IACHINI: “AVREMO TANTE GARE COME CARPI; SUL MERCATO E SU CANDUSSIO..”

IACHINI: “AVREMO TANTE GARE COME CARPI; SUL MERCATO E SU CANDUSSIO..”

di Claudio Scaglione La beffa subita al Sandro Cabassi per mano del Carpi è difficile da digerire per Giuseppe Iachini e i suoi uomini: scrollarsi di dosso la rabbia per le decisioni prese.

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di Claudio Scaglione La beffa subita al Sandro Cabassi per mano del Carpi è difficile da digerire per Giuseppe Iachini e i suoi uomini: scrollarsi di dosso la rabbia per le decisioni prese dal signor Renzo Candussio di Cervignano del Friuli è impresa ardua e faticosa. Eppure la compagine rosanero deve riuscirci, concentrandosi sui due impegni che chiuderanno un 2013 che, giocoforza, verrà ricordato dall’ambiente rosanero per la retrocessione in B dopo nove anni di onorata permanenza nella massima serie italiana. Mister Iachini, quanto è difficile adesso chiudere il capitolo Carpi e Candussio? “Preferisco pensare sia stata giusto una giornata storta, in un campionato lungo e intenso queste cose possono anche capitare, ci sta di pagare qualcosa. Però giriamo pagina, non pensiamoci più, guardiamo al nostro lavoro, alle altre cose ci penserà la società. Abbiamo affrontato una squadra molto chiusa, noi abbiamo cercato di giocare, ma in spazi stretti a volte è difficile andare a scardinare. Forse abbiamo peccato un po’ nel fraseggio e nel non sfruttare le prime occasioni, come quella con Pisano. Sarebbe cambiata la partita, ma non abbiamo rischiato nulla. Nel secondo tempo ho cambiato qualcosa proprio per cercare soluzioni diverse negli ultimi trenta metri. Volevo con Hernandez, Belotti e Lafferty insieme dare varianti diverse alla fase d’attacco. Abbiamo sbagliato a volte l’ultimo passaggio, nella gestione della gara. L’andamento del match è cambiato quando c’è stata l’espulsione, pur continuando a giocare anche in 10 e in 9. Abbiamo avuto qualche possibilità da sfruttare, ma la partita sul piano prettamente numerico è stata più difficile. Queste gare possono capitare, ma sappiamo di dover essere più bravi sul piano del palleggio. Solo così possiamo creare occasioni più importanti negli ultimi metri di campo”. È vero, queste gare possono capitare: crede che le partite a venire avranno questa fisionomia? “Nel nostro campionato troveremo spesso gare di questo tipo. Ci alleniamo apposta in campo ridotto per abituarci individualmente nel palleggio e nella circolazione di palla: sono quelle le misure e gli spazi che troviamo. Tutti si abbassano, hanno poche responsabilità e nulla da perdere contro di noi. Starà al Palermo curare tutto il possibile, sapersi prendere falli importanti, lavorare palle migliori a ridosso dell’area di rigore, cercare di gestire in maniera più prolifica le imbucate migliori. Spesso con l’andare dei minuti se fai girare la palla gli avversari perdono intensità, dovremo giocare così in tutto il campionato, è normale che sia così. Dobbiamo sapere migliorare nella lettura di queste cose. Non abbiamo praticamente mai rischiato nelle ultime partite, ci sono stati anche episodi dubbi come il gol del Lanciano e quelli di Carpi. Questo ci fa sperare bene per il futuro”. Il futuro immediato dice, tuttavia, che il Palermo dovrà fare a meno di parecchie defezioni. Pensa che le tornerà utile il classe ’95 Davide Monteleone che si sta allenando col gruppo della prima squadra? “È un ragazzo che si sta allenando con noi. Certo sicuramente sarà dei nostri, da lì a farlo giocare subito titolare in un momento così c’è da pensarci più volte. Stiamo lavorando anche su di lui, nel caso ce ne fosse bisogno. Dall’inizio è difficile”. Tornando al match perso al Sandro Cabassi contro il Carpi, cosa ha detto alla squadra al termine dei 90’? “Ho detto di non pensare assolutamente all’arbitro, di non aggrapparsi a situazioni esterne, alla terna arbitrale. Perché nel calcio possono esserci episodi che a volte ti vanno meglio, altre peggio. Noi abbiamo magari preso qualche ammonizione che data dall’altra parte poteva condizionare la partita degli avversari. Però la prima cosa che ho detto è stata di cancellare tutte queste cose, di cercare di fare di più e sempre meglio, di trovare in noi una crescita, un miglioramento. Non è che dobbiamo sbattere la testa al muro. Dobbiamo cercare e proporre quello che facciamo durante la settimana”. I centrocampisti a sua disposizione danno tutti una grossa mano alla squadra dal punto di vista quantitativo. Quanto alla qualità, invece, l’unico suo uomo che può dare un contributo del genere è Valerio Verre. Che ne pensa? “Beh, abbiamo fatto 12-13 partite, le risposte le abbiamo solo quando giochiamo le partite. Dicendolo prima, durante la settimana quando lavori in allenamento, non puoi avere le certezze che hai in campionato. Anche con Bacinovic abbiamo avuto buone risposte all’inizio, poi ne sono arrivate altre. Lo stesso con Ngoyi. Comunque quella di Verre in regia è una soluzione praticabilissima. Siamo alla vigilia della vigilia della vigilia, quindi è ancora presto per fare discorsi di questo tipo. Vediamo anche in base alle squalifiche questo discorso qui”. Capitolo mercato. Ha già parlato con la società delle intenzioni per la sessione di gennaio? “Ne parleremo dopo il panettone, adesso ci sono impegni più importanti. Inoltre dobbiamo pensare sempre che mancano anche due partite, ci sono ancora verifiche da fare, dobbiamo verificare la crescita dei nostri giocatori. In queste due partite può esserci un bel banco di prova, possono arrivare tante risposte che speriamo siano ancora positive. Solo allora tireremo una linea. Qualche aggiustamento andrà fatto sicuramente, perché in qualche ruolo magari le alternative non ci sono”. Giovedì sera affronterete la Ternana di Domenico Toscano. Il club di Terni sta deludendo quelle che erano le aspettative e il mister Toscano è il bilico. È un aspetto che può rappresentare un pericolo in più? “Certo, come tutte le partite del resto. A Palermo nessuno ha qualcosa da perdere, tutti vengono ad affrontarci motivatissimi per il blasone che ha questa società. Loro vengono anche da una situazione non facile, hanno inserito giocatori di ottima qualità, come Ceravolo, Viola, Rispoli e altri che hanno militato nella massima serie. C’è da prenderli con la massima attenzione”. E in quella gara Stevanovic giocherà a sinistra … “Stevanovic può giocare a sinistra? Nella sua storia ha dimostrato di potersi esprimere a destra in maniera importante. Magari in alcune circostanze l’ha fatto anche a sinistra. Però la sua prerogativa è il saper creare la superiorità numerica sul lato destro. Certo, tutto si può fare, qualcosa dovremo pur fare. Vedremo anche in base all’avversario quale situazione andare ad applicare per incidere un po’ di più”. Ultima chiosa su Hernandez che al 71’ della sfida contro il Carpi è stato rilevato da Valerio Verre. Come l’ha presa? “Più che altro era dispiaciuto per l’espulsione, inevitabilmente nel contesto in cui eravamo, con le tre punte e loro con tre centrocampisti, dovevi per forza privarti di un uomo in avanti. Abbiamo fatto così anche a Siena, dove abbiamo pareggiato e vinto la partita. Per Abel c’è stata solo l’amarezza per l’inferiorità numerica. Noi in undici avremmo inserito anche Troianiello per forzare sugli esterni, a dimostrazione che il pari non mi stava proprio bene. Volevamo forzare fino alla fine con Troianiello e Varela cercando qualche possibilità in più di scardinare quella muraglia. L’inferiorità numerica ha cambiato i piani”.

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