IL GALLO RIALZA LA CRESTA PALERMO DI FORZA SUL NOVARA

IL GALLO RIALZA LA CRESTA PALERMO DI FORZA SUL NOVARA

di Leandro Ficarra Magnificare le doti dell’astro nascente col numero trenta sulle spalle, Andrea Belotti, ancora una volta uomo decisivo per il Palermo di Beppe Iachini, è esercizio fin.

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di Leandro Ficarra Magnificare le doti dell’astro nascente col numero trenta sulle spalle, Andrea Belotti, ancora una volta uomo decisivo per il Palermo di Beppe Iachini, è esercizio fin troppo semplice ma altrettanto doveroso. Il gioiello dell’under 21 ha imperlato l’ennesima superba prestazione personale con due prodezze da attaccante di razza, scandendo a suon di gol lo scadere delle due frazioni e regalando ai rosa un successo tanto meritato quanto sofferto. Prima, Andrea, ha rotto l’equilibrio in chiusura di primo tempo con un marchio di fabbrica del suo repertorio, rientro dalla sinistra verso il centro e bolide di collo pieno dal limite a baciare l’incrocio dei pali. Quindi, dopo il pari del Novara firmato Gonzalez, ha dato un senso al forcing finale degli uomini di Iachini, facendo esplodere il “Barbera” con un imperioso stacco da tre punti su cross dalla destra di Stevanovic. Con quella zuccata a fil di sirena, il gallo ha svuotato lo scrigno del match dai rimpianti, colmandolo di gioia e sollievo dopo una sequenza incredibile di occasioni sprecate dai compagni. Il Palermo ha prevalso sul Novara al termine di una gara tatticamente complicata, che ha interpretato con pazienza e linearità nel primo tempo, pur senza riuscire a sfondare se non all’ultimo assalto, ed ha rischiato di compromettere in modo maldestro a causa dell’ennesima amnesia difensiva nella ripresa. Progressi e variazioni sul tema hanno caratterizzato lo sviluppo della manovra, con un maggiore e più proficuo utilizzo delle corsie esterne, abbinato ad un ventaglio di soluzioni interessanti su palla inattiva tradotte in occasioni da gol. Imprecisione, sfortuna e poca reattività sotto porta hanno impedito alla compagine siciliana di venire prima a capo di una matassa che pareva complicarsi col trascorrere dei minuti. L’ingresso di Barreto nella seconda parte della ripresa ha ridato tono e vigore all’azione rosanero. Il centrocampista paraguaiano ha alzato la linea ed il ritmo del pressing, ricomponendo le distanze tra i reparti, consentendo di recuperare la sfera più in alto ed alimentando con grande intensità il forcing finale. Non sarà un fine dicitore, ma il carisma, l’esuberanza atletica e l’acume tattico del capitano costituiscono un fattore in questa categoria. Ottime le prove di Belotti, Daprelà e Bolzoni, in netta crescita Bacinovic e Stevanovic, da rivedere Hernandez, sprecone ed impacciato in zona gol, e l’intero assetto difensivo incapace di leggere una basica situazione di gioco in occasione del pari piemontese. L’abbraccio finale a travolgere l’eroe di giornata, subito dopo il gol decisivo, è l’emblema della coesione e della forza mentale di un gruppo che vuole a tutti i costi centrare lobiettivo. Il successo odierno consente al Palermo di ripartire ed agguantare il secondo posto ad una sola lunghezza dalla capolista Empoli. Ancora una gara a specchio sul piano tattico per Beppe Iachini dopo l’infausta sfida contro il Latina. Il tecnico rosa rinfresca il suo 3-5-2 con un paio di sorprese nell’undici iniziale. Terzi affianca Andelkovic e Munoz, scalzando Milanovic nel terzettto difensivo. Il campo pesante suggerisce prudenza nella gestione di capitan Barreto che, reduce da noie muscolari, parte dalla panchina. Linea mediana composta da Bacinovic nel ruolo di play, con Bolzoni e Verre intermedi. Confermato Daprelà sul binario mancino, Iachini gioca la carta Stevanovic per conferire audacia e qualità sulla corsia opposta. Belotti affianca Lafferty in avanti, Abel pronto a subentrare. Identico modulo per il Novara di Calori, molto attento a non perdere densità in fase di non possesso, e propenso a far male con il moto perpetuo del duo Gonzalez-Rubino, bravi sia a svariare, per favorire gli inserimenti degli interni, che ad attaccare la profondità. La prima chance è sul piede di Lafferty che poco dopo il quarto d’ora lavora magistralmente la sfera nei sedici metri ma chiude troppo il diagonale di destro. Risponde la compagine di Calori con un’imbucata astuta di Rubino per l’inserimento centrale di Lazzari con Daprelà che chiude provvidenzialmente in corner. Le cose migliori il Palermo le costruisce sulle corsie esterne, Lafferty taglia su entrambi i fronti e da un suo cross nasce un piatto destro di Stevanovic, murato dalla difesa novarese da buona posizione. Piacciono il fraseggio e le sovrapposizioni sciorinate dalla catena di destra, con Bolzoni e Stevanovic bravi a duettare ed intercambiarsi. Il centrocampista ex Siena mette un paio di cross interessanti con gli avanti rosa che arrivano con un attimo di ritardo. Bacinovic è più intraprendente e tonico del solito, gioca la palla in verticale e con più precisione, si libera con abilità al tiro anche se non centra il bersaglio. Primo tempo chiuso dalla già descritta magia di Belotti che, innescato da Verre, converge e ruba l’occhio con un destro dal limite di rara bellezza e precisione. La ripresa si apre con quella che sta diventando una cattiva e preoccupante consuetudine: la topica difensiva. Ennesima lettura clamorosamente superficiale su una palla scoperta: lancio di Rubino dai quaranta metri, linea disarticolata e statica, Terzi e Munoz aprono una voragine centrale in cui si infila e colpisce Gonzalez. Il contraccolpo psicologico causa agli uomini di Iachini una quindicina di minuti di black out. Il tecnico capisce che urge una scossa di ritmo ed adrenalina per scuotere la squadra ed andare ad aggredire gli uomini di Calori nella propria metà campo. Abel rileva uno stanco Lafferty, capitan Barreto subentra a Bacinovic. Come già sottolineato l’ingresso del centrocampista paraguaiano costituirà la chiave tattica del finale di partita. Il Palermo alza ritmo, intensità e baricentro. Il numero otto funge da bussola per i reparti, chiama il pressing, aggredisce pallone e avversari ricompatta le linee con la sua intelligenza tattica, il suo senso della posizione. Non regalerà mai fregi balistici, aperture illuminanti, o soluzioni tecniche fuori dall’ordinario, ma il suo peso specifico nell’economia dell’equilibrio di una squadra è inestimabile, specie in questa categoria. I rosa cingono d’assedio il Novara, in modo arrembante ma lineare e ragionato. Con un giro palla insistito alla ricerca delle sbocco sull’esterno. Iachini butta nella mischia anche Troianiello disegnando una sorta di 3-4-3. Fioccano le occasioni: Abel ne spreca una incredibile su assist di Barreto, incespicando sulla sfera e ritardando la conclusione da pochi passi, a porta praticamente sguarnita. Andelkovic incorna a lato da due passi, lo stesso fa Munoz poco dopo. Lespulsione di Pesce complica ulteriormente il finale di gara della compagine di Calori. Kosicky si esalta su colpo di testa di Belotti servito da Troianiello. Nulla può, l’estremo difensore piemontese, sull’ultimo assalto in pieno recupero: Stevanovic lavora bene un pallone sulla destra e crossa con i giri giusti sul secondo palo: Belotti sale in cielo, sovrastando i centrali di Calori ,e schiaccia di testa scaldando i cuori dell’infreddolito pubblico del “Barbera”. Un concentrato di esplosività, tempismo, rapacità. Quello che si dice il senso del gol. Il gallo è sommerso dall’abbraccio dei compagni. Mostra la cresta e svela l’espressione, fulgida e pulita, di chi sa di avere scritto unaltra pagina di una bella storia. Una storia, speriamo, costellata dal giusto lieto fine. Per lui e per il Palermo di Iachini.

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