IL CAMMINO DI PALERMO E INTER VERSO LA STORICA FINALE DEL 29 MAGGIO. RICORDANDO LE FINALI DEL PASSATO E QUELLA VITTORIA DEL ‘93

IL CAMMINO DI PALERMO E INTER VERSO LA STORICA FINALE DEL 29 MAGGIO. RICORDANDO LE FINALI DEL PASSATO E QUELLA VITTORIA DEL ‘93

Roberto Chifari Il 29 maggio è una data storica per Palermo e per la sua tifoseria. Era infatti, il 29 maggio 2004, quando esplose la felicità per il ritorno in serie A dopo 31 anni,.

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Roberto Chifari Il 29 maggio è una data storica per Palermo e per la sua tifoseria. Era infatti, il 29 maggio 2004, quando esplose la felicità per il ritorno in serie A dopo 31 anni, quella volta sul campo del Barbera c’era la Triestina, battuta in casa 3-1; un anno dopo e sempre il 29 maggio in casa contro la Lazio, i rosa festeggiarono un evento storico: l’ingresso, per la prima volta, in Coppa Uefa. Ora il prossimo 29 maggio sarà un’altra data storica, di fronte il Palermo di Delio Rossi e del capitano Miccoli contro l’invicible armada dell’Inter. IL CAMMINO DELL’INTER – L’Inter capace dell’incredibile triplete del 2010, è il campione uscente della competizione, scucire dalla casacca nerazzurra la coccarda tricolore non sarà facile. Arrivano a questa finale, partendo dagli ottavi dove hanno incontrato il Genoa al primo turno domato a San Siro, per 3 reti a 2. Nel turno successivo gli uomini di Leonardo hanno eliminato in un’emozionane sfida giocata nel catino del San Paolo, il Napoli conclusasi solo ai calci di rigore. La semifinale contro la Roma, giocata con la formula della doppia sfida (andata e ritorno) ha visto prevalere sempre i nerazzurri che nella partita dell’Olimpico hanno ipotecato l’accesso in finale battendo i giallorossi per 1 a 0. Nella partita di ritorno però, la Roma ha provato a ribaltare il risultato riuscendo, solo a evitare la sconfitta e impattando 1-1. Alla fine il pareggio premia i nerazzurri che si qualificano così per l’atto conclusivo. LA MARCIA DEL PALERMO – I rosanero, come l’Inter, hanno iniziato l’avventura dagli ottavi di finale dove hanno incontrato il Chievo Verona, battendolo per 1 a 0 al Barbera con un rigore di Miccoli, quella sera era il 12 gennaio. Quindici giorni dopo al Barbera arriva il Parma di Pasquale Marino, la sfida nei quarti di finale è stata più difficile di quanto si pensasse, ma i rosanero in un emozionante match riescono ad avere la meglio sui gialloblù battuti solo ai rigori, con il penalty vittoria di Jara Martinez. Arriva la semifinale, e stavolta c’è il Milan. A san Siro, il 20 aprile, gli uomini di Delio Rossi impattano 2-2, al gol iniziale di Ibrahimovic, risponde prima Pastore e poi Hernandez, sul finire arriva il gol di Emanuelson che tiene sul filo di lana la qualificazione. Al ritorno in un Barbera carico d’emozione, i rosa si giocano il tutto per tutto, dopo un primo tempo tiratissimo, al diciottesimo minuto della ripresa arriva il gol di testa, è la rete della liberazione di Migliaccio, dieci minuti dopo raddoppia Bovo su rigore. Inutile il gol di Ibrahimovic del 2-1 al ’92. Dopo il triplice fischio finale è già festa, il Palermo torna in finale, per la terza volta dopo le due finali del ’74 e del ’79. Proprio la Coppa Italia, è una delle pagine più amare della storia di questo club. Nella stagione 1973/74, Il Palermo gioca in serie B, inserito nel girone 3 con Bari, Fiorentina, Verona e Perugia, vince il girone, battendo 2-0 in casa la Fiorentina, facendo 1-0 col Perugia e pareggiando 1-1 col Bari e a reti inviolate con il Verona. Al secondo turno il Palermo incontra Juventus, Cesena e Lazio. I rosa battano in casa, sempre con lo stesso risultato di 2-0 i bianconeri, il Cesena e i biancocelesti; fuori casa impattano 1-1 in Romagna, lasciano l’intera posta a Roma contro la Lazio che vince di misura per 1-0 e pareggiano in casa della Juventus. In finale gli uomini del ‘sergente’ Viciani incontrano il Bologna. I rosa vanno in vantaggio con un gol di Magistrelli; ma al ’90 si sviluppa un tragico epilogo, i felsinei pareggiano su un discusso rigore concesso dallarbitro Gonella, per fallo di Arcoleo su Bulgarelli. Sul dischetto va Savoldi che tira e non sbaglia. Ai rigori fatali gli errori dei rosa Vullo e Favalli che consegnano al Bologna la coppa. Il giorno dopo il Corriere dello Sport intitolerà: “Palermo, Coppa regalata!” Cinque anni dopo, nella stagione 1978/79, il Palermo ci riprova. Inserito nel girone 3 con Torino, Cesena, Brescia e Verona, vince il suo girone battendo alla Favorita il Brescia e vincendo in casa di Torino e Cesena, col pareggio esterno a Verona si assicura il primo posto. Ai quarti i ragazzi di Veneranda incontrano la Lazio; fanno 0-0 alla Favorita, e ritorno thrilling allo stadio Olimpico con una vittoria arrivata solo ai rigori per 5-4. In semifinale c’è il Napoli, altro pareggio in casa, ma al San Paolo un’ondata rosanero spinge i rosa ad una vittoria storica per 1-2. La Juventus nell’altra semifinale vince e doma la sorpresa Catanzaro. In finale a Napoli il 20 giugno del ’79, dopo solo un minuto di gioco segna l’attaccante rosa Chimenti che supera Zoff in uscita. I bianconeri non ci stanno e all’83 pareggiano con Brio. Ai tempi supplementari segna il 2-1 l’ex rosanero Causio. La coppa viene alzata in cielo dai bianconeri e per il presidente Barbera è un’altra amarezza. Il Giornale di Sicilia il giorno dopo titolerà: “Palermo, una coppa stregata!Anche stavolta come 5 anni fa ai rosa sfugge la vittoria nel finale, quando ormai credevano di averla in pugno”. Ma la storia del Palermo è indissolubilmente legata alla Coppa Italia, anche quella di serie C. Era la fine degli anni ’80 e il Palermo guidato dal duo Ferrara-Polizzi, dopo la radiazione del 1986 era ripartito dalla serie C2. La prima stagione dopo la rinascita porta un campionato esaltante, i rosa guidati da Pino Carammanno vincono il campionato di C2 con 49 punti e conquistano una storica finale contro il Monza di Casiraghi. All’Andata 0-0 alla vecchia Favorita, al ritorno sconfitta per 2-1 e coppa ai rossocrociati. Nella stagione 89/90 il Palermo gioca in serie C1, i rosa sono allenati da Franco Liguori. Con lui la squadra sfiora la B, arrivando al quinto posto con 43 punti, appena dietro la Salernitana. A fine stagione viene inaugurata la nuova Favorita, proprio per la finale di Coppa Italia, dopo due anni di intensi lavori in vista dei mondiali di Italia ’90. Il Palermo arriva in finale dove incontra la Lucchese, la sfida si gioca ai rigori, fatali ai rosa per un errore del centrocampista Donato Cancelli. L’anno dopo i rosa ci riprovano (stagione 90/91) in panchina stavolta, siede Enzo Ferrari, subentrato dopo qualche giornata a Liguori. Ferrari crea una macchina dall’andamento altalenante, girone di andata a doppia velocità e ritorno più che deludente. Dopo il pareggio in casa per 1-1 con l’Andria alla penultima giornata, il Palermo può festeggiare il ritorno in B. Anche stavolta si arriva in finale di Coppa, stavolta c’è il Monza in una doppia sfida amara. Bisognerà attendere la stagione 92/93, quella della doppietta quando i ragazzi di Angelo Orazi, stravincono il campionato di C1 e conquistano anche la finale di Coppa ai danni del Como, battuti a Como per 2-0 con gol di Buoncammino e Cecconi e ritorno in casa alla Favorita per 1-1 con il gol dell’attaccante Battaglia. Quella calda sera di giugno del 93 per iniziativa del numero 10 Cecconi, gli altoparlanti della vecchia Favorita irradiarono la mitica canzone dei Queen, We are the Champions.

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