Bovo: Palermo, è il mio momento

Bovo: Palermo, è il mio momento

“Torno per giocare, me lo merito”. Eh sì, Cesare Bovo sbarca dallAmerica abbronzato e con le idee chiare: “ue settimane negli States per staccare da tutto. Viaggio bellissimo con un amico,.

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“Torno per giocare, me lo merito”. Eh sì, Cesare Bovo sbarca dallAmerica abbronzato e con le idee chiare: “ue settimane negli States per staccare da tutto. Viaggio bellissimo con un amico, cinque giorni a New York e dieci a Miami”. Un must, sole, spiagge e belle donne: “eccato solo per il tempo, ogni tanto in Florida arrivava la pioggia, poco cambia, vacanze memorabili”. Unaltra vita Neanche il tempo di disfare le valigie e Bovo si ritrova subito catapultato in una nuova, si fa per dire, realtà: “A Genova sono stato benissimo, gruppo splendido e annata ottima sotto il profilo del rendimento ma adesso sono contento di tornare a Palermo”. In Sicilia, due anni fa, il difensore romano aveva lasciato il discorso a metà: “Ma non voglio ripetere vecchie storie ormai dimenticate né fare polemiche. Sono stato tanto tempo infortunato e quando ero tornato disponibile non ho comunque giocato”. Meglio cambiare aria, deve aver pensato, ma adesso la triade rosanero (Zamparini-Foschi-Colantuono) lha rivoluto fortemente pagandolo tanto, circa 3,5 milioni di euro più il cartellino di Biava (un altro milione) pur di evitare le buste con Preziosi e poter contare sul duttile venticinquenne difensore: “Duttile sì, ma solo perché a Roma mi sono adattato a giocare a sinistra. In realtà io nasco centrale, il mio ruolo è quello. In giallorosso però cerano così tanti campioni (Mexes, Chivu, Kuffour e Panucci per citarne qualcuno, ndr) che ho dovuto emigrare sulla fascia”. Patti chiari, amicizia lunga sembra dire il romano al suo concittadino, anche riguardo alle gerarchie di squadra: “Premetto che la competizione non può che far bene e assicuro che non mi sento titolare a prescindere, però se sono tornato è per giocare, se fossi titolare sarebbe meritato e poi, dai discorsi che mi ha fatto la società prima di riscattarmi ho capito che mi voleva per farmi giocare. Ad ogni modo dipende da me, dovrò dimostrare sul campo di valere un posto in squadra. E giusto mettersi in discussione, nella mia vita lho sempre fatto”. Su Bovo soffia aria di nazionale. Il prossimo cambio di c.t. e il ringiovanimento ormai necessario ne fanno uno dei papabili per il nuovo corso della Nazionale targata Lippi. Lex rossoblù non vuole pensarci, niente obiettivi né promesse ma una mezza ammissione scappa: “Strada facendo decideremo a cosa puntare però penso che, sia a livello personale sia di club, questo sarà un anno importante. In quanto ad infortuni ho già dato, mi basta stare bene e ripagare la fiducia che sentivo attorno quando ero in Sicilia due anni fa”. Il resto verrà di conseguenza. Niente obiettivi ma soprattutto niente paragoni con chi lha preceduto, quel Barzagli volato via in Germania: “Io sono io, Andrea ha fatto grandi cose a Palermo ma io ho fatto altrettanto altrove. Peccato, semmai, non poter fare coppia con lui. In under 21 insieme siamo andati sempre bene (trionfando nellEuropeo di categoria 2004, ndr) ma in rosanero nessuna chance. Prima per colpa mia, ero k.o., ora a causa sua, comunque in bocca al lupo per lavventura tedesca”. E allora un “aufwiedersehen” (arrivederci in tedesco) a Barzagli ma soprattutto un “welcome” (benvenuto) a Bovo lamericano. Aldo Cangemi – Gazzetta dello Sport – 25 giugno 2008

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