Serie A, Sassuolo: niente scommesse né maxi-commissioni per intermediari. Così il club di Squinzi sogna in grande

Serie A, Sassuolo: niente scommesse né maxi-commissioni per intermediari. Così il club di Squinzi sogna in grande

Programmazione tutta Made in Italy per il club emiliano del presidente Squinzi. La Lazio il club italiano con più giocatori acquistati all’estero.

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Il 25 agosto del 2013 sarà sicuramente una data da ricordare per il Sassuolo.

Quel giorno, all’Olimpico di Torino, il club emiliano fece il suo storico esordio in Serie A. La squadra di Squinzi, da quella data fino ad oggi, ha avuto un’evoluzione costante frutto di una programmazione oculata e basata sul ‘Made in Italy’, una scelta che carte in mano premia la società neroverde. Da quando il Sassuolo gioca nel massimo campionato, l’unico giocatore ad essere stato acquistato da una squadra estera è Marius Alexe, attaccante romeno che attualmente gioca in Turchia. Ci sarebbe anche Sanabria, ma se da Barcellona si è ritrovato in Emilia è solo perché la Roma lo ha parcheggiato lì per sei mesi. Quindi, di fatto, va tenuto fuori dal discorso.

SASSUOLO FA BENE AL PIL – Il Cies (il Centro Internazionale di Studi sullo Sport di Neuchatel) ha diffuso il consueto Big-5 Weekly Post, un focus settimanale sui cinque maggiori campionati europei. Argomento dell’ultima puntata: la percentuale di giocatori dell’attuale rosa messi sotto contratto da club esteri. Il primato è del Chelsea (75%), sul podio anche Monaco (73%) e Manchester City (69%): due inglesi nelle prime tre, per un campionato – la Premier – che ha il 43,1% di importazione. E il Sassuolo? È l’unica squadra dei Big-5 a non sfruttare il mercato estero: al massimo stranieri già portati da qualcun altro (Vrsaljko, Defrel e Duncan che, arrivato all’Inter ma acquistato dalla Sampdoria, quest’anno sta facendo un discreto campionato…), ma niente scommesse da paesi dell’Est, dall’Africa o dal Sudamerica, con relativo risparmio di maxi-commissioni per agenti e intermediari. Con il Carpi, secondo in Serie A per numero di giocatori arrivati da club stranieri (4%) sarebbe una bella lotta: la differenza – in classifica 20 punti – la fa uno dal nome e dal cognome italiano, Matteo Fedele, ma che in realtà è svizzero, e sabato scorso proprio contro il Sassuolo è tornato in panchina dopo un’assenza di cinque mesi per infortunio al ginocchio – si legge sull’edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport -. Nessuno come il Sassuolo, il Carpi come l’Athletic Bilbao, la squadra del «se non sono baschi non li prendiamo». Ma che nel 2010 andò a pescare Aymeric Laporte in Francia, all’Aviron Bayonnais: niente di strano, però, perché Bayonne è a una manciata di chilometri dai Paesi Baschi e la squadra ha addirittura una versione dell’inno in basco. E Laporte non si porta via da Bilbao con meno di 30 milioni, anche se un infortunio al perone con l’Under 21 francese gli ha fatto chiudere la stagione in anticipo.

INVESTIRE? SI, MA IN ITALIA – Al Sassuolo piace così, e lo dimostrano pure i due colpi già piazzati per la prossima stagione: il marchigiano Sensi (dal Cesena) e il romano Mazzitelli (dal Brescia, via Roma). Al Sassuolo, la Juventus ha più volte strizzato l’occhio: Allegri vola verso il quinto scudetto con solo il 38,5 di reclutati all’estero, il Milan (41,7%) si consola con un’italianizzazione che se non dà frutti immediati potrà – chissà – farlo tra qualche anno. Chi fa più affari con l’estero? La Lazio, con il 67,9% di giocatori presi oltre i confini. Visti i risultati, Bosman ha fatto danni.

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