PRESS ROOM ROSANERO MUTTI: “QUESTANNO GESTIONE TROPPO ALLEGRA, NON PUOI IMPROVVISARE…4-5 PUNTI IN PIÙ E CAMBIA TUTTO”

PRESS ROOM ROSANERO MUTTI: “QUESTANNO GESTIONE TROPPO ALLEGRA, NON PUOI IMPROVVISARE…4-5 PUNTI IN PIÙ E CAMBIA TUTTO”

In sala stampa al Renzo Barbera tira aria di ultimo giorno di scuola. Mutti nel corso dell’ultima conferenza si toglie qualche sassolino dalla scarpa e racconta le sue verità… di.

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In sala stampa al Renzo Barbera tira aria di ultimo giorno di scuola. Mutti nel corso dell’ultima conferenza si toglie qualche sassolino dalla scarpa e racconta le sue verità… di Alessandro Castellese Il tecnico rosanero, in tenuta estiva jeans e camicia, ha l’aria rilassata. Sorridente come sempre o semplicemente di buon umore. La conferenza tira dritta dall’inizio alla fine in un contesto sereno e a tratti scherzoso. Eppure Mutti non usa le solite frasi fatte che caratterizzano le conferenze di diversi esponenti del mondo del calcio. Forse perché l’ultima o forse per non ripetere i soliti concetti, l’allenatore lombardo parla come mai aveva fatto in questi mesi. “Sono molto soddisfatto del lavoro svolto a Palermo. Non sono uno che vende fumo o che si sponsorizza oltre le proprie capacità, ma ritengo di aver fatto un buon lavoro”. È tempo di bilanci, quindi, ma è qui che trapelano le prime verità. “Ho preso una squadra con grandi problemi di personalità esterna, che in trasferta non segnava un gol. C’erano problemi di gestione interna e giocatori che dovevano andare via. Nonostante ciò fino a Siena avremmo potuto lottare per qualcosa di importante. Ci mancano quei 4-5 punti con i quali, sicuramente, il nostro campionato sarebbe stato valutato diversamente da molte persone. Di chi parlo? In generale…”. Frecciatine e sassolini, sempre però col sorriso e la sincerità, due elementi tra i più riconoscibili e da ricordare di Mutti. Alcuni potranno preferirgli altri allenatori, ma quanto a valore umano, il tecnico rosanero lascia un ottimo ricordo. Quindi prosegue parlando degli errori di gestione secondo lui compiuti questa stagione. Elementi non adatti ad una piazza come Palermo. “Ringrazio il gruppo con cui ho condiviso questi mesi. Per il resto non voglio parlare di futuro e di cosa dovrà fare la società. Semplicemente è certo che non si potranno gestire altre annate come questa. C’è stata una gestione troppo ‘allegra’ e a Palermo non si può improvvisare. Questo è stato il vero problema”. Quindi continua: “Non puoi stravolgere un progetto dopo un mese solo perché è arrivata l’eliminazione dell’Europa. In una piazza importante come Palermo una gestione di questo tipo non va bene e ritengo che questa squadra quest’anno avrebbe potuto anche rischiare seriamente. Per fortuna però, siamo riusciti a non farci coinvolgere mai in situazioni di classifica davvero rischiose”. Sentire queste parole dalla guida tecnica della squadra sicuramente fa capire come questa annata non sia stata casuale. I successi di una squadra partono dall’alto e questo campionato dovrà assolutamente servire da lezione, non solo per quanto riguarda prettamente la squadra. In questo contesto, come spesso accaduto nelle ultime settimane, ci si dimentica, forse, che manca ancora una gara al termine. Per Mutti la voglia di chiudere al meglio il campionato c’è, nonostante la valanga di assenze. “Sicuramente a Genova giocheremo per fare la gara che è nelle nostre possibilità. Ci sono tantissimi assenti, ma in campo i ragazzi sicuramente vorranno chiudere al meglio il campionato”. Chiudiamo con due parentesi, una legata al presente ed una al futuro. Entrambe riguardanti dei calciatori rosa. Mutti prima parla del caso Silvestre: “Ci ho parlato e gli ho detto che è stato un po’ inopportuno. Lui è un professionista molto serio ed orgoglioso, che tiene tantissimo alla propria carriera ed a fare il salto di qualità. Ciò, però, non toglie, come gli ho detto, che avrebbe potuto dire le stesse cose in sede privata alla società a fine campionato. Probabilmente anche lui si è pentito ed ha capito che avrebbe potuto aspettare, ma è il suo carattere”. Quindi, circa il futuro, fa dei nomi, sia per quanto riguarda gli aspetti positivi e di prospettiva, sia circa alcuni elementi della rosa dai quali si aspettava molto di più. “Labrin e Milanovic sono sicuramente patrimonio della società, da inserire nel futuro reparto difensivo e da coltivare con cura. Così come Munoz, il cui valore è stato riscoperto per come merita. Da altri ragazzi, invece, mi aspettavo molto di più. Vedi Ilicic ed Hernandez. Magari tecnicamente sono già pronti e ad un ottimo livello per il Palermo, ma per quanto riguarda la testa e l’aspetto mentale non sono ancora al top”.

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