Il taxista di Zamparini: “Vi racconto la mia corsa”

Il taxista di Zamparini: “Vi racconto la mia corsa”

Durante la partita tra il Palermo e lInter, il patron dei rosanero Maurizio Zamparini non ha seguito la gara dalla tribuna, ma ha preferito fare un giro per la città. Ha chiamato un taxi ed.

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Durante la partita tra il Palermo e lInter, il patron dei rosanero Maurizio Zamparini non ha seguito la gara dalla tribuna, ma ha preferito fare un giro per la città. Ha chiamato un taxi ed è tornato solo pochi minuti dopo il fischio finale. Il Giornale di Sicilia ha intervistato Rosolino Manzo, lautista 62enne che ha passato più di unora e mezza insieme al presidente del Palermo, alla guida della sua Grecia 9. “Mi hanno chiamato dalla centrale – ha raccontato Manzo – e solo quando sono arrivato mi sono reso conto che il mio cliente sarebbe stato Zamparini. Quasi subito mi ha chiesto gentilmente di spegnere la radio, che era sintonizzata proprio sulla radiocronaca di Giuseppe D’Agostino”. Da Mondello, fino a Monte Pellegrino “lungo il percorso mi ha spiegato che di rado segue le partite, preferisce vederle registrate, a risultato acquisito. Quando è a casa sua magari fa lunghe passeggiate e si tiene in contatto con i suoi collaboratori. Ed è andata così anche sabato. Ogni tanto riceveva qualche aggiornamento via telefono, ma provava ad essere distaccato e poi abbiamo parlato di tutt’altro. Non scendo nei particolari, perché abbiamo fatto esclusivamente discorsi privati, parlando delle nostre famiglie, dei figli e dei nipoti. È stata una chiacchierata da uomo ad uomo, da pari a pari. Il suo atteggiamento è stato molto familiare, mi ha messo a mio agio. Gli ho parlato dei miei figli, che vivono all’estero e spesso vado a trovare, come per esempio farò alla fine del mese. Mi hanno colpito la sua umanità e la sua semplicità – ha detto Manzo – a cominciare dal suo abbigliamento casual. Mi rendo conto che non capita tutti i giorni una corsa di due ore con il presidente del Palermo, per me è stato un piacere. A Monte Pellegrino siamo scesi e abbiamo fatto due passi. Abbiamo guardato il cielo stellato e la città dall’alto, un panorama magnifico che ha incantato Zamparini”. Alla fine della corsa il taxista non ha chiesto nulla al Presidente che però ha pagato ugualmente, anche più del dovuto. “Io avrei preferito che non lo facesse perché ero felice di avere vissuto quelli che considero momenti magici. Lui ha sottolineato che quelle erano comunque due ore di lavoro e, alla fine, mi ha pagato con una somma cospicua. Il regalo più bello, però, è stato condividere del tempo assieme, non lo dimenticherò”.

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