PALERMO-SASSUOLO 2-1: IL COMMENTO FINALE

PALERMO-SASSUOLO 2-1: IL COMMENTO FINALE

Un Palermo concentrato, fantasioso, solido e un po’ sprecone ottiene il bottino pieno nella sfida ad un’altra delle grandi rivelazioni di questo campionato, il Sassuolo di Eusebio Di Francesco..

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Un Palermo concentrato, fantasioso, solido e un po’ sprecone ottiene il bottino pieno nella sfida ad un’altra delle grandi rivelazioni di questo campionato, il Sassuolo di Eusebio Di Francesco. Contro la squadra del patron Squinzi Iachini recupera Vazquez, ma deve fare a meno di capitan Barreto. Al Sassuolo mancano gli esterni titolari, due defezioni che pesano almeno quanto quella più reclamizzata del talentuoso Berardi.

SHOCK RIGONI – Nemmeno il tempo per l’arbitro Fabio Maresca di fischiare il calcio d’inizio che Rigoni porta in vantaggio i rosa. Su azione d’angolo l’ex capitano del Chievo ha anticipato tutti per l’1-0 che ha lasciato di sasso i neroverdi. Zaza e compagni non sembrano avere la forza di reagire, così il Palermo continua a spingere, soprattutto sulla corsia di sinistra, con Dybala e Lazaar che insistono approfittando delle voragini lasciate da Gazzola.

RISCOSSA NEROVERDE – Al quarto d’ora Floro Flores impegna Sorrentino dalla distanza. Il portiere del Palermo respinge coi pugni, neutralizzando la conclusione dell’ex-Udinese. E’ il segnale che ridesta la squadra del patron Squinzi. Nella seconda parte del primo tempo il Sassuolo attacca di più, col Palermo che attende l’occasione giusta in contropiede. Al 37′ Longhi manca di pochi centimetri il pallone del pari, servito in area sugli sviluppi di una palla inattiva.

SASSUOLO PROFONDO ROSSO – La prima vera occasione della ripresa è ancora per il Palermo, con una splendida combinazione Vazquez-Rigoni-Dybala. I rosanero sono in questo frangente gli assoluti padroni del campo, ma non riescono a trovare il gol nelle numerose ripartenze che il Sassuolo offre su un piatto d’argento. Proprio da un contropiede arriva uno degli episodi decisivi della partita: Consigli esce in ritardo sull’accorrente Maresca e l’arbitro non può fare altro che espellerlo (chiara occasione da gol). Il Sassuolo si trova così nella difficile situazione di dover giocare gli ultimi 23 minuti in inferiorità numerica e con un gol da recuperare. Di Francesco è anche costretto a richiamare una punta, Floro Flores, per inserire il portiere di riserva Alberto Pomini.

PALERMO SPRECONE – L’inferiorità numerica del Sassuolo e il gol di vantaggio semplificano notevolmente il compito degli uomini di Iachini, che però non riescono ad approfittare delle clamorose voragini che la squadra di Di Francesco è costretta a concedere. Prima Chochev, poi Vazquez e infine Dybala si presentano a tu per tu con Pomini, ma non centrano il bersaglio divorando un’occasione dopo l’altra. Il dominio rosanero è interrotto solo di rado da qualche sporadico contropiede di Zaza e del subentrato Pavoletti. Proprio quest’ultimo trova all’85’ il gol del beffardo pareggio. Un errore in disimpegno della difesa rosa regala al prolifico attaccante ex-Varese la palla buona per regalarsi la prima gioia in A.

FINALE DA INFARTO – I 4 minuti di recupero concessi da Maresca cambiano il volto di un finale che dopo la rete del pari sembrava ormai scritto. E’ Belotti, subentrato ad Enzo Maresca, a trovare il gol che decide la partita. Un magistrale Vazquez finta il cross e poi libera il Gallo da solo davanti al portiere. Non è l’ultima emozione, perché Sorrentino deve compiete un autentico miracolo per salvare il risultato sul tentativo da due passi di Zaza. Al 95′ c’è tempo ancora per un rosso a Cannavaro che anticipa di pochi istanti il fischio finale, accolto come una liberazione dal popolo del Barbera.

Sembrava un pareggio beffardo, di quelli che hanno il sapore di una sconfitta, e invece la perla finale di Belotti ha salvato un risultato strameritato da un Palermo sciupone ma decisamente superiore all’avversario. Gli uomini di Iachini hanno avuto almeno 7-8 palle gol nitide per trovare il raddoppio e chiudere la pratica, ma hanno rischiato di pagare una atavica mancanza di cinismo.

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