PRESS ROOM ROSANERO VAZQUEZ:”ESSERE QUI È UN SOGNONESSUN PARAGONE, IO SONO FRANCO”

PRESS ROOM ROSANERO VAZQUEZ:”ESSERE QUI È UN SOGNONESSUN PARAGONE, IO SONO FRANCO”

Faccia da bravo ragazzo, un po’ d’emozione e la sensazione di aver a disposizione un’occasione unica. Questi sono i primi pensieri osservando al suo ingresso in sala stampa il nuovo.

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Faccia da bravo ragazzo, un po’ d’emozione e la sensazione di aver a disposizione un’occasione unica. Questi sono i primi pensieri osservando al suo ingresso in sala stampa il nuovo fantasista rosanero, Franco Vazquez. di Alessandro Castellese Fantasista classe 1989 ed ex bandiera del Belgrano, il nuovo numero 17 di Mutti si presenta a stampa e tifosi, con l’umiltà che spesso caratterizza chi preferisce far parlare il campo. Presenti con lui anche i genitori, Oscar e Marina. “Sono un trequartista, ma posso anche giocare come seconda punta o esterno sinistro di centrocampo. Mi piace gestire il gioco in avanti, provando, quando possibile, a mandare a rete i compagni, o segnare”. Sulla scelta del 17 aggiunge: “Era il mio numero al Belgrano, quello con il quale ho esordito in massima serie, tra laltro era anche giorno 17. E un numero che mi ha sempre accompagnato e che per me è speciale”. La città di provenienza è la stessa, Cordoba, eppure è chiaro che per Vazquez non sarà semplice gestire il paragone con Javier Pastore. Al Mudo, infatti, questo accostamento non sembra piacere del tutto. Pastore è un grande, ma siamo diversi. “Javier è un giocatore che mi piace molto, ma non ritengo di dover essere paragonato a lui. Ognuno segue il proprio cammino e vorrei essere preso in considerazione solo in quanto Franco, giocatore del Palermo”. Nonostante sia un giocatore del Palermo da molti mesi, l’arrivo di Vazquez è stato rimandato per un suo desiderio personale: giocare il campionato di Clausura, per la prima volta, con la maglia della squadra che lo ha visto crescere sin da quando era bambino. Come se un ragazzo palermitano, prima di passare ad una Big nel 2004, avesse voluto prima giocare almeno una stagione in A col suo Palermo. “Volevo giocare col Belgrano in massima serie almeno una volta. Sono cresciuto lì, sin dalle giovanili e quello era un mio desiderio”. Nel frattempo, però, ha avuto modo di osservare dal Sudamerica i suoi nuovi compagni: “Conosco il Palermo, dopo aver firmato coi rosa ho visto spesso le partite in televisione. Un modo per conoscere la mia nuova squadra ed i compagni. Iniziare a capire come si muove il gruppo in campo era importante”. La voglia di giocare è tanta. Il periodo iniziale sarà di inserimento, ma a contatto con un’avventura così entusiasmante, dire di non voler esordire già col Napoli, sarebbe stata una bugia grande come una casa. “Vorrei giocare prima possibile, anche se domande a riguardo vanno rivolte al mister. In vista di questa seconda metà della stagione, vorrei inserirmi al meglio quanto prima. Quindi, se sarà possibile, giocare il maggior numero possibile di partite. So che il Palermo a volte gioca col doppio cinque (in Argentina il trequartista non indossa il 10, come spesso accade in Europa, ma il 5. Se ricordate, non a caso, nell’anno di B del Palermo di Mutti, La Grotteria scelse il 5 proprio per quello) e per me non è un problema. Mi piace molto giocare insieme a giocatori tecnici, come me. Sono pronto – ha concluso – per dare tutto per questa maglia”.

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