IL PALERMO SOFFRE E VINCE MORGANELLA PUNISCE LA TERNANA

IL PALERMO SOFFRE E VINCE MORGANELLA PUNISCE LA TERNANA

di Leandro Ficarra La notizia più bella in casa rosanero, in questo piovoso “boxing day”, arriva dal “Castellani” di Empoli. L’inatteso flop interno della squadra di.

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di Leandro Ficarra La notizia più bella in casa rosanero, in questo piovoso “boxing day”, arriva dal “Castellani” di Empoli. L’inatteso flop interno della squadra di Sarri, sorpresa dal Cittadella, ha restituito ai rosa il primato in classifica in un turno che, complice le numerose assenze, si preannunciava particolarmente complicato per gli uomini di Iachini. Il Palermo supera di misura la Ternana capitalizzando, ben oltre i propri meriti, una gara tutt’altro che brillante, in cui la compagine umbra ha sprecato almeno quattro clamorose palle gol prima di soccombere alla prima disattenzione difensiva. Il gol vittoria, firmato da Michel Morganella, è arrivato infatti in apertura di ripresa, dopo una prima frazione in cui i rossoverdi hanno dominato la scena e solo la prontezza di Ujkani, unita ad una massiccia dote di buona sorte, ha consentito alla compagine siciliana di andare al riposo in parità. Il 3-4-3 inizialmente proposto da Iachini non ha sortito i frutti sperati. La catena di destra di marca offensiva, con Stevanovic e Troianiello, non ha sfondato creando non pochi imbarazzi in fase di copertura. La Ternana affondava con sistematica facilità proprio da quella parte. Le sovrapposizioni di Zito, spesso libero di incunearsi sulla propria sinistra, ed i tagli di Ceravolo hanno messo in ambasce la retroguardia rosanero. Un reparto ovviamente sperimentale, falcidiato dalle contemporanee squalifiche di Munoz, Milanovic e Daprelà, con Pisano inedito terzo centrale a fianco di Terzi ed Andelkovic e Morganella adattato alto a sinistra. La cerniera in zona mediana formata da Bolzoni ed Ngoyi, orfani di capitan Barreto, forniva ardore agonistico, ma bisbigliava calcio scontato in fase di costruzione. Complice anche la scarsa vena di Abel e Belotti, statici e poco brillanti, i rosa non facevano neanche il solletico al 5-3-2 di Toscano, applicato con ordine ed armonia in entrambe le fasi. L’ex meteora rosa, Nicolas Viola, dirigeva con maestria tempi e tracce della manovra umbra, e proprio i suoi calibrati cambi di fronte, insieme alle velenose imbucate di Antenucci, costituivano la principale sorgente delle giocate rossoverdi. Bilancio della prima frazione inquietante: zero tiri in porta per la squadra di Iachini, ben quattro palle gol per la Ternana, con Ujkani assoluto protagonista almeno in due circostanze. Il vantaggio rosa ad inizio ripresa, frutto di una giocata dei due esterni, a cui Iachini aveva appena invertito la corsia di competenza, conferiva un pizzico di vigore ai rosa. Il Palermo alzava ritmo ed intensità del pressing, sporcando le giocate umbre alla fonte e limitando i rischi dalle parti di Ujkani. L’ingresso di un volitivo Di Gennaro ha certamente elevato la qualità della manovra, l’ex Spezia impiegato ora da mezzala sinistra, ora da trequartista, allentava la pressione con un paio di giocate di qualità ed una sapiente gestione della sfera. La sua tecnica, finalmente supportata dalla giusta verve agonistica, ha consentito ai rosa di avere un riferimento in ripartenza, capace di congelare la sfera e guadagnare falli e minuti preziosi. Positivi, in questi termini, anche gli ultimi minuti del redivivo Lores. Gli ultimi sussulti, con un raddoppio fallito in maniera clamorosa da Abel, ed il pari divorato da Rispoli da due metri, non cambiavano il risultato. Le assenze pesanti ed i relativi scompensi tattici costituiscono certamente un concreto alibi in merito ai ripetuti sbandamenti difensivi. La cronica aridità di idee e contenuti tecnici in fase di sviluppo della manovra, appartengono alla voce “ lacune strutturali” a cui bisognerà porre rimedio in sede di mercato. Al momento godiamoci il primato, figlio dell’applicazione tattica e mentale, del lavoro di Iachini, della coesione di questo gruppo tecnicamente imperfetto ma moralmente encomiabile. Dimenticare Carpi. Il modulo cambia, la difesa resta a tre. Novità Troianiello, l’ex Sassuolo è punta esterna di un inedito 3-4-3. Pisano centrale difensivo, Morganella esterno alto di sinistra, Stevanovic per dare qualità e spinta sulla corsia opposta. Asse mediano gladiatorio con Bolzoni-Ngoyi, tridente offensivo completato da Abel e Belotti. Un sinistro masticato di Bolzoni al sesto minuto. Tutto qui il primo tempo rosa. Il predominio di una Ternana compatta e manovriera viene certificato da occasioni ghiotte e ben congeniate. Si parte con il sinistro di Zito messo in corner da Ujkani. Al minuto 11 è Rispoli con un diagonale al volo dal limite a sfiorare il palo. Quindi, al minuto 22, lo stesso Rispoli attacca centralmente lo spazio, suggerendo la verticalizzazione ad Antenucci, ma apre troppo il piatto solo davanti da Ujkani. Il Palermo è farraginoso e scontato: si cerca di innescare la catena di destra Stevanovic –Troianiello, forza e caparbietà, ma confusione al momento decisivo. Lineare è la combinazione che porta Ceravolo solo davanti all’estremo difensore rosa: assist ancora di Antenucci, Ujkani bravo a coprire lo specchio ed intercettare il cucchiaio dell’ex Atalanta. Uno splendido shoot al volo di Zito, sempre libero inserirsi a sinistra, sfiora l’incrocio. Miglietta completa il festival delle occasioni sprecate in casa Ternana con un destro alto, da posizione ideale, a non più di cinque metri dalla porta. La ripresa si apre con l’ennesimo intervento di Ujkani che smorza un sinistro velenoso di Viola. Legge del calcio che punisce la Ternana sprecona poco dopo: Stevanovic, appena spostato a sinistra, effettua un cross che Brignoli buca in uscita, Morganella chiude l’azione sull’altro fronte con un destro potente e preciso. A quel punto il Palermo cresce, paradossalmente alza baricentro, intensità e pressing. Di Gennaro rileva Troianiello, impatta benissimo il match, regala giocate, eleva la qualità nella gestione della sfera. La squadra di Iachini rischia poco o nulla. Vanno dentro anche Lores e Lafferty, per Stevanovic e Belotti. Bravo Brignoli a deviare in corner una bella punizione di Di Gennaro, sciagurato Abel a divorarsi il raddoppio su assist del talento scuola Milan. Per fortuna dei rosa, lo imita Rispoli in pieno recupero, alzando incredibilmente la mira col piattone su splendido invito di Viola. La paura lascia il posto alla gioia dello sparuto pubblico presente quando il triplice fischio certifica la riconquista del primato.

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