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La lupa torna a ululare… La stracittadina torna a tingersi di giallo e di rosso…

di Simone Alibani Uno degli assiomi consolidati del nostro calcio, la c.d. “legge del derby”, continua ad andare contro ogni pronostico e a sovvertire, quasi con divertimento, l’esito.

Mediagol8

di Simone Alibani Uno degli assiomi consolidati del nostro calcio, la c.d. “legge del derby”, continua ad andare contro ogni pronostico e a sovvertire, quasi con divertimento, l’esito della stracittadina. Ieri, infatti, all’Olimpico era la Lazio, almeno sulla carta, a partire da favorita sui cugini romani visto il buon momento di forma dei tre moschettieri Pandev-Rocchi-Zarate che, come il leggendario “Re Mida”, trasformano di questi tempi in oro (in rete pardon) qualsiasi pallone capiti dalle loro parti. Ed invece? Capita l’impensabile: la vena realizzativa del magico trio si spegne, nonostante le tante occasioni avute dai biancocelesti e la porta dell’estremo difensore della Roma Doni sembrava stregata. La gara paradossalmente il tecnico giallorosso Spalletti l’ha vinta nel prepartita, quando ha deciso di schierare Julio Baptista come trequartista (scusate l’involontario gioco di parole) che, da autentica “bestia”(è questo il suo soprannome calcistico), liberata dalla gabbia e riassaporata la cattività, al 50’ su un cross liftato di capitan Totti, sprigiona una zuccata precisa che si insacca la dove non può arrivare il portiere laziale Carrizzo (fresco di convocazione nella “Celeste” del neo Ct Maradona). Dunque, niente bagno nella fontana del Gianicolo quest’anno per Delio Rossi, semmai bagno in una fontana di umiltà, giusto per ridimensionare le ambizioni scudetto, o presunte tali, della sua squadra. Per la Roma, mai abituata ad affrontare gli aquilotti biancocelesti dal gelido inverno dei meno 14 punti in classifica, si tratta di una vittoria che vale ben più dei 3 punti, in quanto rilancia ambizioni e speranze per un futuro migliore e getta acqua sulle roventi fiamme che da tempo minacciavano la panchina di Spalletti, parzialmente salvata dalla storica impresa contro il Chelsea in Champions League. Note positive giungono per i giallorossi da capitan Totti, che pian piano sta ritrovando lo smalto migliore come testimonia il preciso e puntuale assist servito sulla testa di Baptista, da Brighi che sta tornando ad essere il mastino dei bei tempi e da Doni che sembra essersi perfettamente ristabilito dopo la poderosa capocciata rimediata la settimana scorsa. In Serie A il Milan tiene il passo degli “odiati cugini” interisti grazie ad un rigore (molto discusso) trasformato da Kakà contro il sempre più inguaiato Chievo. La Sampdoria si ritrova grazie ad un irresistibile Cassano, vedere per credere la perla da distanza impossibile col sinistro (non il suo piede preferito), con la quale castiga il Lecce, tenuto in gioco da sviste e errori grossolani della terna arbitrale, praticamente sino all’ultimo come testimonia il rotondo 3-2 finale in favore dei blucerchiati. Nelle zone alte della classifica i flop che non ti aspetti sono targati Napoli (l’Atalanta dopo il 5-1 dello scorso anno si riconferma bestia nera dei partenopei, travolti 3-1 dai bergamaschi), Udinese che, al Friuli, viene beffata dalla Reggina grazie alla rete dell’ex rosanero Brienza e infine Fiorentina, bruciata dal gol su discetto (ma siamo sicuri fosse rigore? Diciamo che attendono duri giorni per il designatore Collina…) del bomber cagliaritano ritrovato Acquafresca. Cosa dire invece del Catania? Beh a dire la verità ci sono un bel po’ di cose da dire: iniziamo dal risultato, quel 3-2 contro il Torino che conferma, semmai ve ne fosse stato di bisogno, che il Massimino è un campo quasi inespugnabile e che il Catania non vuole sicuramente smettere di volare; se a questo aggiungi un Mascara in versione Nazionale... Il gioco è bello e fatto. Continuiamo dal dopo-partita: l’alterco verbale a distanza tra il tecnico etneo Zenga e il giornalista di Rai Sport Enrico Varriale diciamo che non è stato sicuramente un bell’esempio di professionalità da parte dell’ex “Uomo Ragno”, giustamente bacchettato dall’amministratore delegato rossoazzurro Pietro Lo Monaco che ha ribadito che il tecnico del Catania verrà multato per il suo comportamento. Chiude il quadro di questa tormentata giornata il match Siena Bologna, terminato 1-1.