Flachi: “Ho sbagliato tutto e me ne pento, ma…”

Flachi: “Ho sbagliato tutto e me ne pento, ma…”

Ospite della trasmissione “Bontà loro” in onda su Rai1, l’ex capitano e bandiera della Sampdoria, Francesco Flachi, oggi proprietario di una focacceria nel centro storico di Firenze, ha.

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Ospite della trasmissione “Bontà loro” in onda su Rai1, l’ex capitano e bandiera della Sampdoria, Francesco Flachi, oggi proprietario di una focacceria nel centro storico di Firenze, ha raccontato le sue vicissitudini dopo la squalifica dai campi di calcio per 12 anni. “Ho sbagliato e me ne pento. Me ne pento soprattutto per i miei genitori, i miei figli e i mia moglie. Sono le uniche persone che mi sono rimaste sempre vicine. Non mi interessa della squalifica, dopo essermene andato dalla Sampdoria avevo perso già la voglia e le emozioni di giocare a calcio e anche se Empoli e Brescia hanno creduto in me, e per questo le ringrazio, non era più la stessa cosa. Io – continua l’ex numero 10 – ho sbagliato e quando mi guardo in tv a volte penso di quanto sia stato stupido, però quello che ho fatto è stato frutto dell’istintività. L’unica cosa che mi interessa in questo momento è la mia famiglia, del resto non mi importa nulla. Non sono un drogato e non voglio essere dipinto in questo modo: sono soltanto uno che in certe situazioni della vita ha sbagliato. Non sono stato un buon esempio per i miei figli. Però devo dire che sono stato abbandonato dalle Istituzioni calcistiche, dalla Lega. Ci sta che io paghi per quello che ho fatto, ma mi sarebbe piaciuto che il giorno dell’udienza il giudice avesse ascoltato il mio avvocato, invece di avere il cellulare accesso con la vibrazione e guardasse i messaggi o che l’avvocato dell’Accusa non rispondesse al telefono durante l’udienza. Penso che chi venga trovato positivo debba pagare, ma due anni di squalifica sono troppi; basterebbero 6 mesi o al massimo un anno che per un calciatore sono già tantissimi”.

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