La Juve pareggia con la Lazio e manca laggancio dopo la debacle interista. Genoa-show a Lecce

La Juve pareggia con la Lazio e manca laggancio dopo la debacle interista. Genoa-show a Lecce

di Giuseppe La Barbera Un campionato che sembrava già definito, con l Inter ancora padrona, ha avuto una scossa non indifferente ad un passo dal giro di boa: i nerazzurri hanno perso per 3-1.

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di Giuseppe La Barbera Un campionato che sembrava già definito, con l Inter ancora padrona, ha avuto una scossa non indifferente ad un passo dal giro di boa: i nerazzurri hanno perso per 3-1 a Bergamo contro l Atalanta, per la seconda volta nella stagione (unico ko finora, nel derby contro il Milan) e hanno rischiato di fare avvicinare la storica rivale, la Juventus di Ranieri, a un palmo di naso, a un solo punto di distacco. In realtà i torinesi hanno approfittato solo in parte del bruciante ko del team di Mourinho, pareggiando per 1-1 all “Olimpico” contro la Lazio e portandosi a soli -3 punti. Il tecnico portoghese non ha utilizzato giri di parole e ha parlato di squadra pessima: in effetti non si vedeva naufragare l Inter in questo modo, da parecchio tempo. Se si considera, però, anche la prestazione non esaltante della Juventus, non si può fare altro che notare, per lennesima volta, che in serie A nulla è mai scontato. Alle spalle del duo di testa cè il Milan, vittorioso per 1-0 nell anticipo serale del “Meazza” contro la Fiorentina: in realtà, però, si è parlato più del caso Kakà piuttosto che dell ennesima prodezza del baby Pato. La società rossonera è davanti ad una scelta amletica: blindare il campione verdeoro, accontentando i tifosi, oppure colmare budget e lacune di una rosa avanti negli anni, mettendosi contro tutta la piazza? Chi vivrà, vedrà: intanto l ultima delle telenovelas del mercato di riparazione ha decisamente spiccato il volo. La diciannovesima giornata sarà ricordata a lungo dai tifosi del Genoa, che grazie al 2-0 di Lecce, balza in zona Champions, a 35 punti, scavalcando il Napoli di Reja, che conferma latavico mal di trasferta, con la sconfitta per 2-1 a Verona contro il risorto Chievo Verona. Nella vittoria dei liguri spicca un ex rosanero, il serbo Bosko Jankovic, autore di un gol sublime: un colpo di tacco alla Bettega che apre la strada verso una vittoria sigillata da Sculli, mai così prolifico. Insomma un cocktail esplosivo, che sottolinea come la formazione di Gasperini si sia rivelata la vera sorpresa del girone dandata. Un clima diverso si respira “dall altro lato della Lanterna”, sponda Samp, dove Cassano ha dovuto frenare i fischi dei suoi tifosi imbufaliti a causa della sconfitta per 2-0 contro il Palermo di Ballardini. I rosanero, quindi, in virtù dei 29 punti conquistati, tornano a sognare la zona Uefa, che si contenderanno con Fiorentina, Lazio e Roma, rispettivamente a 32, 31 e 30 lunghezze. I giallorossi hanno violato Torino grazie a una splendida acrobazia della “Bestia” Baptista, in pieno recupero, e hanno quindi continuato la loro risalita, dopo un inizio tormentato. Chiudono il quadro, infine, Catania-Bologna, terminata 2-1 in favore degli ospiti, con la squadra di Zenga (cacciato fuori per proteste) in dieci per più di un tempo, a causa dell espulsione di Izco; Siena-Reggina, giocata sabato alle 18 e decisa da un gol di Frick e la sfida tra Cagliari e Udinese, che ha visto prevalere i sardi per 2-0 e che adesso, in chiave rosanero, pone un importante interrogativo: il tecnico Marino sarà ancora al suo posto nella prossima sfida al “Barbera” contro il Palermo?

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