BELOTTI: “MI RIFACCIO A SHEVA; NAZIONALE OCCASIONE UNICA. E SUL SIENA…”

BELOTTI: “MI RIFACCIO A SHEVA; NAZIONALE OCCASIONE UNICA. E SUL SIENA…”

di Claudio Scaglione Il calcio italiano di giovani di straordinarie prospettive ne è pieno: solo una piccola percentuale di questi, tuttavia, riesce a diventare una solida realtà. Il.

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di Claudio Scaglione Il calcio italiano di giovani di straordinarie prospettive ne è pieno: solo una piccola percentuale di questi, tuttavia, riesce a diventare una solida realtà. Il futuro dei baby talenti è subordinato alle decisioni delle società stesse che non sempre incentrano il cosiddetto progetto attorno a loro. Tra i ragazzetti rosanero di belle speranze, vi è ovviamente Andrea Belotti, attaccante del ’93 forte fisicamente e con il fiuto del gol. Nella tua mente vi un centravanti del passato a cui provi a rifarti? “Certamente la leggenda del Milan, Andryi Shevchenko. Andavo a vedere sempre le sue partite ed ero affascinato dalla sua cattiveria sotto porta. Poi si tratta di una persona molto umile, perciò di un leader in campo e fuori. Ahimè, non ho avuto occasione di conoscerlo”. Sei tanto giovane, a dicembre prossimo compirai vent’anni, ma sembri già fermo e convinto quando si parla della tua carriera. Ti aspettavi di partire così bene sin da subito? “Certamente no, ma col lavoro e col sacrificio ho ottenuto i risultati, sia in Nazionale che col Palermo. Cercherò di andare avanti, magari anche migliorando, per aiutare i compagni a raggiungere la promozione”. Ecco, hai nominato la Nazionale Under-21, un’occasione più unica che rara per te e per la tua crescita. Cosa ne pensi? “Certamente per me è motivo di crescita sia umana che professionale. Dovessi passare poi dallUnder-21 alla Nazionale maggiore sarebbe davvero meraviglioso. Spero di migliorare ancora. Mi piacerebbe giocare titolare, ma il mister fa le sue scelte e devo farmi trovare pronto. Anche dalla panchina però si possono cambiare le partite. Devo solo farmi trovare pronto”. La convocazione in Nazionale vuol dire però saltare qualche partita con il Palermo … “Sì, mi è dispiaciuto tanto mancare nella partita contro il Pescara, ma per me la Nazionale è importantissima. Rappresentare la propria nazione è il sogno di qualsiasi giocatore. Avrei voluto dar continuità alla prestazione di Brescia, ma sono dovuto andare in Nazionale. Quel gol ha fatto scattare qualcosa. Sono consapevole dei miei mezzi e so di poter fare bene in questa categoria. So di poter segnare altri gol”. Segnare molti altri gol, magari che possano fruttare altrettanti punti utili per la promozione. Sembra che tu sia già sulla stessa lunghezza d’onda rispetto al resto della squadra. Com’è avvenuto questo ambientamento? “Sia i compagni che dirigenti mi hanno accolto benissimo, mi invitano spesso a cena per creare un rapporto. Mi sto trovando bene e sono molto felice. Poi il tecnico è molto preparato e studia tutto prima delle partite: non a caso è abituato a vincere in serie cadetta. Chiede di attaccare molto la profondità per sfruttare le occasioni davanti al portiere”. I tifosi però ti conoscono poco ed effettivamente tu hai giocato appena 55 minuti in questo avvio di stagione. In quale posizione ti trovi meglio? “Personalmente io preferisco giocare da seconda punta, più specificatamente, a sinistra, dato che voglio attaccare sempre la profondità. In Nazionale, tuttavia, il mister Di Biagio mi schiera come prima punta. Ovviamente non mi viene difficile adattarmi”. Per il match contro il Siena sei certamente uno dei candidati a vestire la maglia da titolare. Come lo vedi questo appuntamento per i rosanero? “Sarà una partita davvero dura, il Siena ha unottima squadra con giocatori di categoria superiore. Dobbiamo essere compatti e restare sotto la linea della palla in fase difensiva per poi attaccarli. Dobbiamo fare il nostro meglio: è uno scontro diretto”. Ultima nota curiosa legata al bizzarro modo di esultare dopo aver segnato una rete: come mai mimi la cresta di un gallo? “La faccio da parecchi anni ormai, il gallo è sempre stato il mio animale preferito. Inoltre l’esultanza è un richiamo ad un mio amico che di cognome fa proprio Gallo”.

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