COMANDA IACHINI. PALERMO, SCACCO ALLA REGGINA.

COMANDA IACHINI. PALERMO, SCACCO ALLA REGGINA.

di Leandro Ficarra Metti una notte da capolista. Scenario difficilmente credibile, in tempi così brevi, solo un paio di mesi fa. Il Palermo può godersela questa notte, dopo aver.

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di Leandro Ficarra Metti una notte da capolista. Scenario difficilmente credibile, in tempi così brevi, solo un paio di mesi fa. Il Palermo può godersela questa notte, dopo aver centrato al “Granillo” la terza vittoria consecutiva. Ancora un acuto esterno, che irrobustisce la straordinaria striscia di otto gare senza sconfitte firmata Beppe Iachini. Un ruolino di marcia imponente, che ha prodotto ben venti punti, frutto di sei vittorie e due pareggi, consentendo ai rosa di assaporare lebbrezza della vetta in attesa che si completi il programma del quattordicesimo turno. L’impronta del tecnico marchigiano emerge sempre più nitida sulla pelle e nella mente di questa squadra, fino a sfiorare la simbiosi. Un Palermo equilibrato e pragmatico, determinato e coeso. Una squadra che, sulla base della sua identità tattica, sta costruendo spirito indomito e personalità. Una forza mentale e nervosa, corroborata dai risultati, che gli avversari sembrano accusare in sede di approccio alla gara. Come ad Avellino, anche in terra calabra la compagine di Iachini ha impattato la sfida con l’autorevolezza di chi sa cosa vuole e come ottenerlo. L’emergenza attacco commutata in slancio motivazionale. Il Palermo, privo dei gol di Abel e Belotti e del talento, acerbo ma purissimo, di Dybala, non si è scomposto. Anzi, ha esaltato il concetto di collettivo. La compagine di Iachini ha imposto gioco, ritmi, organizzazione tattica. Evidenziando i limiti ed acuendo le paure di una Reggina volenterosa ma modesta. I rosa hanno fatto e tentato di disfare una gara strana, condotta e ben gestita per quasi un’ora, ma non chiusa. Subito in vantaggio con capitan Barreto, i rosa hanno maldestramente rianimato l’avversario con un paio di clamorose amnesie difensive nella ripresa, avvalendosi dell’aiuto della buona sorte, quando il direttore di gara ha clamorosamente sorvolato su un evidente fallo di mano di Andelkovic che ha parato il destro di Di Michele. L’assegnazione del sacrosanto penalty e l’espulsione del centrale sloveno avrebbero complicato non poco il match dei rosanero. Per onestà intellettuale, è giusto sottolineare che l’episodio ha pesato in maniera significativa sul risultato finale ma, per spessore tattico e volume di gioco espresso, la vittoria del Palermo è assolutamente legittima. Nella fattispecie, al “Granillo”, la compagine rosanero ha meritato la sua dose di fortuna, in virtù di un’interpretazione di gara tatticamente sagace e coraggiosa. Ironia della sorte, la sfida l’ha chiusa nel finale colui che ha rischiato di riaprirla. Milan Milanovic, prima di siglare con un perentorio stacco di testa il suo primo centro in maglia rosa, si era infatti reso protagonista di retropassaggio suicida che ha messo Di Michele a tu per tu con Sorrentino, con l’attaccante romano che si è divorato la palla del pareggio. Le assenze eccellenti nel reparto offensivo non hanno turbato più di tanto Iachini che ha optato per un 3-5-1-1 con Troianiello a supporto di Lafferty. Solito trio difensivo Munoz, Andelkovic, Milanovic , corsie esterne di marca elvetica con Daprelà a sinistra e Morganella a destra. Conferma per Bacinovic nel ruolo di play, con Barreto e Bolzoni gladiatori in mediana con licenza di inserimento. Palermo padrone fin dai primi giri d’orologio. Compattezza tra le linee e baricentro alto, intensita e pressing per schiacciare la Reggina. Dopo otto minuti, l’aggressione su una seconda palla origina il vantaggio: doppia sponda aerea Morganella-Bolzoni, gran lavoro e sinistro di Lafferty respinto da Benassi, piatto destro vincente di capitan Barreto. Il Palermo detta tempi e tracce del match, alternando un fraseggio finalizzato alla ricerca della sovrapposizione sugli esterni, al lancio lungo per Lafferty, prezioso terminale boa. Alle spalle del gigante nordirlandese, imperversa il dinamismo indecifrabile di Gennaro Troianiello. L’esterno offensivo campano è l’uomo chiave per scardinare il dispositivo reggino: legge bene le sponde di Lafferty, svariando sull’esterno, ed attaccando la profondità alle spalle della linea difensiva di Castori. L’ex Sassuolo è rapido ed esuberante e sfiora il raddoppio in due occasioni: prima chiude al volo sul primo palo un cross di Morganella impegnando Benassi, poi costringe Gentili ad un intervento ai limiti del regolamento a pochi passi dalla porta calabrese. I rosanero dominano: Barreto e Bolzoni tologono tempo e fiato ai colleghi amaranto sradicando una marea di palloni. Bacinovic gestisce in maniera scolastica ma lineare la circolazione della sfera. Benassi si oppone ad un destro dalla distanza del capitano rosanero, e la Reggina resta schiacciata dietro, incapace di reagire. La retroguardia rosa è brava ad accorciare, giocando sempre d’anticipo su Di Michele e Gerardi. Daprelà e Morganella spingono il giusto e controllano senza affanno i dirimpettai sulle corsie. Si va al riposo senza danni, sembra troppo facile. L’inizio ripresa riserva brutte sorprese a Beppe Iachini. Lafferty deve issare bandiera bianca dopo tredici minuti. Dentro il giovanissimo Malele. Troianiello spreca di testa un preciso invito di Barreto. L’azione più pericolosa dell’undici di Castori la confeziona una distratta difesa rosa: Milanovic sforna incautamente un assist per Di Michele che, dopo aver dribblato Sorrentino, spreca calciando a lato. Bravo il portierone rosa a temporeggiare, costringendo il talentuoso ex Udinese a defilarsi perdendo la coordinazione. Un probabile stiramento sul rinvio successivo costringe l’estremo difensore a lasciare il campo, lo rileva Ujkani, all’esordio stagionale. La Reggina ci crede, il Palermo accusa il colpo e cala d’intensità faticando a ripartire. Castori aumenta il potenziale offensivo inserendo Cocco e Louzada. I calabresi spingono, ma gli uomini di Iachini hanno l’occasione per chiudere i conti: Benassi si esibisce in una prodezza, respingendo con i piedi un‘incornata in tuffo di Malele su perfetto cross di Troianiello. Poco dopo imperversano le proteste amaranto: sinistro di Foglio non irresistibile dai diciotto metri non trattenuto da Ujkani, sulla sfera si avventa di Michele che si vede respingere la conclusione da Andelkovic, immolatosi per la causa con un braccio palesemente largo. Il direttore di gara, mal coadiuvato dai giudici di linea, lascia proseguire tra la rabbia e l’incredulità dei calabresi. Castori viene espulso. La Reggina insiste: uno scatenato Di Michele pesca Maicon che, solo in area, mastica il sinistro. Troianiello scorazza ancora in campo aperto, ma si fa respingere il tiro da Benassi anziché servire un liberissimo Malele. Verre rileva Bacinovic e con un paio di serpentine guadagna punizioni preziose per rifiatare. Sull’ultima palla inattiva, Barreto disegna una parabola sul secondo palo, letta male da Benassi, e Milanovic firma il raddoppio. In casa rosa può partire la festa: la squadra stremata, ma felice, riceve l’abbraccio dei fans giunti in buon numero al “Granillo”.

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