I creatori di realtà parallele dove “va tutto bene”. Le bolle però poi scoppiano

I creatori di realtà parallele dove “va tutto bene”. Le bolle però poi scoppiano

Alla corte del “capo” tanti consiglieri che non hanno il coraggio di dirgli quando sbaglia.

15 commenti

Di William Anselmo

Assecondare il capo fa male. Fa male all’azienda, al business, a tutto l’ambiente. Non fa male, anzi, fa benissimo, solo al portafogli di chi è capace di trovare capri espiatori per ogni cosa mettendo al sicuro il proprio posto di lavoro.

I personaggi alla Zamparini un po’ se la cercano: se imposti un’azienda incutendo il terrore di far fuori chiunque non sia in linea con te, allora la strada è segnata. Non riceverai mai senso critico costruttivo, ma solo accondiscendenza.

L’esempio più scontato è quello che possiamo fare con gli allenatori nel calcio: arrivano tutti carichi, con gran voglia di fare e convinti di poter gestire il presidente. Dopo qualche mese, o settimana, si trovano sotto stress e con un datore di lavoro ingestibile che “consiglia” quel modulo piuttosto che quell’altro giocatore.

A quel punto le reazioni umane sono almeno tre: i più permalosi salutano e vanno via subito; i più spavaldi fanno di testa loro e vengono sollevati dall’incarico dopo poco tempo; i più furbi assecondano il capo e durano un po’ più a lungo, ma non ottenendo risultati, alla fine vengono ugualmente sollevati dall’incarico.

I più pericolosi, in ogni ambito lavorativo, sono proprio quelli di quest’ultima categoria, quelli che assecondano il capo. Sono loro i creatori di realtà parallele dove “va tutto bene” e “stai tranquillo che si risolve“, mentre la barca affonda ricca di sorrisi e belle parole. Prendono tempo mentre professano ottimismo, e non osano minimamente contraddire chi li stipendia. Così se il capo suggerisce soluzioni suicide per l’azienda, loro sono i primi che fanno i complimenti per la grande idea. Davvero una gran bella idea! Boss sei un genio! E così via.

In questo modo si crea una realtà che non esiste, alimentata da zelanti consiglieri del “sì” che preferiscono dare la colpa sempre a qualcun altro, magari a quei cattivoni della stampa oppure agli arbitri “cornuti” (se si parla in ambito calcistico), agli allenatori, ai simuatori, piuttosto che dire al proprio capo “guarda che stai sbagliando” oppure “guarda che ho sbagliato io“. A scanso d’equivoci specifichiamo che non ci riferiamo a nessuno in particolare.

E dunque succede spesso in molte aziende in cui il capo gestisce a distanza, che la realtà in cui si convince di vivere è una realtà glitterata e sempre positiva, una bolla di sapone, bella al punto da non riuscirsi mai a spiegare gli insuccessi. Insomma, una balla. Soprattutto se i “bravo, bravissimo” arrivano da tutte le parti e i propri sottoposti relazionano in modo errato (sempre per tutelare loro stessi prima che l’impresa).

Fino a quando uno schiaffone in pieno viso, metaforicamente parlando, ti sveglia di colpo. Scoppia la bolla e svela trucco, inganni, compiacenze e disastri.

E’ il problema del capo-padrone che vive l’azienda incredibilmente solo e del professionista-sottoposto che preferisce mettere da parte il proprio entusiasmo, le proprie idee e l’amore per la verità, al fine di guadagnare quanto più tempo possibile prima di essere scoperto e licenziato.

In fondo con tutti i soldi che spende un’azienda non ci vorrebbe poi molto per migliorare: basterebbe più critica costruttiva e una corte di consiglieri più coraggiosi. Sempre che chi comanda sia disposto ad ascoltare…

 

15 commenti

15 commenti

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  1. VitoChimenti - 2 anni fa

    a proposito di realta’ parallele sarebbe bello un editoriale che spieghi alla tifoseria perche’ una squadra come il Palermo non puo’ ambire allo scudetto o alla Champions. Oppure no perche’ questo non fa appeal

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    1. nick - 2 anni fa

      E pure perché una squadra che incassa quanto Sampdoria e Genoa e poco meno della fiorentina si può permettere acquisti e ingaggi da carpi e Frosinone
      Nessuno pretende la champions ma manco una salvezza risicata
      Cioè l’anno che va male ci sta ma qui partiamo proprio con quelle ambizioni perché a parole puoi parlare d’Europa ma i fatti dicono altro

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  2. caleca.vincenz_623 - 2 anni fa

    un articolo molto vero complimenti

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  3. vincenzo palumbo - 2 anni fa

    forza palermo w zamparini e s.rosalia

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  4. gasdi_446 - 2 anni fa

    Un articolo di vero giornalismo libero da pesi e lacciuoli.I complimenti per un disamina così corretta e centrata non bastano.Non c’è nulla da commentare,c’è solo da sperare che chi di dovere lo legga .Tutte le verità inerenti la società e il suo proprietario racchiuse in un solo articolo.Eccellente !!!!!!

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  5. VitoChimenti - 2 anni fa

    capita dappertutto. ad esempio alla gazzetta consideravano l’arbitro internazionale Massimo De Santis il miglior arbitro italiano. E ne erano convinti. Anche l’anno in cui scoppio’ calciopoli. mai un rigo contro, da parte di nessun giornalista. e proprio perche’ ne erano convinti. mica per dare ragione al capo.

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  6. george - 2 anni fa

    Il problema è appunto questo Zamparini ascolta solo chi è allineato con il suo pensiero. In pratica ascolta solo se stesso. Così, finché non vende, non andiamo da nessuna parte. Anzi da una parte ci andiamo. In B

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  7. gaspare - 2 anni fa

    Giusto…..finalmente una probabile anzi probabilissima realtà delle cose” nostre”.
    Discutendo con i miei amici ho sempre sostenuto che M.Z. si è sempre attorniato di un nugolo di ……i quali hanno sempre fatto il loro…suo..nostro..ad altrui..gioco,
    volendo perdere di proposito di vista la realtà delle cose.
    Mi sono sempre chiesto ,come mai chi ha creato un impero commerciale, abbia dato lavoro a tantissima gente e continuare a cavalcare l’onda del successo,con riferimentoalla propria attività commerciale, possa cadere in tranelli simili, attorniandosi di cosiddetti “spicciafacende”e lasciando ad altri la gestione di una azienda di grosso
    spessore qual’è una società di calcio ?
    Gli errori di questi ultimi anni sono figli della mancata presenza del capo, checchè
    se ne possa dire, ed avvilisce ancor più che le sollevazioni generali sono sempre
    state esatte, a volere avallare ove ve ne fosse bisogno che si era visto giusto.

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  8. ZAMPAVATTENE!! - 2 anni fa

    BELLISSIMA DISAMINA WILLIAM; QUESTE COSE NOI LE DICIAMO DA TEMPO
    L’UNICA COSA E’ CHE AVREI AGGIUNTO ANCHE I TIFOSI PIU’ “PERICOLOSI”…QUELLI CHE FANNO PIU’ MALE AL PALERMO SQUADRA E A PALERMO CITTA’; I TIFOSI ACCONDISCENDENTI, QUELLI CHE ASSECONDANO SEMPRE IL LORO PRESIDENTE; QUELLI CHE DICONO CHE LA SQUADRA NON E’ SCARSA; QUELLI CHE SE CRITICHI SEI CATANESE; QUELLI CHE HANNO PAURA DI PERDERE LA SERIE A; QUELLI CHE SE CRITICHI ZAMPARINI “TI MERITI FERRARA E POLIZZI”; QUELLI CHE SE CRITICHI LA SQUADRA “VAI A TIFARE JUVE O INTER”; QUELLI CHE SE ZAMPARINI VA VIA “IL PALERMO TE LO COMPRI TU?”; E POTREMMO CONTINUARE ALL’INFINITO…

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    1. Mediagol - 2 anni fa

      Ciao Zampavattene, ti preghiamo cortesemente di scrivere in minuscolo. I messaggi in maiuscolo vengono bloccati in automatico e abbiamo difficoltà a moderarli. Grazie.

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      1. vincenzo palumbo - 2 anni fa

        e come parlare con un mulo

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      2. marianc_151 - 2 anni fa

        Questo catanese scrive in maiuscolo da svariati anni, e lo fa perché è sguaiato come tutti i catanesi. Bannatelo e basta !!!

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        1. ronemax - 2 anni fa

          Perchè bannarlo ?
          è vero che scrivere maiuscolo equivale ad urlare.
          però magari dice cose più o meno condivisibili.
          Essendo che OGNI post scritto da lui viene bloccato dal sistema, basta non sbloccarlo.
          Semplicemente non si leggerà più fino a quando non comincerà a scrivere in minuscolo…

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          1. Mediagol - 2 anni fa

            Ciao, problema risolto. Scrive in minuscolo.

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  9. nick - 2 anni fa

    il problema è che lui i consiglieri coraggiosi non li vuole proprio perchè si è messo in testa che la squadra la deve fare lui e deve decidere chi e come deve giocare
    è sotto gli occhi di tutti da conti e risultati che ciò è una follia visto che comunque parliamo di uno che di mestiere fa altro e non risiede neanche qui,nonostante lui creda di saperne più di tutti
    tutti sti procuratori e consulenti di cui si serve che gli rifilano i peggio bidoni(la vicenda arteaga presentato come rinforzo è da comiche) quando basterebbe avere un ds SERIO ma non si capisce perchè lui non lo vuole,cos’è?sminuirebbe la sua figura?è geloso,gli piace giocare al mercatino, non so dite voi
    ps vi ricordate di cardinaletti??????lo allontanò dicendo che si voleva immischiare nella squadra mentre lui voleva solo un BUROCRATE

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