PRESS ROOM ROSANERO ZAMPARINI: “LA VERITA SULLADDIO DI SOGLIANO…IN FUTURO UN UOMO DI FIDUCIA MI SOSTITUIRA”

PRESS ROOM ROSANERO ZAMPARINI: “LA VERITA SULLADDIO DI SOGLIANO…IN FUTURO UN UOMO DI FIDUCIA MI SOSTITUIRA”

E’ terminata la breve era Sogliano in casa rosanero. Nel corso della conferenza stampa tenuta al Barbera, Maurizio Zamparini rivela i motivi dello strappo e parla del nuovo assetto societario..

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E’ terminata la breve era Sogliano in casa rosanero. Nel corso della conferenza stampa tenuta al Barbera, Maurizio Zamparini rivela i motivi dello strappo e parla del nuovo assetto societario. Il posto lasciato vuoto dal Ds, infatti, in futuro verrà occupato da un Amministratore delegato operativo. di Alessandro Castellese No è stata una conferenza stampa dai toni accesi, anzi. Il patron rosanero ha affrontato con la solita schiettezza l’argomento Sogliano. I motivi che hanno condotto le parti al divorzio sono chiari e allo stesso tempo quasi annunciati. “I motivi per i quali Sogliano non è più il direttore sportivo del Palermo sono due: da un lato a Varese era abituato a fare il Ds, il presidente e forse anche qualcosa in più. Qui a Palermo, invece, non si è integrato al meglio con me, visto proprio il modo con il quale era abituato a svolgere il suo lavoro. All’interno di una società ogni ruolo deve essere svolto nel contesto della sua dimensione. Braida, ad esempio, ha il suo stesso ruolo al Milan, eppure si confronta quotidianamente con Galliani”. Sui rapporti precari tra Zamparini e i suoi Ds, il presidente del Palermo risponde a tono: “In dieci anni a Palermo ho avuto solo tre direttori sportivi, Foschi, Sabatini e Sogliano. Tra l’altro con Sabatini ci siamo allontanati per una bizza, prima di pentircene reciprocamente”. Il futuro in casa rosanero, anche se a livello temporaneo vedrà Cattani nel ruolo di Direttore Sportivo, parla di una nuova figura. Accanto al Team Manager legato prettamente al gruppo della prima squadra, infatti, ci sarà un Amministratore delegato-Vice Presidente, stile Galliani, operativo e quotidianamente a servizio del club. “Non sono stanco di Palermo, ma del mondo del calcio. Questo è un periodo di crisi ed io ho tanto da fare nel mio lavoro, di conseguenza, oltre alla stanchezza legata a questo mondo, ho la voglia di passare in seconda linea, rendendo la nuova figura dell’Ad quella pienamente operativa ogni giorno. A differenza di un presidente che viva da lontano di sensazioni e che svolga il suo ruolo ogni 15 giorni. Ho già individuato la persona che svolgerà questo compito. L’anno scorso lo avevo chiesto a mio figlio – ha aggiunto – ma lui ha rifiutato. Di conseguenza non ritengo sia necessario per il futuro un Direttore Sportivo”. La storia a Palermo di Devis Mangia, si sa, è legata a quella di Sean Sogliano, colui il quale ha reso possibile lo sbarco in serie A dell’ex tecnico della Primavera del Varese. Per Zamparini il tecnico rosanero rappresenta il futuro. Eppure è ben noto che a Palermo la stabilità è dettata solo ed esclusivamente dai risultati. “Ho avuto un bellissimo colloquio con Mangia, nel contesto del quale gli ho manifestato la mia piena fiducia, ribadendo che è mia intenzione portare avanti insieme a lui un progetto pluriennale. Inoltre ho già ordinato a Sagramola di adeguare il contratto del mister insieme a quello di tutto il suo staff”. E chissà se questa non sia una mossa per rendere meno amaro un eventuale addio”. I toni del patron rosanero diventano ancora più fermi quando si parla di formazione. Il suo è un messaggio perentorio, anche se i dubbi rimangono. “Guai a pensare che io voglia fare la formazione. In realtà il mio desiderio è quello di conoscere l’indirizzo intrapreso dal tecnico”. Eppure la lite che ha definitivamente rotto il già precario equilibrio fra Zamparini e Sogliano è proprio legata alla formazione anti Udinese, come ammesso dallo stesso patron friulano. “Sogliano sabato sera ha cenato a casa mia e non mi ha detto nulla circa la formazione che avrebbe giocato ad Udine e delle variazioni che, invece, ho scoperto a dieci minuti dall’inizio della partita”. Questo è il retroscena che spiega come mai sia scattata la “lite finale”. Un motivo che sembra andare in controtendenza rispetto all’affermazione secondo la quale non vi è interesse nell’incidere sulla formazione. Il pomo della discordia pare essere Josip Ilicic, che ad Udine è stato sostituito, rispetto il precedente match giocato contro il Lecce, da Aguirregaray. Un’assenza, quella dello sloveno, che non è andata giù al numero uno rosanero, il quale, nonostante il periodo di flessione, crede ciecamente nel numero 27 di Mangia. “A giugno ho rifiutato, anche in malo modo, un’offerta di un club russo per Ilicic, pari a 15 milioni di euro. Josip psicologicamente va sorretto. Se non gioca o non viene considerato per ciò che è, va in difficoltà, come Bacinovic. Lui è uno che se sta bene fa la differenza in ogni club di A, per di più, vista la mediana di quest’anno, fatta da gente operaia e non coi piedi buoni, rinunciare a lui fa perdere qualità”. Infine, in relazione al futuro, oltre del nuovo assetto societario e delle prospettiva legate a Mangia, Zamparini affronta l’argomento mercato. Prima, a precisa domanda su un’eventuale campagna di rafforzamento a gennaio risponde: “Assolutamente no, non ci rafforzeremo, dato che la squadra è già forte. La gente deve capire che siamo un laboratorio e per di più che, non essendo il Napoli o le Big, visti gli incassi derivanti dalle Tv e dallo stadio, senza qualche cessione importante ogni estate, il Palermo sarebbe costretto a scendere a livello dei club che lottano per la salvezza”. In un secondo momento, però, il presidente rosanero parla degli acquisti, fatti e su quelli su cui si sta lavorando. “A gennaio arriverà Vazquez, che non è Pastore, ma del livello di Alvarez dell’Inter. Oltre a due attaccanti che abbiamo già preso, di cui non farò i nomi neanche sotto tortura (uno dei due dovrebbe essere Mehmeti del Malmo, ndr). Siamo consapevoli di non avere grande qualità a centrocampo e i nostri scout stanno lavorando in quest’ottica, ma non è facile reperire centrocampisti con i piedi buoni. Lavoriamo non per gennaio, ma per il futuro”.

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