È UN MICCOLI DA SOGNO ARRIVA FINALMENTE LA PRIMA VITTORIA PER IL PALERMO: 4-1 AL CHIEVO CON TRIPLETTA DEL CAPITANO

È UN MICCOLI DA SOGNO ARRIVA FINALMENTE LA PRIMA VITTORIA PER IL PALERMO: 4-1 AL CHIEVO CON TRIPLETTA DEL CAPITANO

di Fabio Corrao Luomo delle meraviglie, il mago che effettua trucchi a sorpresa per lasciare gli astanti a bocca aperta, il capitano che fa quello che ogni capitano dovrebbe sempre fare: tapparsi.

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di Fabio Corrao Luomo delle meraviglie, il mago che effettua trucchi a sorpresa per lasciare gli astanti a bocca aperta, il capitano che fa quello che ogni capitano dovrebbe sempre fare: tapparsi le orecchie, prendere la squadra sulle spalle e portarla fuori dal guado, fuori dal buco nero in cui si era pericolosamente cacciata. Fabrizio Miccoli è luomo che ha preso a sberle lorrendo, tremendo inizio di campionato del Palermo, ha preso i compagni per mano, ha guardato la palla, che per lui non è solo attrezzo del mestiere ma per lo più amica, compagna, le ha sussurrato che oggi lavrebbe costretta a traiettorie insolite, lha mandata per due volte a bucare Sorrentino, le ha concesso un giro di valzer generosamente offerto a Giorgi, e poi si è ripreso la scena con un gol da fenomeno assoluto, e se lè portata a casa, la palla. La stringeva forte e felice, a fine partita. Quello che oggi al Barbera è stato urlato al mondo intero è che il Palermo è ancora vivo, e che non esiste Palermo, oggi, senza il suo capitano. Che gli altri corrano, sbuffino, lottino, il loro lavoro non sarà vano, sarà ingentilito e gratificato dalle sue perle. Quella che fino a mercoledì era sembrata un embrione di squadra si è accesa finalmente oggi, in una gara dai contorni sportivamente drammatici. Gasperini ha capito che non era più il momento di finezze strategiche, era solo il momento di Fabrizio Miccoli. E la sua giornata perfetta ha avuto buoni compagni di viaggio nellinsolita tenacia di Ilicic, nella eleganza e sicurezza di Donati in difesa. Ed è stato quasi commovente, nei minuti di recupero, vedere i rosanero fare il torello, in dieci contro undici, ad un Chievo ormai annichilito. Non tutti i problemi sono stati risolti dincanto. Meritano più di un dubbio le incertezze difensive di Munoz, le lacune tecniche di Garcia, limpossibilità di non riuscire a non complicarsi la vita regalando sempre un uomo agli avversari. Ma oggi, con la prima vittoria e il primo, lunghissimo, sospiro di sollievo, ci si può permettere di accantonare per un attimo i cattivi pensieri. Se qualcosa si era intravisto sul piano del gioco, la cosa davvero importante era accendere i motori e ritrovare il sorriso. E nel calcio il sorriso arriva con la vittoria. E quella contro il Chievo è stata una vittoria bella, netta ma sofferta. Così dovrà essere lintero torneo dei rosanero: sofferto, ma bello. Ci auguriamo di non sentire più frasi e commenti quasi di scherno, ai limiti della mancanza di rispetto, nei confronti delluomo che con i suoi gol ed i suoi assist ha consentito al Palermo di disputare un altro campionato di serie A; che ha dimostrato ancora una volta, a dispetto delletà (e non è di certo Matusalemme) e degli acciacchi fisici, di potere e volere essere ancora decisivo. Se davvero si vuole tenere stretta, fortemente, la categoria non si può prescindere da un Fabrizio Miccoli al centro delluniverso tecnico rosanero. I campioni, chi ce li ha, non li discute. Semplicemente, li fa giocare.

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