FOSCHI A MEDIAGOL: “SOGLIANO, CHE ERRORE DIMETTERSI! GLI AVEVO DETTO DI NON FARE STUPIDAGGINI. ZAMPARINI TI FA LAVORARE, SEAN CAPISCA CHE NON È PIÙ A VARESE E IMPARI AD INGOIARE ROSPI. MANGIA NON RISCHIA, IL DS IDEALE PER I ROSA È…”

FOSCHI A MEDIAGOL: “SOGLIANO, CHE ERRORE DIMETTERSI! GLI AVEVO DETTO DI NON FARE STUPIDAGGINI. ZAMPARINI TI FA LAVORARE, SEAN CAPISCA CHE NON È PIÙ A VARESE E IMPARI AD INGOIARE ROSPI. MANGIA NON RISCHIA, IL DS IDEALE PER I ROSA È…”

Di Sarah Castellana Le dimissioni irrevocabili di Sean Sogliano dividono gli addetti ai lavori: se il padre Riccardo difende la scelta del figlio di lasciare il posto di direttore sportivo del.

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Di Sarah Castellana Le dimissioni irrevocabili di Sean Sogliano dividono gli addetti ai lavori: se il padre Riccardo difende la scelta del figlio di lasciare il posto di direttore sportivo del Palermo dopo l’ennesimo scontro con il presidente Maurizio Zamparini, uno che il patron rosanero lo conosce bene come Rino Foschi punge il giovane dirigente, che ha scelto di mollare. “Non so il motivo del contendere tra Sean e Zamparini, ma posso immaginarlo –ha spiegato in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it il direttore sportivo del Padova, a Palermo dal 2002 al 2008- , io avevo parlato con Sogliano l’ultimo giorno di mercato dopo le sue prime dimissioni, l’avevo cercato e gli avevo detto di non fare delle stupidaggini perché non sapeva cos’era il Palermo. Adesso deve tornare di nuovo sui suoi passi, non esiste lasciare così. È normale che possano succedere queste cose lavorando con Zamparini, le discussioni le ho avuto anch’io nel tempo ma tutto è sempre rientrato. Anche io ho avuto questi problemi, a volte avevo ragione io e altre lui, Zamparini ama fare questo lavoro ed è amato dalla gente e fa lavorare i direttori sportivi. Io ho avuto cinque-sei confronti durissimi con lui, come quando c’è stato il cambio Delneri-Papadopulo, ma quando mi ha richiamato sono tornato di corsa. Tutti hanno di questi problemi”. Foschi, che in sei stagioni a Palermo ne ha viste di tutti i colori, non nasconde tutto il suo rammarico per la decisione di Sogliano. “Anch’io ho avuto delle incomprensioni con Zamparini, è normale quando c’è qualcosa che non va. Sono convinto che Sogliano avrà sofferto a lasciare il Palermo. Tra l’altro già successo a fine estate che avesse rassegnato le sue dimissioni, subito dopo la fine del mercato. Sono cose che devono rientrare. Zamparini ti dà quello che altri non ti danno e mi dispiace, perché Sogliano è un giovane emergente che poteva fare molto bene. Il presidente voleva solo un passa ordini? A Palermo io facevo il direttore sportivo, lo faceva Sabatini e a Venezia lo faceva lo stesso Riccardo Sogliano con Zamparini, non si trattava di passare ordini, ora non esageriamo. Ho avuto anche io le mie discussioni con Zamparini, ma non ho mai passato ordini agli altri. Ci possono stare delle discussioni, è difficile andare a fare il capo da direttore sportivo, in qualunque realtà. Io nei miei anni però ho fatto il direttore sportivo, e nessun ds può pretendere di andare a Palermo a dettare una linea quando da anni cè sempre stato Zamparini al di sopra di tutto”. Tra le motivazioni trovate da Foschi, ne emerge una certamente verosimile: la differenza tra la realtà di Varese e quella di Palermo, non compresa a fondo da Sogliano. “A Varese magari Sogliano aveva la sua creatura, era lo Zamparini del Varese, ma a Palermo le cose cambiano. Zamparini è un personaggio un po’ scomodo quando non si vince –ha spiegato l’ex direttore sportivo rosanero- , ma ti dà tante altre cose. Secondo me a Palermo cera solo da adattarsi, Sean per quello che stava facendo secondo me avrebbe fatto molto bene e sono convinto che se passa ancora qualche giorno magari la cosa potrebbe rientrare, perché il Palermo ti dà tanto e Zamparini ti fa lavorare. Ai tempi del padre di Sogliano i presidenti erano i portaborse dei DS, ma oggi è il contrario: il presidente mette i soldi ed è giusto che comandi, ma se tu porti il lavoro sul tavolo la maggior parte delle volte vieni accontentato. Io a Palermo l’ultimo anno sono riuscito a chiudere con 54 milioni di euro di attivo sul mercato, ma l’ho fatto io da DS, non Zamparini. Sean è un bravo ragazzo, un bravo DS con un grande futuro e non condivido queste dimissioni che non rientreranno. Lui è un DS ideale per Zamparini e per Palermo perché è una persona competente, preparata e seria. Qualcuno deve fare in modo che rientri e torni a lavorare immediatamente con il Palermo”. Intanto però in Viale del Fante è di nuovo tempo di riprogrammare il futuro: l’assenza di una figura come quella di Walter Sabatini nella scorsa stagione ha creato più di una difficoltà, e adesso che Sogliano ha detto addio c’è da trovare una nuova figura che faccia da collante tra squadra e società. “Sicuramente Zamparini si affiderà a qualcun altro per il ruolo di direttore sportivo –ha spiegato Foschi- , lui ne ha bisogno, l’anno scorso ha proseguito senza DS dopo le dimissioni di Sabatini perché voleva finire gli ultimi mesi e ricominciare da capo, quest’anno ci sono ancora tre quarti di stagione e lui ha bisogno della figura di un direttore sportivo. È una figura indispensabile per il Palermo, anche perché il presidente non vive in città e quindi non ne può fare a meno. Perinetti? Lo invidio, perché lui può ancora prendere il treno Palermo, anche se quest’anno è ancora legato al Siena. Lui vorrebbe finire la carriera in rosanero, ha la famiglia a Palermo e quindi potrebbe andare lì l’anno prossimo. Lui va benissimo perché conosce Palermo e sa come muoversi, conosce Zamparini e quindi potrebbe essere lui il dopo-Sogliano”. L’addio di Sogliano mette anche in difficoltà Devis Mangia: il tecnico di Cernusco sul Naviglio, ‘pupillo’ dell’ormai ex direttore sportivo rosanero, portato a Palermo prima e promosso alla guida della prima squadra poi da Sogliano dopo gli ottimi risultati ottenuti dalla coppia a Varese, potrebbe essere la prossima testa a saltare in casa Palermo. “Ma io non penso che rischi –ha puntualizzato Foschi- , Sogliano l’ha portato dal Varese al Palermo, dove ha fatto il salto dalla Primavera alla prima squadra, ma qui sta lavorando bene e se fa i risultati non rischia. Io sono convinto comunque che se qualcuno all’interno della società vicino a Sogliano o Zamparini facesse qualcosa, le dimissioni di Sean potrebbero rientrare. Sogliano dovrebbe cambiare idea –è il consiglio quasi paterno del direttore sportivo del Padova- e finire la stagione insieme a Mangia e al suo staff prima di passare la mano. Deve ingoiare il rospo ogni tanto, come abbiamo fatto io e Sabatini”. Parola di Foschi, uno che è sopravvissuto al ciclone Zamparini per ben sei anni, fatti di rospi ingoiati ma anche di tante soddisfazioni.

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