PRESS ROOM ROSANERO CETTO: “FINALMENTE IN CAMPO…SONO PRONTO, MA DECIDE MANGIA”

PRESS ROOM ROSANERO CETTO: “FINALMENTE IN CAMPO…SONO PRONTO, MA DECIDE MANGIA”

Prima volta all’Olimpico e possibile esordio casalingo dal primo minuto. E’ una settimana ricca di novità quella di Mauro Cetto, centrale argentino rosanero, che pian piano è.

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Prima volta all’Olimpico e possibile esordio casalingo dal primo minuto. E’ una settimana ricca di novità quella di Mauro Cetto, centrale argentino rosanero, che pian piano è tornato a pieno regime, sino a candidarsi prepotentemente per una maglia da titolare. di Alessandro Castellese Un momento positivo, in assoluta contrapposizione con il primo periodo rosanero. Due infortuni durante il ritiro estivo hanno frenato fortemente la sua ascesa verso una maglia da titolare. “Quando sono arrivato a Palermo lobiettivo primario era quello di giocare, poi ho avuto due infortuni in ritiro ed è diventato difficile, adesso sono riuscito a giocare con la Roma e sono contento”. Il suo prossimo futuro è legato a doppio filo con quello di Giulio Migliaccio. Se con il 4-4-2, infatti, il mediano campano ha sempre agito da centrale difensivo, con il ritorno al rombo e ai tre mediani, gli scenari potrebbero cambiare anche per Cetto. “Sapevo che Migliaccio in passato aveva giocato difensore e che in rosa ce ne sono anche altri di qualità. Quando Giulio ha giocato da centrale ha anche fatto bene, sapevo quindi che sarebbe stato un concorrente in più per un posto fra i titolari. So che Migliaccio è un centrocampista, ma ha fatto così bene in difesa che ha continuato a giocare lì. Certo se voglio giocare è meglio che torni a centrocampo – ha aggiunto – ma sono cose che deve decidere lallenatore”. Sull’impegno di giovedì sera: “Non so ancora cosa Mangia vorrà fare giovedì sera. Mancano ancora due giorni”. Il passaggio dalla Ligue 1 alla Serie A non è mai semplice. Dopo 9 anni passati nel contesto di un campionato improntato prevalentemente sulla supremazia fisica, trovarsi nei labirinti tattici della A e dover affrontare gente dal tasso tecnico nettamente superiore, non è di certo semplice. “In Italia cè un calcio più tecnico, in Francia ci sono tanti giocatori veloci e fisicamente importanti, molti sono africani, qui invece hanno una tecnica superiore”. Cambio di paese, campionato, compagni… ed anche allenatore. Dopo poche settimane dal suo approdo in rosanero, Cetto ha salutato Pioli, tecnico al quale deve il suo sbarco in Sicilia. L’ex allenatore del Chievo, infatti, dopo averlo visionato più volte nella passata stagione, in prospettiva clivense, lo ha richiesto per il suo Palermo, insieme a Mantovani. “Quando si cambia allenatore prima ancora di cominciare è difficile. Con lui avevamo fatto qualche partita giocando a quattro e con Mangia non è cambiato tutto. Comunque penso che non sia fondamentale il modulo, ma la mentalità di adattarsi dei giocatori”. A Palermo la sfida contro il Lecce è sempre particolare, visto il rapporto fraterno che lega le due tifoserie. Eppure per l’ex centrale del Tolosa questa potrebbe essere una sfida ancor più particolare. La prima da titolare al Barbera. “In casa abbiamo avuto la mentalità giusta per giocare, dobbiamo ripeterci col Lecce, una squadra che ha fatto tre gol col Milan e che verrà a Palermo per fare almeno un punto. Inutile pensare al modulo, conta latteggiamento avuto in casa nelle sfide passate. Se sarà così anche contro il Lecce, potremo fare risultato”. La prima conferenza in terra siciliana di Cetto si chiude con un cenno alla situazione di Ilicic. Un patrimonio per l’intero ambiente rosanero, da tutelare e supportare. Lo stupore dei tifosi e le critiche degli ultimi tempi, emergono per l’affetto che lega Ilicic al Palermo. Vedere un talento di questo tipo in netto calo, non fa mai piacere e proprio per questo se ne parla così tanto. Ultimo episodio, in ordine cronologico, quello dell’Olimpico. “Si deve sempre pensare che la cosa più importante è la squadra. Ilicic è un giocatore tra i migliori dItalia a livello tecnico e deve utilizzare le sue qualità per il bene del Palermo. Ha perso tempo per entrare in campo? Non ci ho fatto caso, però uno che sta in panchina deve essere sempre pronto per entrare, ha fatto un errore e lui stesso sa che non deve più capitare”.

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