FOSCHI A MEDIAGOL: “NIENTE TRAGEDIE, IL PALERMO RISALIRÀ. PRESTO SI VEDRÀ LA MANO DI PERINETTI E SANNINO, ZAMPARINI SI FIDA DI LORO. MERCATO? MI ASPETTAVO UNA PUNTA D’ESPERIENZA, DYBALA…”

FOSCHI A MEDIAGOL: “NIENTE TRAGEDIE, IL PALERMO RISALIRÀ. PRESTO SI VEDRÀ LA MANO DI PERINETTI E SANNINO, ZAMPARINI SI FIDA DI LORO. MERCATO? MI ASPETTAVO UNA PUNTA D’ESPERIENZA, DYBALA…”

Intervista realizzata da Leandro Ficarra E Sarah Castellana “Mi sembra che a Palermo si stiano facendo tragedie senza motivo”. Se a dirlo è uno come Rino Foschi, c’è da.

Commenta per primo!

Intervista realizzata da Leandro Ficarra E Sarah Castellana “Mi sembra che a Palermo si stiano facendo tragedie senza motivo”. Se a dirlo è uno come Rino Foschi, c’è da credergli: nonostante l’avvio negativo dei rosa, usciti sconfitti senza attenuanti contro Napoli e Lazio, l’ex direttore sportivo, a Palermo dal 2002 al 2008, analizza in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it la situazione in casa rosanero e invita tutti alla calma. “Ho visto le partite del Palermo e non è che non sia daccordo sul fatto che lavvio sia stato negativo, ma bisogna dire che sono state due partite giocate contro due squadre fortissime: il Napoli lo conosciamo bene, può lottare per lo scudetto, mentre la Lazio secondo me sarà una delle sorprese del campionato e si classificherà nelle prime cinque posizioni. Il Palermo è una squadra nuova, per questo io non farei un processo o vedrei questo avvio come una tragedia. Il campionato di Serie A è lungo ed è importante avere pazienza. Anche perché Sannino e Perinetti hanno esperienza e hanno dimostrato di valere”. Il nuovo ciclo fondato sulla coppia che tanto bene ha fatto lo scorso anno a Siena convince Foschi, che dopo la fine della sua esperienza con il Padova è attualmente in attesa di una proposta intrigante. “A me è sembrato di capire che Zamparini abbia scelto di concedere tanto tempo a Sannino per ottenere dei risultati. Non ho sentito che vuole raggiungere traguardi ambiziosi, ma vuole ripartire con un ciclo. Sono state perse due partite, ma non è un dramma. Gli avversari erano di tutto rispetto, la strada del Palermo è quella di raggiungere una buona posizione di metà classifica. Giorgio (Perinetti, ndr) credo che non abbia bisogno di presentazioni, ha dimostrato il suo valore a Siena e a Bari, così come in altre occasioni. Se ci sarà bisogno di rimediare ad alcune lacune nell’organico lui lo farà, perché ne ha le qualità. Sannino avrà avallato certe situazioni a livello di mercato, quindi dipende anche da lui. Ci sono altre partite da giocare e il Palermo può rientrare in pista, il Cagliari è alla portata e può essere loccasione giusta per sistemare la classifica”. Foschi, che di ottimi giocatori a Palermo ne ha portati tanti – da Barzagli a Kjaer, da Grosso a Toni -, ha anche detto la sua sulla campagna acquisti estiva del club di Viale del Fante, che ha lasciato insoddisfatti molti tifosi. “Ho seguito il calciomercato dei rosanero attraverso i media, perché il Palermo è una squadra che è rimasta dentro di me – ha spiegato il dirigente romagnolo -, la società ha preso diversi giovani che ora si devono integrare in questo nuovo ciclo. Mi aspettavo un acquisto desperienza in attacco per aiutare Miccoli, invece è arrivato un giovane molto importante come Dybala: adesso vedremo di che pasta è fatto. Sono convinto che con qualche altra partita e il lavoro di mister Sannino si raggiungeranno dei risultati. Il Palermo questanno deve salvarsi nel più breve tempo possibile, non può ambire certo alla Champions”. Negli ultimi anni il ruolo di direttore sportivo a Palermo è stato alquanto turbolento: da Sabatini a Cattani fino a Sogliano, nessuno è riuscito a “resistere” tanto al ciclone Zamparini come Foschi, che nei sette anni trascorsi in Sicilia si è tolto tantissime soddisfazioni. “Io penso che non ci siano fenomeni in questo mondo. Sono convinto che il direttore sportivo debba avere un gruppo di lavoro fortissimo, con personaggi che lavoravano in Italia e in Sudamerica, come lavevo io ai tempi del Palermo. Quindi il merito è di quel gruppo – è l’analisi di Foschi -, la società è forte se ognuno occupa il suo posto nel modo migliore e fa il proprio lavoro e se il direttore sportivo non si mette a fare il tecnico o il fenomeno. I fenomeni non trovano spazio in questo ambito del calcio”. In un momento in cui non è impegnato con altre squadre, per Foschi c’è il tempo di riprendere l’album dei ricordi e sfogliare le istantanee più belle della sua esperienza a Palermo, senza però dimenticare una sana autocritica. “Nei due anni successivi al mio addio il Palermo ha fatto un incasso di 50 milioni dalle cessioni e ha raggiunto lEuropa. Di questo sono orgoglioso e so di aver lavorato bene con Zamparini. Credo di aver sbagliato qualche giocatore – ha ammesso Foschi -, come Makinwa e Caracciolo, ma penso di essere stato bravo a rimediare. Ci vuole anche un po di fortuna. Oggi posso dire di essere orgoglioso del mio lavoro svolto al Palermo”.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy