Sampdoria, avv. Romei: “Cassano è un dissacratore, non solo il Palermo su di lui. Quei tweet…”

Le parole del braccio destro di Massimo Ferrero in merito al caso Cassano: “La sua forza è stata quella di essere entrato nel mondo del calcio riuscendo a rompere determinati schemi e luoghi comuni”.

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Antonio Romei a tutto campo. L’avvocato della Sampdoria e braccio destro del presidente Massimo Ferrero ha spiegato per filo e per segno la situazione Cassano, intervenendo ai microfoni di Sportitalia.

Cassano è un dissacratore, la sua forza è stata quella di essere entrato nel mondo del calcio riuscendo a rompere determinati schemi e luoghi comuni, riscontrando grande successo anche nelle altre tifoserie in tutta Italia, dimostrando tutta la propria genuinità – ha sottolineato Romei -. Lui è fatto così, non è assolutamente mancanza di serietà, anzi, lui è un imprenditore molto serio, vanta una grande capacità comunicativa che gli consente di entrare subito in sintonia con la gente. Ha assunto grande responsabilità per operare nel mondo del calcio”.

Esclusione –L’episodio di Cassano nel post derby è nato e morto subito lì, ci siamo chiariti subito con Antonio, non esiste alcun nesso tra quanto accaduto dopo il derby e la situazione attuale, un litigio può sempre capitare, si è trattato di un battibecco nemmeno particolarmente eclatante che è finito lì – ha proseguito Romei -. Abbiamo cambiato allenatore in estate e la parte tecnica-sportiva ha ritenuto che Antonio non potesse far parte del nuovo progetto: gli è stato comunicato, anche in considerazione del fatto che il nuovo progetto punta su elementi molto giovani e sue idee precise del tecnico. Una scelta legittima da parte della società, Cassano dal canto suo ha altrettanto legittimamente deciso di voler rimanere a Genova a tutti i costi: due decisioni legittime, e la Sampdoria sta continuando a pagare lo stipendio in virtù di un altro anno di contratto. Nella vita credo dovrebbe esserci un sentimento che meriterebbe rispetto, ovvero la riconoscenza. Se Antonio è tornato a giocare alla Sampdoria lo deve soprattutto al presidente Ferrero, il quale, contro tutto e tutti compreso il parere di chi aveva in quel momento la guida tecnica della squadra, lo ha fatto tornare. Credo ci sia stata fin troppa esposizione mediatica sui social con vari tweet, forse è giunto il momento di fermarsi qui. Quattro squadre lo hanno cercato in estate, Palermo, Spezia, Entella e Pescara, ma lui ha deciso di restare. A mio parere Antonio merita di continuare ad essere protagonista, non può restare in una squadra senza poterlo essere, ha un peso specifico tale in termini di personalità, storia e qualità tecniche che lo porta ad assumere un ruolo di primo piano, nella Sampdoria di quest’anno non poteva ricoprirlo. Assumere un ruolo di comprimario finirebbe per diventare un torto nei confronti della sua storia, per queste ragioni ritenevamo la risoluzione del rapporto la soluzione migliore”.

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