Cera una volta il Palermo… Zamparini “santo” e “distruttore”, la gente ora lo contesta

Cera una volta il Palermo… Zamparini “santo” e “distruttore”, la gente ora lo contesta

di William Anselmo Negli ultimi dieci anni di cose ne sono accadute a questo povero Palermo, ma mai avremmo immaginato che luomo arrivato in Sicilia con la nomea di “vulcanico” si spingesse.

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di William Anselmo Negli ultimi dieci anni di cose ne sono accadute a questo povero Palermo, ma mai avremmo immaginato che luomo arrivato in Sicilia con la nomea di “vulcanico” si spingesse così oltre le nostre più fantasiose immaginazioni. Zamparini “santo” e “distruttore”, “salvatore” e “carnefice”. Zamparini dai due volti, quello brillante e pieno dentusiasmo allinizio della sua avventura in rosanero, e quello triste, vanitoso, egocentrico e contraddittorio fino a smentire anche se stesso. Se vi aspettate uno di quegli articoli che giustificano la società tentando di spiegare lennesimo “cambio dovuto” o che getti “acqua sul fuoco”, allora non siete nel posto giusto perché su Mediagol non troverete nulla di tutto ciò. Un giornale serio e onesto verso i propri lettori non può non sottolineare lennesimo scempio gestionale e lennesimo accanimento verso una società e una piazza in crisi da parte delluomo dai due volti, quello che un tempo è stato osannato e che oggi si ritrova contestato pur non rendendosene conto. La crisi societaria non comincia questanno, ma parte da lontano. La mancanza di un progetto e il continuo distruggere e ricominciare hanno frantumato, in particolar modo negli ultimi tre-quattro anni, un vero e proprio gioiellino. Come è possibile che la stessa persona che ha portato il club rosanero allapice della sua secolare (e perlopiù buia) storia calcistica, tutto ad un tratto abbia deciso di distruggere quanto costruito con tanto impegno e passione? La risposta sembra banale: più il tempo passa e più si cresce (o, a seconda dalle prospettive, si invecchia). Zamparini non è più il presidente di cinque-dieci anni fa, ha altri interessi (limpegno politico e quello da imprenditore) e non appare più sereno e lungimirante nelle sue decisioni. Di questo ne risente il Palermo, lazienda-Palermo e tutti i suoi tifosi. Zamparini accumula da anni errori su errori e ogni “rimedio” che gli passa per la testa, ogni ripensamento, si rivela sempre peggiore del “male”. Sulla buonafede e la bontà del presidente possiamo scommetterci, ma i fatti ci dicono che ormai non riesce più a trovare un equilibrio nella gestione di una società importante come quella del Palermo che sicuramente merita tanta attenzione. Zamparini alla sua età vuole godersi probabilmente il suo “giocattolo” ed essere protagonista assoluto del suo destino e delle sue scelte. Si spiegherebbero così i sistematici esoneri di allenatori (a meno che non si tratti di una gara a noi sconosciuta per entrare nel guinnes dei record come il “presidente che ha esonerato più allenatori al mondo”) e le continue frizioni con i vari dirigenti che per un motivo o per un altro hanno portato grandi professionisti a salutare Palermo: da Rino Foschi a Walter Sabatini, Sean Sogliano, Cristian Panucci, Giorgio Perinetti e Pietro Lo Monaco. In mezzo, come abbiamo detto più volte, ci stanno i poveri tifosi del povero e maltrattato Palermo che si disperano mentre vedono affondare il Titanic senza poter fare niente, perché lunica soluzione potrebbe arrivare solo e soltanto da un atto di responsabilità del “santo e distruttore”, Maurizio Zamparini, a cui va riconosciuto il merito di aver illuminato per quasi un decennio la maglia rosanero. Qualche giorno fa un caro amico mi ha fatto una domanda che adesso vi giro: “Immaginate di essere un uomo malato che si reca dal dottore e dopo una giusta cura riesce a guarire. Voi sicuramente ringraziereste quelluomo per avervi salvato la vita. Se a distanza di tempo vi ammalaste di nuovo e lo stesso dottore dovesse curarvi commettendo però dei gravi e continuati errori rischiando di farvi morire, voi continuereste a ringraziarlo perché anni prima vi aveva salvato la vita?” Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Io cambierei dottore.

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