Lazio-Legia Varsavia: il punto sui tifosi fermati

Lazio-Legia Varsavia: il punto sui tifosi fermati

Sono stati rilasciati ieri in serata circa trenta dei 137 tifosi italiani fermati a Varsavia a seguito degli incidenti avvenuti prima della partita fra Lazio e Legia. Un primo gurppo di dieci.

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Sono stati rilasciati ieri in serata circa trenta dei 137 tifosi italiani fermati a Varsavia a seguito degli incidenti avvenuti prima della partita fra Lazio e Legia. Un primo gurppo di dieci è già stato rinviato a giudizio: i reati contestati (aggressione alla polizia e adunata sediziosa) dovrebbero essere puniti con contravvenzioni o ammende. Intanto, la polizia ha mostrato gli oggetti trovati ai biancocelesti, tra cui alcuni coltelli, unascia e un casco. Ecco le testimonianze raccolte da Sportmediaset sulla situazione dei supporters laziali. “Abbiamo ricevuto informazioni certe sulle condizioni dei tifosi attualmente sotto custodia delle autorità polacche – ha fatto sapere la Lazio – . Tutti i trattenuti hanno ricevuto cibo e sono reclusi nei vari commissariati cittadini. A tutti loro è stato garantito il diritto di difesa in lingua italiana e pertanto le deposizioni sono effettuate in lingua madre con ausilio di traduttori. Tutti i tifosi ancora reclusi e sui quali pendono capi daccusa di minore entità saranno giudicati entro domani (sabato) con rito accelerato”. UNO DEI RILASCIATI: “SANZIONE DI 50 EURO” “La polizia ci ha fermato perché cantavamo per strada. Ce la siamo cavata con una multa pari a 50 euro per quella che loro chiamano uninfrazione, altrimenti ci saremmo fatti 30 giorni di carcere. Abbiamo avuto un po di paura, ma siamo stati trattati bene”. E il racconto di uno dei circa 30 tifosi laziali rilasciati a Varsavia dalla polizia.

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