Lippi: “Problema Juventus? I giocatori infortunati”

Lippi: “Problema Juventus? I giocatori infortunati”

Questa sera alle ore 20.00, su Sky Sport 1 (e in replica alle ore 23.00), nella puntata di “Attenti a quei due”, la rubrica settimanale di SKY dedicata alla Champions League e condotta da.

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Questa sera alle ore 20.00, su Sky Sport 1 (e in replica alle ore 23.00), nella puntata di “Attenti a quei due”, la rubrica settimanale di SKY dedicata alla Champions League e condotta da Gianluca Vialli e Paolo Rossi, ospite l’allenatore della Nazionale Italiana, Marcello Lippi. Qual è il ricordo più vivo della finale di Champions vinta con la Juve nel 1996? Non i rigori, ma i 120 minuti splendidi. Il ricordo più frequente è l’emozione con la quale i giocatori sono venuti verso di me, volevano battere i rigori. I cinque rigoristi di solito sono prestabiliti, poi, però, ci sono i cambi e le sostituzioni. Anche ai Mondiali mi è successo, tutti sono venuti verso di me. All’altra finale di Champions, quella persa contro il Milan, invece, capii subito che sarebbe andata male. Qual è la squadra in Europa che ha le caratteristiche della Juventus vincente del ’96? Il Manchester. Noi giocavamo con tre attaccanti e vedere Rooney che segue il difensore fino alla bandierina, poi cambia posizione e riparte, mi ricorda molto l’atteggiamento di Vialli e Ravanelli. Cosa spinge un allenatore vincente come te a rimettersi in gioco con la Nazionale? Io ho ufficializzato che avrei lasciato la Nazionale prima del Mondiale, l’abbiamo vinto, l’ho lasciata, poi dopo pochi mesi mi resi conto della cavolata che avevo fatto e, appena si è ripresentata la possibilità di ritornarci, ho dato la mia disponibilità. È stata la mia maniera di ripagare la Federazione, perché mi sono reso conto che andar via dalla Nazionale in quel momento non era una cosa tanto normale. Che bisogno c’era di incontrare il Brasile in amichevole? Era una partita organizzata da tempo. Noi abbiamo bisogno di incontrare squadre importanti. In questo momento loro sono una squadra motivatissima: giocavano contro i campioni del mondo, giocavano in una cornice fantastica, probabilmente ora sono più forti di noi, ma non è detto che lo siano tra un anno e mezzo. A che punto sei del tuo progetto? Che Italia sta nascendo? Devo stare attento a non lasciare perdere troppo presto giocatori straordinari che magari hanno qualche anno in più, ma che hanno una capacità, una tecnica, una saggezza, che prima di rinunciare a questi bisogna stare molto attenti. Nel frattempo bisogna far fare esperienza a chi non ce l’ha, può darsi che giocando contro la Russia o contro la Finlandia, magari fanno una figura diversa. Due anni fa giocammo contro Olanda e Germania dopo un anno e mezzo di lavoro, questa volta dopo sei mesi, contro il Brasile, quindi ci sta la sconfitta. Due anni fa vincemmo in Olanda con grande autorità e personalità, ma eravamo a un punto diverso della costruzione, con la Germania lo stesso. Il motivo più importante è che non sono tornato in Nazionale perché voglio vincere un altro Mondiale, certo ci proveremo con tutte le nostre forze, ma il mio obiettivo è quello di ricostruire un gruppo che abbia gli stessi presupposti psicologici che aveva l’altro, di grande compattezza, complicità, voglia. Sulla Roma che incontrerà l’Arsenal… Sono convinto che il passaggio al turno delle tre italiane dipenda solo da noi: se noi ci presentiamo al massimo della condizione psicologica, tecnica, al di là di uno-due infortuni, che hanno anche gli altri, se noi arriviamo al 100% passiamo il turno, anche contro il Manchester. Totti ha detto che sarebbe disponibile a tornare in Nazionale, ma le convocazioni le fai tu… Lui ha detto che abbiamo un rapporto talmente bello, di stima, che se mai glielo chiedessi, è a disposizione. Sia Totti che Nesta hanno preso questa decisione, sono dei professionisti seri, gli è costata tanto, abbiamo visto anche il perché, perché non possono gestire il doppio impegno e perciò bisogna rispettare questa decisione. Per Ibrahimovic è arrivato il momento della svolta anche in Europa? Lui deve semplicemente fare una grande vittoria a livello internazionale, o con una squadra di club o con la Nazionale. Se vincerà la coppa dei campioni con l’Inter, l’anno prossimo sarà Pallone d’Oro. Lui è considerato uno dei più grandi calciatori del mondo, incute timore. Se non è stato finora in grado di ottenere grandi risultati, non credo sia da imputare alle sue prestazioni. Credo sia uno dei più forti giocatori del mondo. Inter-Manchester sarà uno scontro titanico… Negli occhi dei giocatori dell’Inter e nell’allenatore traspare l’autostima e la convinzione. Sarà una bella partita e sono convinto che passerà l’Inter. Le squadre italiane hanno qualcosa in più delle altre nella gara secca, nel dentro o fuori. Certo, se arrivano con il 60% della forma è un altro discorso… Quando ci sono le partite importanti sembra che l’Inter non perda un colpo, mentre va in difficoltà con le squadre minori: c’è un motivo? A volte, le grandi squadre contro le piccole giocano con una concentrazione minore. Potresti immaginarti, come Hiddink, allenatore part-time di una Nazionale e di una squadra? In Italia credo sia impossibile. Io di domenica mi guardo tutte le partite su Sky, in più ho 8 osservatori che vanno in giro e guardo anche le partite di coppa. Sul calo della Juventus nelle ultime partite… Il problema maggiore della Juve è che avuto per troppo tempo giocatori infortunati. Un dosaggio di energie adeguato è determinante nella gestione. L’Inter arriva al massimo perché adesso sono tutti partecipi di un progetto, giocano tutti, si sentono tutti importanti. Mourinho può permettersi di fare un turn-over. Adesso anche la Juve ha una disponibilità maggiore. Capitolo Del Piero… Del Piero lo conosco da 14 anni, l’ho allenato per 12. Se continuo a chiamare sempre gli stessi come faccio a vedere gli altri? Se poi, tra un anno e mezzo sarà ancora in splendide condizioni è un altro discorso… Amauri rientra nei tuoi piani? È un giocatore brasiliano, quando avrà il passaporto italiano… Cassano in Nazionale? Ci sono tanti giocatori che stanno facendo bene, come Floccari, Di Vaio. Io li sto seguendo, ma non è che posso chiamarli tutti insieme. Santon è un giocatore che mi piace tantissimo, mi sembra predestinato, mi fa pensare a Maldini giovane. Marchisio, Giovinco, Acquafresca li lascio all’Under 21, perché hanno l’Europeo, li lascio a Casiraghi, poi da giugno in poi avrò anche loro a disposizione. A distanza di tre anni e mezzo dal Mondiale non sono ancora sicuro adesso di aver portato i più bravi tecnicamente, ma sono sicuro di aver portato dei fuoriclasse, per la testa e per il saper far parte di un gruppo, di una squadra. Guarderà tutte le sfide di Champions League della prossima settimana? Mando gli osservatori a Lione, a Valencia, a Londra, in Italia, le guarderemo tutte, sono curioso di vedere la conferma di Giuseppe Rossi in Villarreal-Panathinaikos. Sta giocando molto bene, è un ragazzo di grande personalità e grandi doti tecniche. Ha 21 anni e ha già giocato nel campionato italiano, in quello inglese e in quello spagnolo. Lui è una seconda punta, però può giocare anche da solo davanti. Nella partita contro il Brasile gli ho detto di girare intorno a Toni, perché è molto bravo è rapidissimo, quando si infila nell’area è molto bravo. E Cannavaro? Cannavaro non lo mando mai a vedere, lo chiamo e gli chiedo come sta. Secondo te, quali saranno le due finaliste di quest’anno? Il Barcellona e la vincente di Manchester-Inter. Il Barcellona non fa calcoli, gioca sempre al massimo.

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