PRESS ROOM ROSANERO LA GRINTA DI SANNINO: “OCCHIO ALLA CREMONESE, GIUSTO SPIRITO DA SUBITOQUESTA SQUADRA DEVE IMPARARE A SOFFRIRE”

PRESS ROOM ROSANERO LA GRINTA DI SANNINO: “OCCHIO ALLA CREMONESE, GIUSTO SPIRITO DA SUBITOQUESTA SQUADRA DEVE IMPARARE A SOFFRIRE”

Primo sguardo “da tre punti” e primi applausi per Giuseppe Sannino. Il tecnico rosanero carica i suoi in vista del primo impegno ufficiale della stagione. Durante la seduta al Barbera il.

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Primo sguardo “da tre punti” e primi applausi per Giuseppe Sannino. Il tecnico rosanero carica i suoi in vista del primo impegno ufficiale della stagione. Durante la seduta al Barbera il pubblico gli regala i primi veri applausi da tecnico del Palermo. di Alessandro Castellese Nel giorno della prima seduta al Barbera, mentre il gruppo si riuniva sotto la Nord per salutare i tifosi presenti, l’ex tecnico del Siena era rimasto in disparte, preparando il terreno di gioco per il lavoro da svolgere. Alla viglia del test con la Cremonese, però, durante le fasi di riscaldamento, il pubblico presente ha richiamato l’attenzione del tecnico, regalandogli la prima vera ovazione della stagione. Sarà il preludio di un nuovo amore o semplice incoraggiamento? Con la consapevolezza dell’avvio ormai prossimo della A, ecco che l’impegno di Coppa diventa un antipasto interessante in primis per lo staff, Sannino in primis. Oltre alle risposte dal punto di vista tattico e tecnico, però, il mister sa già come caricare i suoi. “Quella di domani è una gara che vale tre punti, stop. Ci avviciniamo a questo impegno con dubbi da risolvere e con la consapevolezza che il Palermo ha tutto da perdere e nulla da guadagnare”. Cremonese o Napoli non fa differenza. Ciò che conta è l’impegno, la grinta ed il cuore da gettare oltre l’ostacolo. I suoi toni sono diversi rispetto a quelli utilizzati nelle conferenze di inizio stagione. L’atmosfera è cambiata, non in negativo, nessuna pesantezza o cattiva aria. Semplicemente Sannino ha voluto dare un segnale molto positivo, ovvero: “Adesso si fa sul serio”. In tutto ciò, a che punto è il Palermo? “Dopo un mese c’è ancora molto da fare. Siamo partiti con una base di qualità, ma la squadra deve imparare a soffrire. Ogni allenatore ha una sua filosofia e la mia squadra deve giocare al di là della giocata o del colpo di tacco. Sarà molto importante riuscirci”. Numeri o non numeri adesso la squadra è gestita in modo diverso. La coppia Sannino-Perinetti dovrà centrare questa prima vittoria. Gestire in modo deciso, ma positivo, un gruppo che ha bisogno di avere regole ed identità ben delineata. “La forza di un gruppo è saper leggere le situazioni. Chiedo ai miei ragazzi in primis di essere intelligenti in campo e quando necessario correre anche per il compagno”. Quanto contano i numeri per Sannino? Molto poco. “A prescindere dallo schieramento, se si gioca a tre, quattro, otto o ventimila, il calcio va interpretato sotto altri aspetti. Non è facile, ma quello che chiedo ai ragazzi è di essere per quelle due ore alla settimana pienamente in partita, dall’inizio alla fine”. La Coppa Italia per questa città ha un valore diverso. Un amore tangibile, ma che ancora deve sfociare nell’immagine più bella. Tre finali perse, in modo molto simile, spingono la piazza a desiderare questo trofeo con tutte le proprie forze. Il ricordo della finale di Roma poi è un elemento in più che infiamma il cuore di tutti. “Non sono una persona che vive in relazione a cose future e che non esistono. Non possiamo pensare a quello che faremo o a finali. La gara più importante è quella con la Cremonese”. Quindi a seguire un importante richiamo alla realtà: “Una rondine non fa Primavera. Vincere una gara che non vale nulla lascia il tempo che trova. Si può migliorare anche durante l’ultima di campionato, figuriamoci prima ancora di iniziare”. Capitolo formazione. Hernandez ci sarà? ”Spero che Hernandez e chi è arrivato dopo non soffra la mancanza dei carichi di lavoro nel lungo periodo. Proprio per questo stiamo cercando di far lavorare questi ragazzi sia con la squadra, sia in modo personalizzato per recuperare il lavoro non svolto con noi in ritiro. Non so se giocherà, tutti possono giocare, andare in panchina o tribuna”. Un’assenza, però, è certa: “Migliaccio non sarà convocato. Di comune accordo con Giulio abbiamo preso questa decisione, anche per il rispetto che io ho per lui, per ciò che ha dato al Palermo e per quello che, ricordiamolo, potrebbe ancora dare. Tutto è da vedere”. Capitolo finale, occhio a chi sfida una big ed ha le motivazioni della grande occasione: “Io vengo dal basso e so cosa vuol dire giocare contro una squadra molto più blasonata. Conosco i giocatori della Cremonese e la squadra. Pensare di farne un solo boccone sarebbe da stupidi e vorrebbe dire che la squadra ancora non mi conosce. Iniziamo ad avere la giusta mentalità sin da subito”.

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