ITALIA, ANCORA UNA DELUSIONE La modesta Nuova Zelanda stordisce Lippi

ITALIA, ANCORA UNA DELUSIONE La modesta Nuova Zelanda stordisce Lippi

E adesso possiamo anche dire che ne avremo unaltra da citare per sempre. Dopo la Corea del Nord del 1966, quella del Sud del 2002, ecco la Nuova Zelanda del 2010. E anche se, a differenza delle prime.

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E adesso possiamo anche dire che ne avremo unaltra da citare per sempre. Dopo la Corea del Nord del 1966, quella del Sud del 2002, ecco la Nuova Zelanda del 2010. E anche se, a differenza delle prime due, quella di ieri non è stata una sconfitta ma solo (si fa per dire) un pareggio, merita di essere annoverata tra le pagine più nere e vergognose della storia del nostro calcio. Della gara dei mondiali dInghilterra degli anni 60 ci rimasero impresse quelle immagini sfocate in bianco e nero, e quel nome strano (Pak Doo Ik) che scoprimmo essere un dentista di professione e un calciatore per diletto. Di quella del mondiale asiatico invece ricordiamo la faccia da bamboccione dispettoso dellincapace arbitro Moreno, e la stizza incontenibile del furioso Trap. Della gara sudafricana invece ci porteremo dietro le istantanee delle gomitate dei neozelandesi, del palo clamoroso di Montolivo (lunica cosa veramente decente dellItalia in novanta minuti di niente), della difesa da calcio amatoriale dellItalia sul gol subito, del rigore generosamente regalato a De Rossi, e soprattutto della faccia di Lippi, che con il passare inesorabile dei minuti vedeva crollare una ad una tutte le sue (fragilissime) certezze. Intendiamoci, l1-1 con cui lItalia ieri ha fatto ridere lintero mondo del pallone e con cui ha regalato un pomeriggio storico ai piccoli “all white”, è – per assurdo – ancora rimediabile, contrariamente alle gare con le due Coree già ricordate. Basterà infatti pareggiare contro la Slovacchia (posto che il Paraguay batta la Nuova Zelanda) per arrivare agli ottavi come seconda qualificata, e neutralizzare così momentaneamente questo pomeriggio indegno e inqualificabile. Già in molti si sono avventurati nel paragone (che in realtà appare molto calzante) con il mondiale spagnolo del 1982. Anche lì tre pareggi sconcertanti nel girone, qualificazione strappata per il rotto della cuffia e poi – nello scetticismo generale – la marcia trionfale verso il titolo, macinando Argentina, Brasile, Polonia e Germania. Solo il futuro dirà se ciò accadrà. Noi, doverosamente, dobbiamo commentare il presente. E il presente parla di una Nazionale azzurra spenta, senza idee, confusa, arruffona, imprecisa, nervosa, inconcludente e distratta. Capace di prendere gol da dilettanti alla prima palla che spiove in area. Capace di giocare con quattro punte e mezzo senza fare un tiro in porta. Capace di andare in difficoltà contro chiunque, anche contro dilettanti allo sbaraglio come gli allegri (e fallosi) neozelandesi. Sul banco degli imputati ovviamente Marcello Lippi, che ha avuto la colpa grave di ripresentare ieri lo stesso undici che aveva balbettato contro il Paraguay. Gli stessi uomini, semplicemente disposti in modo differente, come se la posizione in campo potesse nascondere la loro inadeguatezza. E così il Marchisio inguardabile-trequartista è diventato linguardabile-esterno, e anche quei pochi che avevano convinto nella prima gara (Criscito, Pepe, Montolivo) sono stati travolti dalla confusione generale dellavventuroso spartito lippiano. Un Lippi che ad un certo punto non ci ha capito più nulla manco lui, tanto da fare due cambi al primo minuto del secondo tempo: una evidente ammissione di colpevolezza. Un Lippi talmente confuso e impaurito da sbattere in campo nel secondo tempo tutti gli attaccanti che poteva, con lunico risultato di aiutare i neozelandesi a chiudersi e di confondere i suoi giocatori, incapaci di capire come disporsi in campo. Certo, lItalia (occorre ammetterlo) ha preso due-tiri-due-gol in due gare, ma li ha presi in modo ridicolo e colpevole, quasi in fotocopia. Una punizione innocua dalla trequarti, portiere bloccato tra i pali come impietrito dalla paura (e dalla sfiducia nei compagni di reparto), difesa che invece di “salire” si schiaccia contro larea di porta e marcature che saltano come tappi di spumante. Contro il Paraguay ci ha salvati una mezza papera del portiere sudamericano, ieri lo ha fatto larbitro, reo di aver concesso agli azzurri un rigore che definire generoso è un eufemismo. De Rossi è stato sì trattenuto, ma in modo molto leggero, e in ogni caso il pallone volava almeno due metri sopra la sua testa. Tanto per chiarire il concetto, se è rigore quello, allora occorrerebbe darne uno su ogni calcio dangolo. Come se non bastasse, Lippi ha continuato, nel dopopartita, a ribadire che secondo lui nessuno dei giocatori che ha lasciato in Italia poteva cambiare in meglio le cose: un ammirevole modo di proteggere il gruppo, ma un altrettanto inconcepibile modo di negare la realtà di un risultato (e di una prestazione) troppo ridicolo per essere vero. Ora occorre battere la Slovacchia, che non sarebbe nemmeno difficile per unItalia appena passabile, vista la sconcertante partita di oggi di Hamsik e compagni contro il Paraguay. Ma per lItalia di ieri – parliamoci chiaro – anche la Slovacchia da spiaggia vista finora può rappresentare un ostacolo insormontabile. Il ritorno di Pirlo può dare alla Nazionale quelle geometrie che per ora sono state assolutamente inesistenti, ma anche questa è unipotesi tutta da dimostrare sul campo. La risposta (stavolta senza appello) giovedì pomeriggio. Dopodichè, arrivando secondi – ricordiamolo, nel girone più ridicolo del mondiale! – ci toccheranno probabilmente Olanda e (vincendo) il Brasile che stasera ha strapazzato ben bene la Costa dAvorio di Drogba. Per chi crede ai corsi e ai ricorsi storici, sembra il 1982. Per me, più che credere alla storia che si ripete, in questo momento occorre veramente credere ai miracoli. Di seguito le pagelle, severe come si conviene dopo un pomeriggio di vergogna: ITALIA (4-4-2): Marchetti 5; Zambrotta 5,5, Cannavaro 4, Chiellini 4, Criscito 4; Pepe 4 (Camoranesi 4,5), Montolivo 5,5, De Rossi 4,5, Marchisio 3 (Pazzini 3); Gilardino 3 (Di Natale 4,5), Iaquinta 4,5. All. Lippi 3. NUOVA ZELANDA (3-4-3): Paston 8; Reid 7, Nelsen 7, Smith 7; Bertos 7, Vicelich 6,5 (Christie sv), Elliott 7, Lochhead 6,5; Fallon 6 (Wood 7), Killen 6,5 (Barron sv), Smeltz 7. All. Herbert 9 Arbitro: Batres (Gua) 4. Di Giuseppe DAgostino (foto Warrenski)

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