IL SUCCESSO CHE “COSTA” POCO: La strategia vincente dei rosanero di Sabatini e Zamparini

IL SUCCESSO CHE “COSTA” POCO: La strategia vincente dei rosanero di Sabatini e Zamparini

Di Mariano Calò Comunque vada sarà un successo. E vero, ci sono risultati che il Palermo deve ancora conseguire sul campo, la matematica non garantisce nulla ai rosanero, con quindici.

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Di Mariano Calò Comunque vada sarà un successo. E vero, ci sono risultati che il Palermo deve ancora conseguire sul campo, la matematica non garantisce nulla ai rosanero, con quindici punti ancora da assegnare la forbice di possibili piazzamenti finali è terribilmente ampia e non cè da rilassarsi. Non cè dato modo di sapere se alla fine del campionato ci sarà un preliminare di Champions League da festeggiare, una bella qualificazione in Europa League, oppure soltanto un turno di Coppa Italia in meno da disputare nella prossima stagione. Ancora tutto è possibile ed ovviamente, anche se, nella peggiore delle ipotesi, i rosanero avranno comunque migliorato il risultato ottenuto dal tanto decantato (giustamente) Palermo di Ballardini della scorsa stagione. Ma a prescindere dal piazzamento finale, un successo importante cè già stato ed è quello societario. E il successo di Sabatini e dei suoi collaboratori, è quello di Zamparini che ha plasmato con gli anni uno staff sempre più capace sul mercato. Questestate il tifo rosanero rumoreggiava, cera chi voleva mandar via Budan, chi non si fidava di Liverani, chi dava del sopravvalutato a Nocerino, chi si lamentava di questi giovani sudamericani che alla prima squadra potevano dare poco. Per fortuna Sabatini ha saputo tapparsi le orecchie ed andare avanti per la sua strada, in fondo lo ha sempre detto anche lui, non gli importa di farsi amare dal pubblico per i colpi ad effetto, perché a spendere tanti soldi son bravi tutti, ma a valorizzare quello che si ha in casa, a scegliere i giovani giusti per costruire un futuro al vertice, beh, quello lo sanno fare in pochi. Qualcuno gli rimprovera di non chiudere in tempi brevi le trattative, di essere più un eccellente osservatore, uno scopritore di talenti, che un egregio direttore sportivo. Eppure questa squadra è figlia delle sue intuizioni, dei suoi colpi di testa e qualche volta anche della sua testardaggine. La qualificazione in Champions League, qualora arrivasse, cambierà poco le cose, difficilmente vedremo arrivare campioni già affermati, il Palermo non comprerà da Milan e Inter, e nemmeno dal Barcellona. Allora forse qualcuno comincerà a dire che si deve fare come il Napoli, come il Genoa, come la Fiorentina e la Juventus che spendono, spandono e prendono i “campioni”. Beh, forse no, forse lestate prossima qualcuno si ricorderà che a Palermo cè qualcuno che spendendo poco e comprando bene, a cinque giornate dalla fine del campionato, si trova davanti alle squadre fatte a suon di milioni. E questo, lasciatecelo dire, è già un grande successo.

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