Juventus-Sassuolo, Boateng: “Oggi che ho la mia serenità mi sento potente come un re. Il razzismo..”

Juventus-Sassuolo, Boateng: “Oggi che ho la mia serenità mi sento potente come un re. Il razzismo..”

Il fantasista del Sassuolo si racconta: “A 15 anni ho firmato il primo contratto da professionista, subisco cori razzisti sin da quando ero molto giovane”

Il Sassuolo si prepara per l’insidiosa trasferta di Torino.

La Juventus sarà, infatti, la prossima avversaria degli uomini di Roberto De Zerbi, che non solo cercheranno di difendere il secondo posto, ma anche agguantare la vetta della classifica scavalcando, dunque, i bianconeri.

Ma tra un allenamento e l’altro, in vista della gara in programma domenica 16 settembre alle ore 15:00, il centrocampista neroverde Kevin Prince Boateng, intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera, si è raccontato tra passato e presente: “Ho conquistato il mio regno da poco. Oggi che ho la mia serenità, e mi sono buttato alle spalle le difficoltà del passato, mi sento potente come un re. Io calciatore? Prima era solo un hobby che mi distraeva dal fatto che il frigo era vuoto. Poi a 15 anni, quando ho firmato il primo contratto da professionista, ho capito che la faccenda era seria”.

Una vita difficile quella del fantasista classe ’87: “Sono cresciuto senza padre – ha raccontato -, è via andato quando ero piccolo. Con il primo stipendio di 500 euro ho chiesto a mia madre di poter andare via di casa. Non voleva, poi ha firmato. Volevo sollevarla dal fatto di dover provvedere anche a me, eravamo cinque figli, abitavamo in una casa con due camere da letto. Lei dormiva sul divano. Se non avessi fatto il calciatore, avrei fatto il modello o l’attore”. 

Sulla questione nazionalità: “Mi sento più ghanese o tedesco? Me lo chiedo spesso: quando sei un mix il tuo cuore non appartiene al 100 per 100 né all’una né all’altra parte. Ho cominciato a subire i cori razzisti sin da quando ero molto giovane, nei campi di Berlino. All’epoca mi tenevo tutto dentro. Poi quando sono arrivato al Milan ed è successo ancora ho capito che non avevo più spazio nel cuore. E ho reagito, duramente – ha concluso Boateng –“.

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