PRESS ROOM ROSANERO TZORVAS: “A ROMA PER REAGIRE…PALERMO STUPENDA, MI SENTO A CASA”

PRESS ROOM ROSANERO TZORVAS: “A ROMA PER REAGIRE…PALERMO STUPENDA, MI SENTO A CASA”

Col passare delle settimane ha conquistato la fiducia del pubblico rosanero, Alexandros Tzorvas, numero 33 del Palermo, dal giorno della presentazione ufficiale, interviene per la prima volta in sala.

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Col passare delle settimane ha conquistato la fiducia del pubblico rosanero, Alexandros Tzorvas, numero 33 del Palermo, dal giorno della presentazione ufficiale, interviene per la prima volta in sala stampa. Una voce diversa, un tono diverso, per un calciatore che sta scoprendo Palermo, aprendosi a sua volta alla gente palermitana. di Alessandro Castellese Quando si dice “calma olimpica”. Tzorvas incarna perfettamente l’immagine dell’atleta sereno e sempre sicuro di se. Lo si percepisce anche nella sala stampa del Tenente Onorato ed il punto di partenza non poteva che essere l’ultimo match, quello di Milano. Questa volta, però, analizzato dalla sua prospettiva. Dichiarazioni scandite dall’alternanza fra la sua voce e quella del traduttore. “Tutte le partite in Italia sono molto difficili, lho detto molte volte. Quando si perde una partita, seppur contro una grande squadra come il Milan, si deve ripartire subito, correggendo tutti gli errori”. Per lavorare e migliorarsi non è mai troppo tardi. Nonostante lo sbarco in Italia sia avvenuto solo questa estate, per lui c’è molto da fare, a livello personale. Migliorare come portiere e come colonna del Palermo. Questi gli obiettivi nell’immediato. “Il compito di ogni portiere è di tenere la porta inviolata, tuttavia può capitare che qualcosa non vada nel modo giusto. In futuro cercheremo di fare meglio – ha spiegato lestremo difensore greco – e ricordiamoci che spesso, ogni partita fa storia a sé. Ho 29 anni, non sono un diciottenne, non ho chissà quanto tempo per potermi migliorare, tuttavia sono sicuro di poter fare bene. La scuola greca è diversa per i portieri, magari ciò che in Grecia è considerato giusto in Italia è un errore, quindi cercherò di limare queste differenze”. C’è un precedente, non troppo lontano, con la Roma. Un ricordo positivo, condiviso anche con un giocatore che nell’ultima gara di campionato ha contribuito a dare un forte dispiacere ai giallorossi. “Sì, è vero, col Panathinaikos ho eliminato i giallorossi dall’Europa League. 3-2 sia a Roma che ad Atene. E’ stato un grande successo. Quando si gioca una partita contro una squadra così importante, lunica cosa che si può fare è lavorare per alzare il proprio livello. Con me allora c’era anche Cissè, ci siamo sentiti scambiandoci dei complimenti. Quando una formazione come la Roma perde un derby o un match molto importante, però, vuole assolutamente reagire, quindi per noi sarà ancora più difficile”. L’analisi del prossimo impegno, tocca anche l’argomento Totti. “E’ un grande simbolo della squadra, il capitano, tuttavia dobbiamo giocare con molta attenzione, soprattutto essere bravi in difesa, cogliendo le buone occasioni che ci capiteranno quando andremo in avanti”. La Grecia e la Sicilia, due terre simili, accomunate dal clima, dal paesaggio e dalla storia. Un ambiente, per un ragazzo venuto dalla terra ellenica, che non fa rimpiangere il sapore di casa. “Le differenze ci sono, Atene è più grande, è una capitale, mentre Palermo è di dimensioni più ridotte, ma dal primo giorno che sono arrivato mi sento come fossi in Grecia. Io vengo dal Peloponneso, cè molta somiglianza con la Sicilia, chi di voi ha visitato quella regione potrà sicuramente confermarlo. Per quanto riguarda la cultura i due popoli sono molto vicini, hanno un modo di pensare simile, la stessa mentalità. Quindi è facile intuire come non ho avuto problemi di nessun tipo per il mio adattamento. Mi trovo benissimo qui, ancora con la lingua non ci siamo e per fare questa conferenza ho avuto bisogno del traduttore, ma col tempo migliorerò anche in questo”.

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