COME MIGLIORARE IL PALERMO I suggerimenti dei giornalisti sulla gestione del club rosanero

COME MIGLIORARE IL PALERMO I suggerimenti dei giornalisti sulla gestione del club rosanero

Negli ultimi sette anni, di strada ne è stata fatta, ma come si sa, c’è sempre tempo per migliorarsi: da questo presupposto è nata l’iniziativa della nostra redazione.

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Negli ultimi sette anni, di strada ne è stata fatta, ma come si sa, c’è sempre tempo per migliorarsi: da questo presupposto è nata l’iniziativa della nostra redazione che ha coinvolto diversi giornalisti di realtà locali e nazionali, di televisioni, quotidiani e periodici. Marketing, comunicazione e progettualità, sono questi gli argomenti principali trattati dai giornalisti che hanno risposto all’invito di Mediagol.it e che si sono espressi sugli aspetti che il Palermo come società dovrebbe migliorare. Qualcuno, a dire la verità, ha gentilmente declinato, altri non hanno neanche risposto, ma il campione è comunque abbastanza rappresentativo e gli spunti di riflessione non mancano. Il Palermo già da alcuni anni si è affidata a una struttura di marketing sportivo internazionale: la Infront Italy (branch tricolore del gruppo svizzero Infront, con sede a Zug). Questo elemento sta portando a un nuovo brand positioning del club siciliano, che infatti si presenta rispetto ad alcuni anni fa (pre ingresso Infront) con una immagine più pulita e armoniosa sotto il profilo della cartellonistica perimetrale bordo campo e questo le conferisce una immagine più impattante anche in ambito tv, durante le riprese delle gare. Adesso il passo più importante è anche sviluppare sul fronte marketing una serie di azioni rivolte non solo alla fanbase rosanero presente sul territorio, ma anche a quella (per certi versi ancora più calda) residente allestero, che vede nel club di Zamparini un contatto costante con la propria terra. Questo può essere un elemento di riflessione importante per Sagramola e soci, perché come potrete immaginare può produrre ricavi importanti nel merchandising e sulle-commerce. Marcel Vulpis, Sporteconomy.It Il Palermo dovrebbe curare di più i rapporti tra la società e i tifosi. E mi riferisco sia all’efficienza dei servizi, sia alla necessità di conquistare il cuore di molti palermitani che ancora sono distanti dalla squadra. Per efficienza dei servizi intendo una maggiore organizzazione nella vendita dei biglietti, nell’ingresso allo stadio, nella cura dei servizi igienici dell’impianto, che invece sono spesso oggetto di lamentele da parte dei tifosi. L’altro aspetto che la società non dovrebbe trascurare è la distanza che c’è ancora con una parte della città. Ricordo che persino in C-2 a volte lo stadio si riempiva, mentre adesso succede solo in determinate occasioni. Sia per i costi troppo alti dei biglietti, sia perché il palermitano ormai si è abituato ad avere una squadra in serie A e ha perso l’emozione di osservare dal vivo le grandi squadre. Ma il tifo va conquistato giorno dopo giorno, attraverso iniziative collaterali, magari nelle scuole o nei club sportivi e culturali, oppure riducendo i prezzi dei tagliandi per alcune fasce di età o per le donne. Gaetano La Mantia, Gds.it Premettendo che non possiedo – come è risaputo – nessuna competenza tecnica in ambito calcistico (e poi, per motivi affettivo-personali tifo Catania, ma questa è un’altra storia), ho però avuto modo spesso di entrare in contatto con la società di viale del Fante e questo mi ha permesso di notato alcuni “difetti” in termini di gestione dei rapporti tra la società e gli organi di informazione (contatti spesso farraginosi e poco dirette, una certa “burocratizzazione” per l’acquisizione delle notizie e così via). Credo inoltre che il Palermo comunichi poco e spesso anche male non solo con gli operatori dei media ma anche con i propri tifosi: l’ufficio stampa della società e coloro che si occupano di pubbliche relazioni appaiono infatti sempre abbastanza distanti e il sito (cui adesso si affianca il canale tematico, ma a pagamento), informa ma non riesce a “fidelizzare” il rapporto con gli utenti. Insomma, sotto il profilo della comunicazione, il Palermo deve crescere ancora molto; per dirla come i colleghi sportivi, è ancora “a fondo classifica”. Luigi Perollo, Trm Parto dalla necessità che la società si doti di un ufficio stampa in regola, con giornalisti qualificati che abbiano conoscenza e coscienza del lavoro giornalistico. Si eviterebbero praticamente tutti i problemi e gli equivoci ultimamente sorti nei rapporti tra club e stampa. Tra i miei suggerimenti c’è quello di aprire gli allenamenti alla stampa. E un assoluto controsenso che il canale tematico del club trasmetta gli allenamenti e i giornalisti non possano assistere. Il diritto di cronaca non si compra con una tessera di Dahlia tv. Inoltre, mi piacerebbe vedere maggiore vicinanza ai tifosi. La società deve aprirsi sempre di più e non blindarsi. Ormai è stato ampiamente dimostrato che nascondere la squadra non produce “fame” di Palermo, bensì allontana la gente. Conosco il problema di Boccadifalco per quanto riguarda lapertura ai tifosi, ma non è solo aprendo le porte che ci si avvicina alla gente. Lufficio marketing altrimenti a che serve? Valerio Tripi, La Repubblica Grandi risultati sportivi, ma scarsissima attenzione per il territorio. Il Palermo è un club distante e poco attento alla realtà in cui vive. Distante dai suoi tifosi che non possono assistere (ad esempio) agli allenamenti (salvo poi nei momenti di difficoltà dirottare qualche “comparsata” al Barbera per fare il pieno di entusiasmo) e distante dai mezzi di informazione locali che, più di ogni altro, hanno un rapporto diretto con la gente. Una precisa scelta quella del club rosanero, che appare ancora più stridente se paragonata alla situazione di Catania dove giocatori, dirigenti e tecnico si confrontano e si propongono continuamente alla città. Avere ad esempio un ufficio stampa dotato di professionalità adeguate (cioè¨ giornalisti per essere chiari) potrebbe consentire di instaurare un dialogo proficuo e costruttivo che, in atto, almeno dal mio punto di vista non c’è. Alla società , ed in particolare all’Amministratore delegato, Rinaldo Sagramola, invece consiglierei di ragionare qualche volta con il cuore e non solo con la… calcolatrice, mentre al Direttore sportivo, Walter Sabatini, (bravo a scegliere i giocatori), ricordo, infine, che la comunicazione è fondamentale e la volontà di “nascondere” calciatori e squadra è una scelta sbagliata adottata dai cosiddetti grandi club, ma che poco si addice ad una realtà genuina e passionale come quella di Palermo che ha voglia di vivere al fianco dei proprio beniamini le straordinarie imprese sportive di questi anni. Nino Randazzo, La Sicilia – Stadionews.it Ritengo che la società rosanero dovrebbe avere una gestione diretta di una sorta di fan club del sodalizio, in modo che i tifosi possano ricevere una serie di iniziative che mantengano vicino il rapporto con i loro beniamini e avere agevolazioni e la cura degli aspetti organizzativi per le trasferte. Secondo me va potenziata la cura del settore giovanile. Sullonda del titolo italiano primavera bisogna rendere il vivaio della squadra il più appetibile in ambito regionale in modo che possa essere fucina di talenti locali. Aggiungerei anche l’organizzazione di altri eventi sportivi e non che possano avvicinare alla squadra anche i non tifosi di calcio. Penso a manifestazioni di altri sport e spettacoli artistici ad esempio. Bisognerebbe anche riallacciare e/o migliorare i rapporti con i tifosi allestero e creare una sorta di appuntamento annuale che porta la squadra rosanero di anno in anno in giro per il mondo. Infine va creata una sorta di società “ombra” che possa essere pronta a prendere in mano le redini del club nel caso in cui il presidente Zamparini dovesse decidere di lasciare Palermo. Rosario Mazzola, Giornale di Sicilia Gestire lorganizzazione di una società di calcio non è certamente semplice, ma quello che è accaduto alla collega Alessandra Pinello al termine di Palermo-Inter lo scorso 19 settembre è certamente poco piacevole. Non cercheremo di colpevolizzare nessuno, ma è chiaro che un professionista non può essere colpito da un malore perché le condizioni di lavoro lo favoriscono. Dal club di Viale del Fante rispondono che la nuova collocazione relativa alle interviste del fine partita è frutto delle nuove disposizioni adottate dalla Lega calcio; direttive che, però, dovrebbero tenere conto degli spazi che possono essere messi a disposizione, in questo caso, dallo stadio Barbera. Gestire un notevole numero di giornalisti ed operatori in un recinto di pochi metri quadrati non tiene conto di tutto ciò; Le direttive della Lega devono adattarsi alle reali risorse delle società ed anche allimportanza delle partite, la sicurezza ha la priorità su tutto. Fulvio Mondello, Telesud Credo che il mio pensiero sia comune a tanti tifosi e probabilmente anche a qualche collega. La società, sta facendo bene su tutti i fronti, tranne che nel rapporto con i suoi tifosi. Sarebbe opportuno iniziare “unoperazione simpatia”, che faccia sentire ai tifosi, la squadra più loro. Le modalità credo che non dobbiamo suggerirle noi, cè qualcuno pagato dal presidente per tenere i rapporti con la tifoseria. Potrei suggerire di usare con raziocinio la buona volontà dei mass media per migliorare il rapporto con i tifosi, ma il mio consiglio potrebbe sembrare interessato, quindi mi limito a segnalare quello che, secondo me, è un limite dellorganizzazione societaria. Federico Orlando, Telesud A me non è mai capitato, ma ho visto colleghi che dovevano scrivere in condizioni precarie dalla tribuna aggiuntiva e altri che dovevano solo guardarsi la partita nella tribuna stampa regolare. La squadra mi sembra un po lontana dal pubblico. Qualche anno fa ricordo degli incontri nelle scuole in collaborazione con la Provincia. Perché non riproporli, anche senza un ente di riferimento. Francesco Sicilia, Gds.it Il Palermo al momento è una grande solo per i suoi tifosi. Per il resto della Nazione è una realtà che da qualche anno si affaccia a buoni livelli. Per diventare grandi bisogna anche fare qualche sacrificio. La vicenda relativa ai videogiochi, Pes e Fifa, dimostra che il Palermo non è prodigo a “lasciare briciole per strada”. E’ stato un autogol di larghe proporzioni. Basti pensare a quanti bambini avrebbero conosciuto la squadra rosanero tramite una consolle. Curare l’immagine e applicarla al marketing da dei ritorni inimmaginabili. Bisogna ragionare da grandi senza sentirsi già grandi. Poi c’è il sito ufficiale. Almeno sulla carta. Nell’era di internet non tenere in considerazione un mezzo così importante come il web è un errore. E’ inverosimile che altri siti non ufficiali diano aggiornamenti sul Palermo calcio diverse ore prima del sito ufficiale. ilpalermocalcio.it dovrebbe essere un punto di riferimento rapido e immediato per quei tifosi desiderosi di reperire novità sulla propria squadra. Ad oggi è solo uno spazio mal gestito che da l’impressione di essere aggiornato più per dovere che per passione. Dulcis in fundo è vergognoso che una società di Serie A, che disputa le coppe europee, non sia capace di allestire un’area stampa all’altezza del suo livello. Così facendo si penalizzano i giornalisti locali e si da un’immagine negativa alla stampa ospite. L’immagine, questa sconosciuta, vero e proprio tallone d’Achille della società di Zamparini. Peccato. Michele Sardo, Cts Investire sul marchio Palermo allestero per ottenere un duplice beneficio: accontentare le richieste dei numerosissimi tifosi rosanero sparsi per il mondo, e sfruttare maggiormente il mercato internazionale. Come? -Organizzare più trasferte pre-campionato in giro per lEuropa; -Migliorare la comunicazione Italia vs Europa con un canale visibile anche in streaming -Valorizzare il brand dei numerosi campioni: ad oggi Pastore sarebbe perfetto nelle vesti di testimonial di una campagna pubblicitaria e il suo nome deve essere divulgato come se fosse un nuovo Beckham; -Stabilire rapporti di amicizia con le televisioni internazionali che possano diffondere informazioni costanti sul Palermo calcio (la Tv viene ancora largamente preferita ad Internet). Eleonora Trotta, Calciomercato.it Il Palermo è ormai una grande realtà del calcio nazionale, con proiezione internazionale. Quello che sembra, però, deficitario o non completo è il comparto comunicazione, spesso votato ad un ammanco di interesse verso la stampa locale: radio, tv, testate giornalistiche online, che quotidianamente seguono il cammino dei rosanero, a beneficio ­ invece ­ della “grande” stampa nazionale, da dove ­ però ­ ogni tanto giungono stoccate imbarazzanti, vedi l’ultima querelle sugli arbitri. Fatta salva l’autonomia del Palermo di decidere la propria strategia di comunicazione, bisognerebbe comprendere che le realtà locali, ed in particolar modo i siti internet “finestra rosanero sul mondo”, sono quelle che aiutano la fidelizzazione del tifoso e la “propaganda” del club. Come i tifosi rosanero ormai notano da tempo, il Palermo è spesso disponibile nella concessione di interviste ed esclusive a Sky Sport e a Gazzetta e Corsport e restio, invece, per le ospitate o le interviste in tv e radio locali e siti internet “di casa”. Avete mai visto un giocatore del Palermo ospite della popolare trasmissione “Tifosi” di TeleSud”, avete più visto giocatori a Tgs Studio Sport, o sentito interviste telefoniche a “Calcio Parlato”, puntuale e storica trasmissione di Radio Action?, o ancora, da attenti utenti e frequentatori dei tre unici siti giornalistici che seguono quotidianamente i rosanero (Stadionews, Mediagol e Reterete24), avete più letto interviste “personalizzate” con i giocatori? Tutto questo, naturalmente, solo a discapito dei tifosi, che non possono avere un “filo diretto” con i propri beniamini, che da anni, non possono vedere un solo allenamento, fatto salvo qualche “giovedì” rivoluzionario al “Renzo Barbera”. L’augurio è che presto il Palermo della “comunicazione, possa avere gli stessi grandi risultati dell’altro Palermo, quello di Zamparini e Pastore, Miccoli e Delio Rossi. Fabio Citrano, Reterete24.it Una squadra di calcio di Serie A deve avere un Ufficio Stampa formato da giornalisti e diretto da un Giornalista, in grado di comprendere le istanze e i problemi della categoria e non deve essere diretto da una persona non giornalista, non Iscritta allOrdine, così come è adesso. Lo abbiamo anche detto in un recente comunicato. Ad oggi la Anchisi dirige i giornalisti che lavorano là, quindi impartisce direttive una persona non giornalista ai giornalisti. Questo non va bene, che curi pure le relazioni esterne… Roberto Ginex, segretario provinciale Assostampa Palermo Il Palermo è una delle sette società di serie A che ha chiuso in positivo il bilancio 2009. I dati rispecchiano un’oculata gestione di compravendite, conclusa con plusvalenze degne di nota e tali da portare il segno positivo alla fine della gestione d’esercizio. Nonostante ciò, credo che a fronte di nuovi utili debbano corrispondere maggiori investimenti sul settore giovanile e un’attenzione particolare alla gestione extra caratteristica. Il merchandising, infatti, è un anello debole, visto anche il notevole giro d’affari dei prodotti contraffatti. Sarebbe meglio, forse, abbassare i prezzi e aumentare la diffusione dei prodotti brandizzati anche attraverso nuovi canali di commercializzazione. Potrebbe servire per fare cassa. Nota anche sulla questione dei diritti Tv: 63% del fatturato italiano legato al mondo del pallone, stimato al netto delle plusvalenze, a 1.500 milioni per il 2010-2011. Dato interessante se paragonato al 34% della Bundesliga e al 53% della Premier League. Il passaggio a Mediaset Premium ha di fatto escluso una buona fetta di tifosi residenti in aree escluse dal segnale digitale terrestre. Pochi di questi hanno deciso di passare a Sky. Ne gioveranno le radio e le tv private…. Dario Cirrincione, freelance Come si pone il Palermo nei confronti della sua storia ultracentenaria? C’è una scarsa attenzione a riguardo. C’è una disputa sull’anno di fondazione, 1898 o 1900: se ne continua a discutere tra addetti ai lavori e tifosi, ma proprio da parte della società non è mai arrivato un parere “ufficiale” a riguardo. Sotto la gestione Zamparini sono certamente migliorate molte cose, ma poco è stato fatto per cementificare ancora di più il rapporto tra la squadra e i tifosi. Perché quest’ultimi si possano sentire ulteriormente comunità, parte di qualche cosa che dura nel tempo e che sia destinato a esistere anche dopo la presidenza Zamparini, molto poteva essere fatto relativamente alla denominazione sociale, che risulta ancora essere la desueta “Unione Sportiva Città di Palermo 1987”, figlia della radiazione dell’86 e della rinascita condizionata da un accordo tra Palermo calcio e Comune di Palermo. Accordo decaduto nel 2005 quando la denominazione poteva essere già modificata. Cadute nel dimenticatoio le richieste dei tifosi, da quelli della Curva Nord a quelli del sito Pianeta Rosanero, che indicavano “Palermo Football Club 1900” come denominazione auspicata. Lo stesso direttore sportivo Walter Sabatini in un’intervista a E Polis Palermo senza troppi giri di parole aveva rilevato: «Il calcio è storia e tradizione. Chiamarsi Palermo Fbc 1900 avrebbe tutta un’altra valenza». Giovanni Tarantino, Epolis Il presidente Zamparini? Santo subito. Di certo il nostro “spumeggiante” patron conosce il calcio e tutti i suoi risvolti. A Palermo sta facendo un gran lavoro ed a chi lo critica, ricordo i tempi passati: la C1 e la B e viceversa. Ma essendo ormai “abituati” alla Serie A, i tifosi chiedono sempre di più. Per quanto mi riguarda, ritengo che l’unico neo di questa gestione sia la mancanza di progettualità che dipende da un lato dal carattere focoso di Zamparini, dall’altro dalla “cassa”. Mi piacerebbe vedere iniziare e finire un progetto non nell’arco di pochi mesi, ma negli anni. Finora sono stati tanti gli allenatori che si sono susseguiti, non tutti sono stati messi nelle condizioni di lavorare a lungo termine e non tutti erano all’altezza della piazza. Con Delio Rossi, sembra essere la volta buona e mi auguro che il suo progetto non sia oscurato da isterismi e frenesie. Per quanto riguarda la cassa…Finora c’è stato solo un giocatore che è stato una bandiera per il Palermo: Eugenio Corini. Per il resto sono passati da noi tanti fuoriclasse, anche giovani, che hanno poi fatto la fortuna di altre squadre, perché non tenerli per cercare i costruire, magari, uno scudetto? Teresa Campagna, Video One Nella nuova distribuzione dei diritti televisivi conterà molto il numero di tifosi di ogni squadra perché più tifosi si avranno e più soldi si riceveranno. Bene, il Palermo potrebbe fare molto di più per i suoi tifosi: prima di tutto dovrebbe coccolare lo “zoccolo duro” (chi per esempio da anni si abbona “nella buona e nella cattiva sorte”) e poi dovrebbe provare a trovare nuovi supporters. In altre parole dovrebbe investire delle risorse; e se regalare un cappellino o una bandiera ad ogni abbonato potrebbe costare tanto, al Palermo non costerebbe nulla invece sfruttare meglio la comunicazione. Il club purtroppo vede tv e giornali come potenziali pericoli e inoltre discrimina alcuni media trattandoli come giornali di serie B (o non trattandoli proprio). Possibile che nessuno della società abbia mai avuto un solo dubbio sull’efficacia delle proprie strategie e si sia chiesto come viene visto il club dall’esterno o se si possa fare e ottenere di più agendo in modo diverso? Perché i giocatori non vengono fatti conoscere ai tifosi attraverso le trasmissioni locali? In base a quali regole vengono concesse le interviste a un giornale piuttosto che ad un altro? Il mio consiglio: il Palermo dovrebbe ripartire dal basso, da chi c’è sempre stato e sempre ci sarà, dalle realtà locali, dal web che in modo virale arriva non solo al nazionale, ma in tutto il mondo coinvolgendo i tifosi di domani. Leandro Ficarra, Mediagol.it Il Palermo di Zamparini è una società ancora molto “giovane”, contando solo su sette anni di serie A. Mi sembra, quindi, normale, direi fisiologico, che i suoi ingranaggi non siano ancora perfettamente “oliati”. Suggerimenti? Uno solo, da parte mia, ma decisivo: la società di viale del Fante dovrebbe migliorare (è un eufemismo: dovrei dire rifare ex novo) il settore della comunicazione. Intesa in senso lato, cioè comunicazione con gli organi di stampa, soprattutto, ma anche quella con i tifosi e la città. Quel che è accaduto al termine di Palermo-Inter non è degno di una società professionistica, a qualsiasi livello essa appartenga. Quindi mi pare ovvio suggerire ai responsabili della società di tenere d’occhio gli “addetti” alla comunicazione, stimolarli, tenerli sempre sul chi va là, perché i rapporti tra società e stampa debbono restare buoni (se non ottimi) sempre e non solo quando la squadra vince. Benvenuto Caminiti, freelance

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