ad affacciarsi correnti nuove, più critiche con l’operato del presidente e recentemente sfociate anche in qualche piccolo ma significativo episodio di contestazione, impensabile fino a pochissimi mesi fa. Cerchiamo di analizzare le motivazioni di questo crescente malcontento. I RISULTATI – Nel calcio contano solo i risultati? Beh, non è del tutto vero, almeno nel caso del Palermo. Se i rosanero dovessero essere giudicati solo per i risultati raggiunti allora i tifosi dovrebbero essere mediamente i più felici d’Italia, infatti è facile verificare raffrontando le classifiche degli ultimi 4-5 campionati che pur senza raggiungere mai la qualificazione in Champions League i rosanero siano la squadra più costante nelle posizioni di vertice alle spalle solo delle grandi del nostro calcio di quest’ultimo quinquennio. La continuità di rendimento però risulta quasi indifferente ai tifosi, che spesso non si rendono conto come a differenza di alcune squadre come Sampdoria, Lazio e Udinese che hanno raggiunto una volta il tanto agognato quarto posto il Palermo non abbia mai rischiato la retrocessione, la parola salvezza non compare neppure nel vocabolario di Zamparini, ma è sempre mancato l’acuto dell’Europa che conta. LE CESSIONI – Se c’è una cosa che ha il potere di danneggiare una società più dei risultati mancati è il calciomercato. Sembrerà strano ma agli addetti ai lavori come ai tifosi rimane più negli occhi un acquisto a sensazione che non una finale di Coppa Italia o una qualificazione in Europa League. Gli acquisti rosanero degli ultimi 2-3 anni sono stati quasi sempre illustri sconosciuti e anzi, quando la società ha fatto ricorso a nomi affermati, come capitato prima di quest’anno solo con Maccarone e Rubinho questi hanno deluso clamorosamente. Nel frattempo gli illustri sconosciuti crescono, diventano degli ottimi giocatori, a volte dei fuoriclasse, e vengono ceduti per il dispiacere dei tifosi. La situazione che si crea è piuttosto particolare. Ai tifosi rosanero manca la possibilità di sognare sotto l’ombrellone, anche se la squadra quasi ogni anno finisce per smentire le critiche estive. C’è chi arriva ad affermare che Zamparini col Palermo vuole solo arricchirsi, ma ci sembra a dir poco ingeneroso, anche se certo non vuole dilapidare milioni di euro. Raggiungere il pareggio di bilancio è un’impresa che richiede sacrifici tecnici importantissimi e l’analisi dei bilanci pubblicata da Mediagol nei giorni scorsi dimostra la sostanziale veridicità delle parole del presidente che tante volte ha rimarcato come certe cessioni siano necessarie per evitare buchi. Insomma, Zamparini è un imprenditore ma guadagnare facendo i presidenti di una società di calcio nel 2011 è praticamente impossibile. GLI ESONERI – Della competenza calcistica di Zamparini si è parlato tanto. Alla fine ha quasi sempre ragione lui quando esonera il tecnico di turno. Gli è andata bene quando ha cacciato Baldini per Guidolin, Del Neri per Papadopulo, Colantuono per Ballardini, Zenga per Rossi. Ma ci sono state anche volte in cui l’allontanamento dei tecnici non ha risolto nulla e lo stesso Zamparini lo ha ammesso candidamente. Il caso più clamoroso è stato quello di quest’anno quando prima ha mandato via Rossi e poi lo ha richiamato al posto del malcapitato Cosmi. Questi continui movimenti tellurici hanno minato in parte la credibilità del progetto Palermo, riconosciuta indiscutibilmente come una delle società più serie del nostro calcio a livello societario, ma che sotto il profilo tecnico rimane altamente instabile per via del continuo cambio di guida imposto dalla presidenza. Infine questi cambi di allenatore hanno in alcuni casi fatto imbestialire la piazza. Già qualcuno rumoreggiava per gli addii di Ballardini e Guidolin, ma con l’esonero di Rossi e il successivo mancato rinnovo di contratto si è arrivati all’apice dello scontento: l’allenatore romagnolo è sempre stato capace di farsi amare alla follia dalle tifoserie che l’hanno conosciuto e lo stesso tipo di malcontento si era già visto a Salerno e Roma. Conquistando umanamente i tifosi Rossi ha danneggiato inconsapevolmente il rapporto che questi avevano con Zamparini, una ferita che solo il tempo ed eventualmente qualche buon risultato potrà rimarginare. E SE FOSSE UN PROBLEMA DI COMUNICAZIONE? – Sebbene possa sembrare esagerato definire “contestazione” quella nei confronti di Zamparini, non possiamo non prendere atto del cambiamento dell’opinione. Se nei continui cambi di guida tecnica non si può non bacchettare il presidente rosanero, davvero troppo irrequieto e deciso da questo punto di vista fin dai tempi del Venezia, ci sembra troppo esasperata ed emotiva la critica sui mancati risultati e sulla gestione del calciomercato. E’ l’emotività, proprio il difetto che molti tifosi rimproverano a Zamparini, ad accecare gli stessi tifosi quando si parla di risultati e di campagna acquisti: guardandola razionalmente abbiamo visto come ogni anno i risultati siano comunque stati positivi e il calciomercato porti ogni stagione almeno un paio di fuoriclasse seppur inizialmente sconosciuti ai non addetti ai lavori. Il problema rimane di comunicazione. Zamparini con gli anni sembra sempre meno capace di far sognare i tifosi, di regalargli l’entusiasmo che nei primi anni di Serie A arrivava con il crescendo di risultati. Adesso che i rosanero hanno raggiunto la loro dimensione l’entusiasmo si è spento sempre più. Zamparini forse ha gestito male questo frangente in cui il suo progetto è arrivato al compimento, alla stabilizzazione. Perché se è piuttosto semplice rendersi conto di come non si possa pretendere un Palermo che ogni anno riesca a inserirsi nella lotta alla Champions League, è molto più difficile farlo capire ai tifosi e non urtare la loro dignità di sostenitori. Già il solo fatto di sentire che altri promettono la Champions e Zamparini si limita a un piazzamento dietro le grandi può infastidire qualcuno, figuriamoci quando il presidente afferma che il Palermo può vendere Pastore al Napoli se semplicemente arriva l’offerta giusta: equivale quasi ad esplicitare l’inferiorità nella geografia calcistica. Se Zamparini vorrà recuperare il consenso perso dovrà puntare proprio sulla comunicazione. Misurare le parole e preferire qualche silenzio in più, perché a volte parlare diventa una scelta tra una verità che fa male ai tifosi e spesso anche allo spogliatoio e una bugia che un giorno farà ancora più danni. E allora arrivano le critiche aspre da parte dei tifosi che si sentono traditi a sentire il loro presidente appiccicare su richiesta un cartellino col prezzo ad ogni giocatore. Gli altri presidenti sanno tirarsi indietro ma poi vendono anche loro, Zamparini forse farebbe meglio a parlare più con la stampa cittadina che di certo non gli chiederà mai quanto costa Pinilla e se lo venderà al Napoli.

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