All’Olimpico Lazio e Palermo vanno a caccia dello spettacolo

All’Olimpico Lazio e Palermo vanno a caccia dello spettacolo

di Francesco Graffagnini Senza più nulla da chiedere al destino del campionato, Lazio e Palermo oggi pomeriggio all’Olimpico cercheranno di rendere viva ed interessante una gara che.

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di Francesco Graffagnini Senza più nulla da chiedere al destino del campionato, Lazio e Palermo oggi pomeriggio all’Olimpico cercheranno di rendere viva ed interessante una gara che sembrerebbe non coinvolgere più di tanto. I rosa hanno ancora tiepide speranze di confluire sull’Intertoto, mentre i biancazzurri sembrano orientati a condividere la comune concentrazione per la partita di ritorno di mercoledì contro l’Inter in Coppa Italia, forse preludio per una possibile finalissima con i cugini della Roma, posto che quest’ultimi diano il colpo di grazia al Catania e che se infine vinta li porterebbe in Coppa Uefa. Cosi, all’apparenza sembra una partita da giocarsi solo per la firma. Caldo e assenza di motivazioni potrebbero indurre i ventidue in campo a giocare si a viso aperto ma senza troppo pigiare sull’acceleratore. Questa supposizione, tuttavia almeno a parole non coinvolge i due allenatori. Da una parte c’è Colantuono che giura di non sentire all’interno della sua squadra l’aria vacanziera che forse impone questa parte di stagione, dall’altra Delio Rossi che si è affrettato a stoppare il suo presidente, reo di chiacchiere in libertà, ma fermo sull’idea che dopo Catania e, principalmente dopo la batosta a casa della Juventus, la sua squadra deve mettere in campo il massimo della concentrazione. Delle parole di Delio Rossi, poco importa al pubblico di fede casalinga e benché abbia seguito in settimana gli allenamenti di Formello, s’è dimostrato tiepido ai botteghini dell’Olimpico. Comunque vada, c’è da augurarsi che possa trattarsi di una partita con il minor numero di sbadigli possibili, dove i protagonisti in campo capiscano che anche le ultime tre partite di campionato sono buone per riconciliarsi con i propri tifosi, progredire in classifica e giocarsi chance di permanenza nel prossimo campionato. Quanto meno, per lo spettacolo ci si augura che possa essere una partita ricca di gol, come quella dell’ultima giornata del Barbera al primo anno dei rosa in Serie A, quando siciliani e laziali decisero di assegnarsi un punto a testa che ai primi serviva per la conquista del posto in Uefa e ai secondi per la risicata permanenza nella massima serie, regalando però al pubblico ben sei gol. Di motivazioni ne avranno di sicuro i due allenatori. Delio Rossi, come dicevamo, ieri in conferenza stampa ha esordito mettendo il bavaglio al suo presidente Lotito che per tutta la settimana ha bacchettato tutto e tutti, ribadendo anche a “Mediagol.it” che nessuno può sentirsi al sicuro della conferma se sul finire di stagione si continuerà a percorrere la strada della deconcentrazione. Rossi non è sicuro di continuare a lavorare alla Lazio. Di sicuro lo vorrebbe il Napoli, di sicuro lui vorrebbe restare sulla sponda biancazzurra del Tevere. Restare solo se, come ha dichiarato, sentirà ancora l fiducia della Società. Stesso discorso vale per Stefano Colantuono, che a gennaio è stato cercato dal ds dei laziali Sabadini. Con lui Colantuono aveva anche trovato praticamente l’accordo, rimandando al mittente anche la proposta del Bologna che lo avrebbe voluto in caso di promozione in Serie A. La chiamata di Zamparini per l’esonero di Guidolin ha fatto saltare tutti i piani. Colantuono adesso è intenzionato a continuare il lavoro sotto l’ombra del Pellegrino, ma con lo stesso desiderio del collega Delio Rossi e cioè avendo la chiara fiducia da parte del club. Fiducia che si traduce in strategia di mercato fatta in comune e prolungamento del contratto Colantuono capirà il suo destino nei prossimi giorni quando sarà previsto un summit con Zamparini e Foschi che potrebbe archiviare cosi ogni riflessione. Tornando alla partita dell’Olimpico, Rossi deve fare a meno di un esercito di giocatori, con l’ultima defezione di Ballotta. Oltre al vecchio portiere, sono fuori Dabo e Siviglia squalificati e Rocchi, Bherami e Diakhitè infortunati. In porta rientra il giovane e disorientato Muslera, con la difesa a quattro composta da De Silvestri a destra e Zauri a sinistra, centrali Cribari e Rozenhal. A centrocampo agiranno Mudingayi, Ledesma, l’ex rosanero Mutarelli e Mauri, mentre la coppia d’attacco sarà composta da Pandev e Bianchi. Nel Palermo Colantuono nella rifinitura di ieri ha dovuto abbandonare le speranze di avere Caserta e Biava che sono rimasti a casa insieme allo squalificato Zaccardo e a Capuano. In porta cè Agliardi che si esalta quando respira l’aria dell’Olimpico. Quattro uomini in difesa. Cassani agirà sulla corsia di destra con il confermatissimo Balzaretti dalla parte opposta e con Rinaudo e Barzagli, quest’ultimo di rientro dalla squalifica. Davanti a loro Migliaccio e Simplicio. Tornano titolari Bresciano e Miccoli che insieme a Jankovic supporteranno l’unica punta Amauri. Insomma una squadra votata all’attacco secondo quella che è ormai la filosofia del suo allenatore. Turno di riposo invece per Guana che partirà dalla panchina e che potrebbe giocare nella seconda parte dell’incontro insieme a Tedesco e Cavani. Arbitra l’incontro il comasco Luca Marelli che per la prima volta incontra i rosanero, mentre con la Lazio ha due precedenti.

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