DAL PALERMO DI ROSSI A QUELLO DI COSMI Metamorfosi possibile

DAL PALERMO DI ROSSI A QUELLO DI COSMI Metamorfosi possibile

E un Palermo lontano anni luce da quello di Delio Rossi quello uscito vincitore dal “Renzo Barbera”, nella sfida con la prima della classe. Basta tornare indietro fino alla sconfitta con la.

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E un Palermo lontano anni luce da quello di Delio Rossi quello uscito vincitore dal “Renzo Barbera”, nella sfida con la prima della classe. Basta tornare indietro fino alla sconfitta con la Fiorentina, con 2 gol allattivo e 4 al passivo per capire il cambiamento radicale operato in queste tre settimane di cura Cosmi: la coperta si sa, è sempre troppo corta, o si ci copre dietro o davanti, ma limportante è che il drappo sia di assoluta qualità e nel caso del Palermo è fuori discussione. Adesso il Palermo si difende bene e con la concentrazione della grande squadra, ma produce meno azioni da gol. Nonostante questo ha avuto più di unoccasione che in un periodo meno turbolento avrebbe certamente saputo concretizzare meglio. Insomma, cè voluto un po per passare dal Palermo che Zamparini vedeva troppo zemaniano a quello pragmatico ma meno spettacolare di Cosmi, ma quantomeno la vittoria del “Barbera” ha dimostrato come questa metamorfosi fosse possibile. I rosanero sabato hanno messo in campo una difesa a 3 praticamente inespugnabile, alla faccia di chi vedeva Munoz del tutto inadatto a uno schieramento simile, Goian fuori forma e Migliaccio fuori ruolo: ogni volta che uno dei tre centrali perdeva luomo o si lasciava sorprendere dalle giocate di qualità degli attaccanti rossoneri, un altro subentrava e recuperava senza troppi affanni la situazione. Difficile addirittura individuare il migliore del pacchetto arretrato con Darmian sempre pronto al sacrificio, Balzaretti che ha fatto passare a Robinho una mezzora finale da incubo, Migliaccio grintoso e concentrato, Munoz imperioso nellanticipo e negli interventi in scivolata, Goian insuperabile di testa e addirittura match-winner. Non va sottaciuto che a questo Milan mancasse un fuoriclasse come Ibrahimovic, ma Allegri ha comunque schierato Cassano, Pato e Robinho, forse tre tra le dieci-quindici punte brevilinee più forti al mondo e storicamente il Palermo in questo campionato ha sofferto più contro questo tipo di giocatori, basti pensare ai gol di Sculli, Di Natale, Sanchez e Floro Flores, non certo arieti darea di rigore. Si tratta di un Palermo diverso, è vero, ma non per forza peggiore, anzi, Lazio e Napoli sono due esempi evidenti di come si possa far tanti punti pur senza aspirare a emulare il gioco del Barcellona. Il Palermo ha comunque interpreti di grandissima qualità e classe cristallina, il bel gioco non tarderà ad arrivare comunque finché in campo ci saranno giocatori come Ilicic, Pastore, Miccoli, Pinilla, Hernandez, ma con tutta probabilità adesso sarà supportata dalla maggiore concretezza pretesa da Zamparini e prontamente arrivata sotto la guida di Serse Cosmi. Mariano Calò

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